Un episodio che ha scosso la comunità scolastica di San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, e che ora è al centro delle indagini della Procura per i minorenni di Palermo.
Un ragazzo di 12 anni avrebbe tentato di aggredire il proprio professore di Tecnologia durante una lezione, davanti ai compagni di classe. Il docente è riuscito a bloccarlo, evitando conseguenze gravi.
Il ragazzo è stato ascoltato in modalità protetta, mentre gli investigatori stanno cercando di capire cosa ci sia dietro il gesto: tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di una possibile influenza nata online, attraverso chat e contenuti violenti condivisi sui social.
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Cosa è successo nella scuola media
Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo sarebbe entrato a scuola con due piccoli coltelli e avrebbe provato a colpire il docente durante la lezione. L’aggressione sarebbe stata anche ripresa con il cellulare e trasmessa all’interno di un gruppo Telegram.
Il professore, però, è riuscito a fermarlo, evitando conseguenze gravi. L’episodio ha comunque provocato forte shock tra studenti, insegnanti e famiglie, anche per la giovane età del ragazzo coinvolto.
Le verifiche su cellulare, pc e chat
Come riporta Ansa, il punto centrale delle indagini riguarda ora il contesto in cui sarebbe maturato il gesto. Gli inquirenti effettueranno accertamenti su cellulare, computer, chat e profili social del dodicenne, per capire se abbia agito da solo o se possa essere stato spinto, incoraggiato o condizionato da altri.
La Procura per i minorenni di Palermo ha aperto un fascicolo, al momento a carico di ignoti, per verificare l’eventuale ipotesi di istigazione. Gli investigatori stanno analizzando anche alcuni contenuti pubblicati prima dell’episodio, che avrebbero lasciato intendere la volontà di compiere un gesto eclatante.
L’ipotesi della sfida social
Tra le piste seguite c’è infatti quella di una possibile sfida social o comunque di un contesto digitale in cui il ragazzo potrebbe essere entrato in contatto con contenuti violenti.
Secondo quanto riportato da RaiNews, i carabinieri stanno verificando anche possibili collegamenti con il caso avvenuto a marzo a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, dove un tredicenne aveva accoltellato una professoressa e ripreso l’aggressione.
Al momento, però, si tratta di verifiche ancora in corso. Non è stato accertato se i due episodi siano effettivamente collegati o se i ragazzi frequentassero gli stessi ambienti digitali.
Chi avrebbe ispirato il gesto: i riferimenti nelle chat e il simbolo “2083”
Dalle verifiche sugli ambienti digitali frequentati dal ragazzo emergerebbe un quadro ancora più delicato.
Secondo quanto riportato da AGI, nelle chat il 12enne avrebbe fatto riferimento ad alcuni autori di stragi e attentati di matrice razzista o suprematista, tra cui Brenton Tarrant, responsabile dell’attacco alle moschee di Christchurch nel 2019, Payton Gendron, autore della strage di Buffalo del 2022, e Timofey, indicato tra i riferimenti citati dal minore.
Sempre secondo la ricostruzione, il ragazzo avrebbe anche scritto di voler colpire alcuni compagni identificati per origine o religione.
Si tratta di elementi ora al vaglio degli investigatori, che stanno cercando di capire se il gesto sia maturato solo come azione individuale o se possa essere stato alimentato da contenuti violenti, comunità online o dinamiche di emulazione.
Un dettaglio ritenuto significativo è anche il riferimento al numero “2083”. In ambienti suprematisti, questo numero è diventato un simbolo ricorrente perché legato al manifesto di Anders Behring Breivik, autore della strage di Oslo e Utøya del 2011.
Perché il 2083? Perché cade quattro secoli dopo il fallito assedio degli ottomani a Vienna.
Alla vigilia del raid nella scuola, il dodicenne di San Vito Lo Capo ha scritto a un amico: "Lo faccio per ragioni politiche. Teoricamente io vorrei essere ritenuto penalmente responsabile, ma in Italia i minori di 14 anni non possono essere trattenuti in un tribunale penale.
Secondo la legge italiana il cervello di un minore di 14 anni non si è letteralmente sviluppato abbastanza per comprendere le proprie azioni".