Clown in piazza in Bolivia

In Bolivia sta succedendo qualcosa di incredibile: decine di clown sono scesi in piazza a La Paz per protestare contro un decreto del governo che rischia di metterli in ginocchio.

Il nuovo regolamento impone alle scuole 200 giorni di lezione obbligatori, vietando di fatto tutte le feste e le attività extra durante la settimana. Il risultato? Niente più spettacoli scolastici, niente lavoro per gli artisti e, come dicono loro, "bambini senza sorrisi".

Indice

  1. Il decreto che "cancella" le feste a scuola
  2. Non solo nasi rossi: una crisi che colpisce tutti
  3. La risposta del Governo (e la rabbia della piazza)

Il decreto che "cancella" le feste a scuola

Tutto nasce da una decisione presa a febbraio dal governo del neoeletto presidente Rodrigo Paz. L'obiettivo sembra nobile — assicurarsi che gli studenti non perdano neanche un'ora di lezione — ma il metodo ha scatenato il caos. In pratica, le celebrazioni scolastiche (dove i clown vengono solitamente assunti) non sono più autorizzate durante i giorni feriali.

Se una scuola vuole festeggiare, può farlo solo nel weekend e su base volontaria. Capirai bene che per chi vive di questo, come il leader sindacale dei clown Wilder Ramírez (conosciuto da tutti come Zapallito), è un colpo durissimo: il reddito di centinaia di famiglie è a rischio proprio a ridosso del 12 aprile, il Children’s Day boliviano.

Non solo nasi rossi: una crisi che colpisce tutti

La protesta non riguarda solo chi indossa il parruccone colorato. Insieme ai clown, nelle strade di La Paz, hanno sfilato anche:

  • Sarti e costumisti, che realizzano gli abiti per le recite e le sfilate.

  • Fotografi, che documentano gli eventi scolastici.

  • Artigiani, che vendono gadget e decorazioni.

La situazione è seria perché la Bolivia sta attraversando una crisi economica pesantissima: le riserve di gas naturale (la loro risorsa principale) stanno crollando e scarseggiano i dollari. In un contesto del genere, perdere anche i piccoli guadagni delle feste scolastiche significa non riuscire più a fare la spesa.

La risposta del Governo (e la rabbia della piazza)

Mentre i clown lanciavano piccoli fuochi d'artificio e fischiavano davanti al Ministero dell'Educazione, il governo ha provato a calmare le acque. Gli ufficiali hanno promesso che terranno conto delle critiche per il decreto del 2027.

Sì, hai letto bene: tra un anno abbondante. Una risposta che non è piaciuta per nulla ai manifestanti, i quali si chiedono ironicamente se il Ministro dell'Istruzione sia mai stato bambino. Per ora la battaglia continua: tra un cartello di protesta e un naso rosso, i clown boliviani non hanno nessuna intenzione di smettere di farsi sentire.

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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