
Per cinquant'anni studenti e docenti hanno varcato ogni giorno la soglia del Liceo Statale "Carlo Troya" di Andria senza sapere che l'edificio in cui studiavano e lavoravano non possedeva i requisiti minimi di sicurezza.
Una vicenda che ha dell'incredibile e che emerge solo oggi in tutta la sua gravità: la struttura è risultata costruita con materiali non conformi alle normative, né a quelle odierne né a quelle vigenti negli anni '70, epoca della sua edificazione.
A riportare la notizia, il Tg Rai regionale della Puglia.
I rischi strutturali e la perizia shock
La relazione tecnica dell'Agenzia del Demanio — un documento di oltre 250 pagine consegnato a metà agosto alla Provincia di Barletta-Andria-Trani (BAT) — delinea un quadro allarmante. L'immobile presenta un elevato rischio di cedimento in caso di eventi sismici, ma anche la possibilità di crolli improvvisi privi di qualsiasi segnale premonitore.
In poche parole, l'istituto non avrebbe mai potuto ottenere il certificato di collaudo. Le verifiche sono arrivate con grave ritardo: la legge che impone il controllo sulla staticità degli edifici scolastici risale infatti a 23 anni fa, ma le indagini sono state svolte soltanto nella primavera scorsa.
Scuola sigillata e futuro incerto per 900 studenti
A seguito della notifica, la provincia ha disposto la chiusura cautelativa del plesso con un'ordinanza formale dal 24 agosto al 13 settembre. Si tratta tuttavia di una scadenza puramente simbolica: la struttura non riaprirà per l'avvio del nuovo anno scolastico. La decisione impatta direttamente su oltre 900 alunni e su tutto il personale docente e ATA.
Mentre s'innesca lo scontro politico e istituzionale sulle responsabilità di decenni di mancati controlli, si cercano soluzioni d'emergenza: gli esami di riparazione si terranno presso l'istituto industriale cittadino, mentre resta del tutto incerta la destinazione delle classi per il prosieguo delle lezioni.