Aula vuota per nuovi esami di recupero al liceo classico dopo la sentenza del TAR Lazio

Il TAR Lazio ha annullato la bocciatura di uno studente di terza liceo classico a Roma, ordinando nuovi esami di recupero con docenti diversi da quelli di luglio. Una sentenza pubblicata il 10 settembre, accoglie il ricorso presentato dai genitori del ragazzo, come riportato da Orizzontescuola.

Il caso è particolare: il ragazzo aveva ottenuto il primo e il secondo posto nei certamina interni di greco e latino, le materie di indirizzo del liceo classico. Le difficoltà erano arrivate dalle discipline scientifiche, con debiti che la famiglia sosteneva già colmati prima della bocciatura di luglio.

Indice

  1. Il TAR ordina di rifare gli esami di recupero
  2. Il giudizio non spiegava il mancato recupero
  3. La nuova sessione parte entro venti giorni

Il TAR ordina di rifare gli esami di recupero

Il TAR Lazio, Sezione Terza Bis, ha accolto il ricorso della famiglia e annullato gli atti contestati, a partire dal giudizio di non ammissione alla classe successiva. Per i giudici l'istruttoria della scuola era insufficiente e la motivazione del provvedimento carente.

Il tribunale non ha però disposto la promozione automatica del ragazzo. La scelta rispetta l'autonomia didattica dell'istituto, che resta l'unico soggetto competente a valutare la preparazione dello studente.

Al posto dell'ammissione diretta, il TAR ha accolto la richiesta subordinata presentata dai genitori: ripetere gli esami di recupero. La condizione fissata dalla sentenza è netta: le prove dovranno essere corrette da docenti diversi da quelli che avevano valutato gli esami di luglio.

Il giudizio non spiegava il mancato recupero

Il nodo della sentenza riguarda la coerenza tra i voti registrati durante l'anno e il giudizio finale. Il Consiglio di classe aveva parlato di "gravi carenze pregresse non colmate" e di un impegno "superficiale e scarsamente proficuo", ma i debiti del primo trimestre risultavano già recuperati con piena sufficienza a febbraio e a marzo, come attestato dai registri di classe.

Per il TAR, la scuola non ha mai chiarito perché quel recupero, formalmente registrato, non sia stato poi considerato valido in sede di scrutinio finale. È lo stesso squilibrio che emerge confrontando le difficoltà nelle materie scientifiche con le ottime capacità dimostrate nei certamina di greco e latino: un profilo che, secondo i giudici, meritava un'analisi più precisa.

Il tribunale ha pesato anche il contesto personale del ragazzo, che stava seguendo un percorso psicoterapeutico legato a difficoltà documentate. In situazioni simili, per il TAR la scuola avrebbe dovuto predisporre un programma dettagliato e corsi di recupero specifici, oppure motivare in modo rafforzato l'eventuale insuccesso.

Inoltre l'esame di metà luglio, invece della normale sessione estiva a fine agosto, con così poco tempo per prepararsi, è apparso inoltre di dubbia legittimità sotto il profilo della ragionevolezza.

La nuova sessione parte entro venti giorni

La sentenza fissa una finestra precisa per la nuova prova. Gli esami di recupero dovranno svolgersi non prima di dieci e non oltre venti giorni dalla comunicazione della decisione del TAR.

La data esatta non è imposta dal tribunale: dovrà essere concordata tra la famiglia e l'istituto scolastico. Resta fermo l'obbligo di affidare la correzione a insegnanti diversi da quelli coinvolti nella sessione contestata.

Il TAR ha censurato anche il modo in cui la scuola ha gestito la trasparenza verso la famiglia. Alla richiesta di accesso agli atti, l'istituto aveva risposto che "non risultano verbali nei quali si sia discussa la posizione dell'alunno". Inoltre la scuola sostiene di aver sempre informato la famiglia, ma l'unica convocazione ufficiale è stata a gennaio 2026. Il colloquio di marzo è stato chiesto dalla madre e, anche in quell'occasione, i professori non hanno mai parlato di problemi gravi o del rischio che il figlio venisse bocciato. Una situazione che i giudici hanno considerato contraria alle garanzie di trasparenza e informazione dovute ai genitori prima di una decisione così delicata.

Ti piacciono notizie come questa?
Aggiungici ai preferiti su Google, seguici sul canale WhatsApp o su Google News.
Educazione sessuale vietata? Valditara: "Una fake news". Ecco le novità dell’anno scolastico 2026/27

Dieci punti chiave sul nuovo anno scolastico, spiegati dal Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in un'intervista esclusiva per Skuola.net

Guarda il video