vaccini scuola

Il ritorno a scuola in Sicilia dovrebbe slittare di qualche giorno. Almeno secondo la proposta avanzata dall’infettivologo Matteo Bassetti dopo il recente caso di difterite a Palermo che ha portato alla morte di una bambina di 4 anni che non risultava vaccinata

Come si legge su OrizzonteScuola, l'infettivologo ha quindi proposto di valutare un breve rinvio dell’inizio delle lezioni in Sicilia, almeno nelle scuole primarie, così da permettere alle autorità sanitarie di controllare lo stato vaccinale degli alunni e recuperare eventuali dosi mancanti.

Per ora, però, si tratta solo di una proposta: il calendario scolastico siciliano fissa attualmente l'inizio delle lezioni al 15 settembre 2026. La vicenda riporta però al centro una domanda che riguarda milioni di studenti e famiglie: quali sono le vaccinazioni obbligatorie per andare a scuola in Italia?

E si può andare a scuola senza averle fatte? Le regole cambiano in base all’età e al grado scolastico.

Indice

  1. I vaccini obbligatori sono 10, ma non per tutti
  2. Perché oggi i vaccini obbligatori sono 10?
  3. Nido e scuola dell’infanzia: senza vaccinazioni obbligatorie non si può frequentare
  4. Scuola elementare: i vaccini restano obbligatori, ma non possono impedirti di frequentare
  5. Medie: l'obbligo continua
  6. E alle superiori? Dipende dall'età
  7. Dopo il caso di Palermo aumentano i controlli

I vaccini obbligatori sono 10, ma non per tutti

La normativa di riferimento è il decreto-legge 73 del 7 giugno 2017, convertito con modificazioni dalla legge 119 del 31 luglio 2017.

La legge stabilisce in modo chiaro una serie di vaccinazioni obbligatorie e gratuite per i minori da 0 a 16 anni, da effettuare secondo il calendario previsto per la propria età e, soprattutto, per il proprio anno di nascita.

Le vaccinazioni che oggi rientrano nell'elenco sono:

  • anti-poliomielite;
  • anti-difterite;
  • anti-tetano;
  • anti-epatite B;
  • anti-pertosse;
  • anti-Haemophilus influenzae tipo b;
  • anti-morbillo;
  • anti-rosolia;
  • anti-parotite;
  • anti-varicella.

Sono quindi effettivamente 10, ma c’è una precisazione importante: l’anti-varicella è obbligatoria solo per chi è nato dal 2017 in poi. Per i nati tra il 2001 e il 2016 gli obblighi previsti dalla legge riguardano invece le altre 9 vaccinazioni.

Perché oggi i vaccini obbligatori sono 10?

Non è sempre stato così. Fino al 2017, in Italia le vaccinazioni obbligatorie per i bambini erano quattro: contro poliomielite, difterite, tetano ed epatite B.

Con il decreto-legge 73/2017, poi convertito nella Legge 119/2017, il numero è salito fino a 10. La scelta arrivò in una fase in cui le coperture vaccinali erano diminuite, con particolare attenzione alla diffusione del morbillo.

Alle quattro vaccinazioni già obbligatorie si sono così aggiunte quelle contro pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella. Quest’ultima, però, è obbligatoria solo per i nati dal 2017 in poi.

E attenzione a un possibile equivoco: parlare di 10 vaccinazioni non significa necessariamente fare 10 punture diverse. Molte protezioni vengono infatti somministrate insieme attraverso vaccini combinati.

L’esavalente, ad esempio, protegge da sei malattie, mentre il vaccino MPRV copre morbillo, parotite, rosolia e varicella. Dosi e richiami vengono poi distribuiti nel tempo in base all’età.

Nido e scuola dell’infanzia: senza vaccinazioni obbligatorie non si può frequentare

La regola più rigida riguarda i bambini più piccoli. Per asili nido e scuole dell’infanzia, quindi nella fascia 0-6 anni, essere in regola con gli obblighi vaccinali è un vero e proprio requisito di accesso.

Se il bambino non risulta vaccinato e non ricorre una delle condizioni di esonero o differimento previste dalla legge, la mancata regolarizzazione può portare alla decadenza dall’iscrizione.

