
Visto il mancato aumento dei finanziamenti sulla scuola da parte del governo il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha deciso di destinare i 300 milioni di euro destinati al miglioramento dell'offerta formativa alle buste paga degli 850.000 docenti italiani e dei 200.000 lavoratori della scuola.
In particolare questa cifra, così come hanno chiesto i sindacati, andrà a incrementare la componente fissa della retribuzione del personale della scuola.
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Aumento medio degli stipendi salirà da 100 a 124 euro per mensilità
Dopo lo sblocco degli arretrati, in media 2.000 euro per dipendente, con queste nuove risorse fanno sapere dal ministero di viale Trastevere che l'aumento medio degli stipendi salirà da 100 a 124 euro per mensilità.
"L’obiettivo dopo tanti anni di immobilismo" - come si legge nella nota del ministero - "è avviare un progressivo miglioramento delle retribuzioni nel comparto scuola e sostenere specifiche politiche del personale finalizzate a rafforzare l’orientamento e a contrastare la dispersione, nell’ambito di un nuovo modello di scuola incentrato sul merito".
L'altra novità è che sarà la contrattazione a definire i criteri di distribuzione delle risorse per la valorizzazione dei docenti in modo da garantire la continuità didattica per gli studenti prestando particolare attenzione agli istituti statali delle piccole isole.
Valditara e la valorizzazione dei docenti
"Abbiamo portato a compimento l’impegno che avevamo assunto in sede politica e con il personale scolastico. La valorizzazione dei lavoratori della scuola è una delle nostre missioni, perché non può esserci Merito senza Dignità, che va salvaguardata anche tramite l’incremento delle risorse destinate a migliorare le retribuzioni in tutto il comparto scuola".
Queste le parole del ministro dell'Istruzione che ha sottolineato come "questo risultato è il frutto di un rapporto sano fra il Governo e le Organizzazioni Sindacali, fondato su un confronto costruttivo e pragmatico: è questo che intendo come Grande Alleanza, la collaborazione fra istituzioni, parti sociali, lavoratori della scuola, studenti e famiglie".
Paolo Di Falco