ragazzi nei corridoi di scuola

 

Arriva una novità fondamentale se frequenti le scuole medie o superiori: per partecipare a corsi ed eventi extra su sessualità e identità di genere, ora serve l'autorizzazione scritta dei tuoi genitori (o la tua, se sei già maggiorenne).

Non si tratta di una voce di corridoio, ma di una regola ufficiale stabilita dalla Legge 104 del 9 giugno 2026 (entrata in vigore lo scorso 7 luglio). Questa norma ha introdotto l'obbligo del permesso preventivo per tutte quelle attività scolastiche che vanno ad ampliare o integrare il normale programma di studio trattando tematiche legate all'affettività e alla sessualità.

A chiarire ogni dubbio ci ha pensato la recente circolare del Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM) del 14 settembre 2026, che fornisce alle scuole le direttive pratiche per organizzarsi. Per fartela semplice: la legge fissa il principio generale ("cosa" bisogna fare), mentre la circolare fa da vero e proprio libretto di istruzioni ("come" metterlo in pratica in classe).

Il risultato di questa combinazione normativa è uno solo: con l'introduzione del consenso informato educazione sessuale, nessuna attività extracurricolare o di ampliamento su questi argomenti delicati potrà più essere svolta senza un via libera esplicito e consapevole.

Indice

  1. Quando serve la firma (e quando non serve)
  2. Preavviso, trasparenza ed esperti esterni
  3. Cosa succede se non si firma e le regole per i maggiorenni

Quando serve la firma (e quando non serve)

Non serve invece alcun consenso per le normali lezioni di classe previste dai programmi ufficiali. Lo studio dell'apparato riproduttivo, il concepimento e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili affrontati durante le ore di Scienze restano obbligatori per tutti. Lo stesso vale per i percorsi curricolari di Educazione Civica dedicati all'empatia, al rispetto della persona, al contrasto della violenza di genere e a ogni forma di discriminazione.

L'obbligo del consenso scatta invece per tutte le attività extracurricolari pomeridiane o per i progetti di ampliamento dell'offerta formativa dedicati alla sessualità e alle teorie sull'identità di genere, anche se trattate in modo indiretto. Per quanto riguarda gli alunni della scuola dell'infanzia e della primaria, il Ministero ha escluso del tutto la possibilità di organizzare progetti extra su questi temi, limitando l'insegnamento alle sole nozioni scientifiche ed educative di base previste dalle Indicazioni nazionali.

Preavviso, trasparenza ed esperti esterni

A partire dall'anno scolastico 2026/2027, gli istituti scolastici dovranno aggiornare il Patto educativo di corresponsabilità per spiegare nel dettaglio le modalità di autorizzazione. Il modulo per la richiesta del consenso dovrà essere consegnato almeno sette giorni prima dello svolgimento dell'attività. Contestualmente, la scuola dovrà mettere a disposizione delle famiglie tutto il materiale didattico che verrà utilizzato durante gli incontri.

Se la lezione viene affidata a esperti esterni, la loro qualifica e il loro curriculum dovranno essere approvati preventivamente dal Collegio dei Docenti e dal Consiglio d'Istituto. In ogni caso, qualora alle attività partecipino studenti minorenni, la presenza in aula di un docente della scuola sarà sempre obbligatoria per tutta la durata dell'incontro.

Cosa succede se non si firma e le regole per i maggiorenni

La scelta di sottoscrivere il modulo è del tutto libera e la mancata firma gestisce due scenari differenti. Se il progetto è extracurricolare e si svolge di pomeriggio, gli studenti che non presentano l'autorizzazione semplicemente si astengono dalla frequenza. Se l'attività si tiene al mattino al posto delle lezioni ordinarie, la scuola garantisce obbligatoriamente un'attività formativa alternativa affidata a un docente dell'istituto, senza che questo comporti assenze o costi aggiuntivi per la famiglia.

Legge 9 giugno 2026, n. 104. Disposizioni in materia di consenso informato in ambito scolastico

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