Illustrazione di una studentessa con zaino in un corridoio scolastico danneggiato
Immagine di copertina generata con l'intelligenza artificiale

È durata poco più di 24 ore l'occupazione del liceo Laura Bassi di Bologna, ma le polemiche sono destinate a proseguire.

Dopo aver preso possesso della succursale di via Broccaindosso per protestare contro guerra, militarizzazione e carovita, gli studenti hanno annunciato la conclusione dell'iniziativa e nuove manifestazioni in città.

A far discutere, però, sono soprattutto gli estintori svuotati all'interno dell'edificio, con aule e corridoi ricoperti di polvere antincendio. Un episodio che ha aperto uno scontro con il preside Michele Iuliano, intenzionato a chiedere il risarcimento degli eventuali danni ai responsabili.

Intanto, la mobilitazione si allarga ad altri istituti bolognesi, in vista del corteo studentesco del 16 ottobre.

Indice

  1. L'occupazione del Laura Bassi: cosa è successo il 13 e 14 ottobre
  2. Estintori svuotati nelle aule: cosa è successo durante l'occupazione?
  3. Il preside Michele Iuliano: chi provoca danni dovrà risponderne
  4. La risposta degli studenti e il precedente del 2025

L'occupazione del Laura Bassi: cosa è successo il 13 e 14 ottobre

La protesta è cominciata nel primo pomeriggio di martedì 13 ottobre 2026, quando un gruppo di studenti ha occupato la succursale del liceo Laura Bassi, in via Broccaindosso, nel centro di Bologna.

Dalle finestre dell'istituto è stato esposto uno striscione con la scritta "Laura occupato", mentre il collettivo scolastico ha annunciato l'inizio della mobilitazione attraverso i propri canali social.

Si tratta della prima occupazione scolastica dell'anno 2026/2027 a Bologna.

Gli studenti hanno trascorso la notte all'interno dell'edificio. Nella mattinata del 14 ottobre, secondo le cronache locali, agli occupanti si sono aggiunti anche alcuni giovani esterni all'istituto e l'accesso è stato impedito al dirigente scolastico e al personale ATA.

L'iniziativa ha riguardato soltanto la succursale di via Broccaindosso. Le lezioni sono proseguite regolarmente nelle altre sedi, tra cui quella centrale di via Sant'Isaia, la succursale di via Ca' Selvatica e il liceo musicale Lucio Dalla di via del Riccio.

Per gli alunni con disabilità della sede occupata era stata prevista la possibilità di trasferirsi nella sede centrale.

Nella serata di mercoledì 14 ottobre, il collettivo ha comunicato la conclusione dell'occupazione, durata poco più di un giorno. La fine del presidio, tuttavia, non coincide con la conclusione della mobilitazione studentesca.

Estintori svuotati nelle aule: cosa è successo durante l'occupazione?

Accanto alle rivendicazioni degli studenti, nelle ultime ore è emersa una seconda vicenda, che riguarda le condizioni dei locali scolastici. Durante l'occupazione, alcuni estintori sono stati svuotati all'interno della succursale, disperdendo polvere antincendio in aule e corridoi.

Le immagini pubblicate dalla stampa locale mostrano diversi ambienti ricoperti dal materiale fuoriuscito dai dispositivi. Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, sarà necessario procedere alla ricarica degli estintori e a interventi di pulizia straordinaria.

La polvere antincendio, infatti, può depositarsi su pavimenti, banchi, mobili e altre superfici, richiedendo operazioni specifiche per il ripristino degli ambienti. Non è ancora disponibile una quantificazione definitiva dei costi legati all'episodio, né risulta accertata pubblicamente l'identità di tutti i responsabili.

 

Il preside Michele Iuliano: chi provoca danni dovrà risponderne

La vicenda ha provocato una netta presa di posizione del dirigente scolastico Michele Iuliano. Già all'inizio dell'occupazione, il preside aveva diffuso una circolare per ricordare agli studenti le possibili conseguenze della permanenza non autorizzata all'interno dell'edificio.

Nel documento veniva chiarito che eventuali danni, sottrazioni o furti sarebbero stati addebitati ai responsabili, una volta individuati.

Per gli studenti maggiorenni, la circolare richiamava le possibili responsabilità civili, penali, amministrative e disciplinari previste nei singoli casi. Per i minorenni veniva invece richiamata la responsabilità civile dei genitori o dei tutori, secondo le disposizioni applicabili.

Tra le spese che potrebbero essere richieste figurano anche quelle necessarie alla pulizia straordinaria e alla riparazione o sostituzione di attrezzature eventualmente danneggiate.

La posizione della presidenza è quindi quella di individuare chi abbia provocato i danni e chiedere il risarcimento delle spese sostenute dalla scuola.

 

La risposta degli studenti e il precedente del 2025

Gli occupanti hanno respinto l'impostazione adottata dalla dirigenza.

Secondo quanto riportato dal Resto del Carlino, alcuni studenti hanno rivendicato il carattere collettivo dell'occupazione, sostenendo che la responsabilità dell'iniziativa dovesse essere considberata condivisa.

Una posizione che, tuttavia, non determina automaticamente come verranno attribuite eventuali responsabilità per i danni materiali, che richiedono accertamenti specifici.

Non è la prima volta che il liceo Laura Bassi deve affrontare una controversia legata ai costi di un'occupazione.

Nell'aprile 2025, secondo i dati riportati dalla stampa locale, un'altra occupazione della sede di via Broccaindosso aveva prodotto danni per circa 8.500 euro, relativi ad attrezzature informatiche, arredi, muri e servizi igienici.

Di quella cifra, sempre secondo la ricostruzione giornalistica, sarebbero stati rimborsati circa 2.000 euro.

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