Non significa, naturalmente, che un bambino debba avere già ricevuto materialmente tutte le dosi previste fino ai 16 anni: deve essere in regola con quelle richieste dal calendario vaccinale per la sua età.

Nei primi anni di vita, ad esempio, viene normalmente somministrato il vaccino esavalente, che protegge contemporaneamente da difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo b. Nel secondo anno è inoltre prevista la prima dose contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Scuola elementare: i vaccini restano obbligatori, ma non possono impedirti di frequentare

Con l'ingresso alla scuola primaria cambia una cosa fondamentale. Le vaccinazioni previste dalla legge rimangono obbligatorie, ma il mancato rispetto dell’obbligo non impedisce l'iscrizione o la frequenza scolastica.

Quindi un bambino non vaccinato non può essere semplicemente lasciato fuori dalla scuola elementare.

Se risulta non in regola, entra invece in gioco la ASL, che può convocare la famiglia e avviare un percorso per recuperare le vaccinazioni mancanti. Se l’obbligo continua a non essere rispettato, per i genitori può essere prevista una sanzione amministrativa da 100 a 500 euro.

Proprio l’ingresso alle elementari è inoltre uno dei momenti importanti del calendario vaccinale. Attorno ai 5-6 anni sono previsti i richiami contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite e la seconda dose contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Ed è soprattutto su questa fascia di età che si concentra la proposta di Bassetti.

Medie: l'obbligo continua

Stessa logica alle scuole medie. Gli studenti hanno generalmente meno di 16 anni e rientrano quindi ancora nella fascia interessata dagli obblighi stabiliti dalla legge.

Anche in questo caso, però, un'eventuale irregolarità non impedisce né l'iscrizione né la frequenza scolastica. Durante l’adolescenza è inoltre previsto un nuovo richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite, indicato dal calendario nazionale a partire dai 12 anni.

Ci sono poi altre vaccinazioni offerte gratuitamente e raccomandate in questa fascia d'età, come quella contro l'HPV e quella contro il meningococco ACWY, che però non vanno confuse con l'elenco delle vaccinazioni rese obbligatorie dalla legge del 2017.

E alle superiori? Dipende dall'età

Il caso delle scuole superiori è ancora diverso.

La legge sugli obblighi vaccinali riguarda i minori fino ai 16 anni. Di conseguenza, gli studenti più giovani delle superiori rientrano ancora nella normativa, mentre chi ha superato quella fascia d'età non è più soggetto allo stesso obbligo previsto per i minori da 0 a 16 anni.

Anche alle superiori, comunque, la mancata vaccinazione di uno studente ancora interessato dall'obbligo non può impedirgli di frequentare le lezioni o sostenere gli esami.

In pratica, quindi:

  • nido e scuola dell’infanzia: essere in regola è necessario per accedere;

  • elementari: vaccini obbligatori in base a età e anno di nascita, ma si può frequentare anche se non si è in regola;

  • medie: gli obblighi continuano, generalmente per tutti gli studenti vista l'età, senza esclusione dalla scuola;

  • superiori: l'obbligo previsto dalla legge del 2017 continua solo fino ai 16 anni e non condiziona comunque l'accesso alle lezioni o agli esami.

Dopo il caso di Palermo aumentano i controlli

Intanto in Sicilia le autorità sanitarie stanno aumentando l'attenzione sul tema.

La Regione ha istituito il 24 agosto una task force incaricata di monitorare eventuali altri casi di difterite, limitare la possibile circolazione del batterio e aumentare le coperture vaccinali pediatriche.

Tra gli obiettivi indicati c'è anche il recupero delle vaccinazioni nella fascia 5-6 anni, proprio quella che coincide con l'ingresso alla scuola primaria.

Per sapere se il proprio percorso vaccinale è completo, però, non basta contare quanti vaccini si sono fatti: contano anno di nascita, età, dosi già ricevute ed eventuali richiami. Per questo il riferimento resta il calendario vaccinale nazionale e, in caso di dubbi, la propria ASL o il pediatra.

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