
Una relazione scolastica pesantissima, visite specialistiche, ansia, paura di tornare in classe e poi una scoperta che ha dell’incredibile: alcuni quaderni del bambino sarebbero stati modificati dalle insegnanti.
È la storia di un alunno di 8 anni della provincia veneziana, finito al centro di una vicenda che per la sua famiglia è diventata un incubo.
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La relazione shock delle maestre
La storia è stata riportata da diverse fonti, tra cui Il Messaggero e Il Gazzettino. Nella relazione delle maestre si parla di “marcate difficoltà di attenzione, di concentrazione e di memoria”.
Il bambino viene descritto come “agitato, iperattivo, non riesce a stare seduto per più di cinque minuti oppure resta seduto solo e continuamente in maniera scomposta, si distrae continuamente per qualsiasi stimolo”.
E ancora: avrebbe “una salivazione incontrollata, che molto spesso lo porta a bagnare il lavoro che sta svolgendo; mette sempre le mani in bocca bagnando ogni cosa che tocchi e mette in bocca oggetti scolastici”.
Parole durissime, soprattutto per due genitori che, fino a quel momento, non avevano mai ricevuto segnali simili dalla scuola.
Anzi, il racconto del padre va nella direzione opposta: “Nelle precedenti pagelle firmate dalla preside è scritto che il bambino ha ottime capacità ed ha raggiunto tutti gli obiettivi, con una media dei voti tra il buono e l’ottimo” spiega l'uomo a Il Messaggero.
Da un giorno all’altro, per la famiglia è come ritrovarsi davanti “un altro figlio”: un bambino pieno di problemi, che però non sarebbero poi stati confermati dalle successive valutazioni dello psicologo e della logopedista dell’Ulss.
E nel frattempo arriva anche la scoperta più grave: secondo la famiglia, i quaderni del piccolo sarebbero stati falsificati; per la preside, invece, solo “alterati”. Il risultato, racconta il padre, è stato devastante anche per il bambino, “che ora si sveglia di soprassalto in piena notte o ha paura di andare a scuola”.
La convocazione a scuola
La vicenda si svolge in Riviera del Brenta, in un plesso di una frazione che ogni anno fatica a raggiungere il numero sufficiente di iscritti per formare le prime classi.
Tutto parte da una convocazione del 15 gennaio. “Veniamo convocati il 15 gennaio dalle maestre italiano e matematica - riprende il padre -.
Accendono la Lim (lavagna interattiva multimediale) e iniziano a leggermi quella relazione sulle “grosse problematiche” che avrebbero riscontrato in nostro figlio... addirittura che non parla bene, che sbava, che non mangia. Sono rimasto frastornato, sbigottito.
È il nostro primo figlio, non sapevamo cosa fare. Mia moglie ed io ci chiediamo come mai non ce ne siamo mai accorti”.
La relazione, intitolata “Relazione sulle difficoltà riscontrate in ambito scolastico”, sembra puntare verso una richiesta di certificazione di disabilità da parte dell’Ulss.
Nel documento si legge anche che il bambino “fatica a rispettare le regole scolastiche della convivenza civile, ed assume atteggiamenti offensivi nei confronti dei coetanei”.
A quel punto, i genitori decidono di rivolgersi al Servizio Infanzia e Adolescenza dell’Azienda sanitaria veneziana. Il bambino viene visto due volte da una psicologa e una volta da una logopedista. Ma, secondo il padre, l’esito è lontanissimo dal quadro tracciato dalle insegnanti.
“I medici ci chiedono perché mai ci siamo rivolti a loro - prosegue il papà -. La logopedista non termina nemmeno l’incontro con nostro figlio, mi chiama dentro e mi dice che tutti i test linguistici e matematici sono nella norma, se non a livelli superiori.
Per essere sicuri, ci chiedono di vedere i quaderni e le verifiche fatte a scuola, così mia moglie li chiede alle maestre. Fortunatamente a casa avevamo delle fotocopie raccolte in passato, e così scopriamo che le maestre avevano modificato le note positive mettendo tutto in negativo”.
La scoperta sui quaderni
È qui che la vicenda cambia completamente direzione. Perché non si parla più soltanto di una valutazione scolastica discutibile o di una relazione percepita come ingiusta dalla famiglia. Si parla di quaderni che, secondo quanto raccontato dai genitori, sarebbero stati modificati.
Per il bambino, vedere quei materiali sarebbe stato un colpo fortissimo. “Quando ha visto quei quaderni è andato nel panico, mentre noi abbiamo capito che ci serviva un avvocato” aggiunge il padre.
La dirigente scolastica conferma che qualcosa non è andato come avrebbe dovuto: “Sì, la maestra ha sbagliato. Quei quaderni erano stati alterati - conferma la preside dell’istituto comprensivo -. L’insegnante si è resa conto che non doveva farlo.
Quali provvedimenti sono stati presi? Non sono tenuta a dirlo, non ho altro da aggiungere”.
Le insegnanti, però, sarebbero ancora al loro posto. Nel frattempo, il padre prova a confrontarsi anche con altri genitori.
“Scopro che non siamo gli unici ad avere problemi con quelle insegnanti, che alcune famiglie hanno ritirato i loro figli in questi tre anni - riprende il genitore -. Adesso nostro figlio di notte si sveglia con gli incubi sui voti cambiati, oppure piange durante il giorno perché ha paura delle maestre.
Ha un problema di ansia importante per un bambini di otto anni. Perché hanno fatto tutto questo? L’unica spiegazione che ci siamo dati è che volessero avere un insegnante di sostegno”.
La preside respinge questa ricostruzione: “Macché - interviene la preside -, l’insegnante di sostegno non si poteva chiedere senza la documentazione. Avevamo il sacrosanto dovere di consegnare quella relazione alla famiglia, di segnalare la situazione alla famiglia”.
La valutazione dei medici
E proprio dai medici arriva un quadro diverso rispetto a quello descritto nella relazione scolastica. Il Servizio di Neuropsichiatria ha attestato che il bambino ha un QI, quoziente di intelligenza, pari a 102 “in norma per età cronologica, con una capacità di ragionamento fluido e buone abilità cognitive”.
Nel referto si legge anche che “c’è un'ansia sottosoglia e una impulsività da autoregolare e monitorare”.