
La Camera dei Deputati ha approvato la proposta di legge che reintroduce l’educazione civica come materia obbligatoria nella scuola primaria e secondaria: i voti a favore, espressi nel pomeriggio del 2 maggio, sono stati 451, nessuno contrario, appena 3 gli astenuti.
La proposta di legge approvata a Montecitorio in modo quasi unanime, passa ora all'esame del Senato. Il numero di ore sarà non inferiore a 33 all'anno (una a settimana). Sarà un decreto del Ministro dell'Istruzione a definire le linee guida per l'insegnamento: prevista anche l'educazione ambientale, la cittadinanza digitale, il rispetto dei beni pubblici e l'attendibilità delle fonti sul web, con particolare attenzione alle fake news.
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Cittadinanza e Costituzione: al suo interno la storia dell'antimafia?
In classe gli insegnanti parleranno non solo di Costituzione, storia della bandiera e dell'inno nazionale ma anche di educazione alla legalità. E direttamente collegato a questo tema è una proposta, approvata proprio nell’ambito della legge sull’introduzione dell’educazione civica, portata avanti dalla deputata del M5s Dalila Nesci, che vorrebbe dall'anno scolastico 2019/2020 portare nelle classi anche la storia dell'antimafia. Questo insegnamento sarà inserito nel monte ore complessivo previsto per le competenze relative all’area storico- sociale di "Cittadinanza e Costituzione".
“Gli studenti nati negli anni 1990 – 2000 – spiega ai giornalisti l'onorevole Nesci – non conoscono, se non in maniera superficiale lo sviluppo del fenomeno mafioso negli anni e, dunque, faticano a delinearne l’evoluzione in un quadro oggettivo e informato. Non avendo vissuto in maniera cosciente le tensioni originate dalle stragi di Capaci, Palermo, Firenze e dalle tante altre che hanno funestato il nostro Paese, gli stessi ragazzi non dispongono degli strumenti necessari per interpretare il presente e per progettare il futuro in un’ottica di necessaria difesa della legalità e delle strutture di garanzia dello Stato”.