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fonte foto: via Tempi.it

Sono oltre 7 milioni gli alunni per l’anno scolastico 2022/2023, il primo dopo tre anni che vedrà studenti e docenti senza mascherine (tranne i fragili) e in presenza, senza che sia prevista la Dad in caso di positività. A rientrare oggi sono i ragazzi e le ragazze di Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Trentino, Piemonte, Veneto e Lombardia. A TG1 Mattina è intervenuto il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi.

Bianchi rassicura: "Non mancano i docenti"

"Non mancano docenti. Abbiamo mantenuto il numero di docenti che avevamo prima del Covid, nonostante una forte riduzione degli studenti. Tra il 2021 e oggi sono stati persi quasi 200mila studenti"

, ha assicurato il ministro.
"Abbiamo 801mila insegnanti e 650mila a tempo indeterminato" ha detto il ministro spiegando che ci sono anche più di 90mila insegnanti di sostegno e 25mila insegnanti che stanno concludendo il concorso. "Rimangono 45mila insegnanti a tempo determinato perché sostituiscono quelli che vanno in aspettativa: rappresentano il 5 %", ha aggiunto. Insomma "diversamente dagli altri anni , abbiamo tutti quelli di ruolo e quelli a tempo determinato".

La scuola della ripartenza

Per Bianchi l'anno scolastico che sta per iniziare è quello della ripartenza: "Tutto il Paese ha bisogno di ripartenza, di guardarsi negli occhi. Il governo ha ritenuto che la fase di emergenza fosse conclusa. Abbiamo perso molto. Ma siamo pronti per ogni evenienza. Teniamo monitorata la situazione in ogni parte del Paese", ha spiegato.

No alla settimana corta contro il caro-energia

"La settimana corta a scuola? Il governo non ne ha mai parlato perché siamo convinti che tutti dobbiamo affrontare le problematiche del caro energia, ma la scuola sia l'ultima, abbiamo già dato al Paese",

ha aggiunto ancora il ministro dell'Istruzione.

PNRR per la scuola avviato, l'"eredità" per il nuovo governo

"Abbiamo 20 miliardi per la scuola dal PNRR. Abbiamo già dato 10 miliardi per l’edilizia. Abbiamo fatto con il ministro Colao un piano straordinario di scuola 4.0 che porta la banda ultralarga a 44 mila edifici in tutto il Paese. Abbiamo anche fatto tanti interventi contro la dispersione. Abbiamo fatto le riforme"

, ha spiegato ancora.
Poi, infine, ha detto:"Lascio a chi viene dopo di me un PNRR avviato, un piano concordato con l’Ue che ci permette di completare la riforma, lascio una scuola tornata a essere presente e lascio il compito di lasciarla al centro di tutti gli interessi del Paese".

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