
Il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, è intervenuto a Sky TG24, in concomitanza con la chiusura dell'anno scolastico in molte regioni italiane. L'intervista con il tg della tv satellitare è stata l'occasione per il punto sull'attualità scolastica, dalle mascherine fino alle considerazioni sul personale scolastico.
Mascherine? I ragazzi sono tranquilli, aspettiamo il Tar, poi il governo
Il primo tema affrontato è stato quello delle mascherine. Saranno usate dagli studenti durante l'Esame di Stato? Ecco la risposta di Bianchi: "Le mascherine sono simbolo dello sforzo collettivo che il Paese ha fatto. In due anni siamo riusciti a vaccinare quasi la totalità della popolazione. Andiamo avanti con attenzione per la vita di tutti, e nella vita di tutti c’è anche l’attenzione per la sicurezza degli altri. È questo il tema. Si metta l’accento sul fatto che stiamo dando gli esami in maniera regolare, non che abbiamo la mascherina". Poi sul ritorno alla normalità afferma: "Non si tornerà più alla situazione che avevamo prima del 2020. Ci sarà una nuova normalità, una nuova vita collettiva di cui la scuola deve essere il centro".
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Didattica a distanza sarà complementare a quella in presenza
Sulla Dad, invece, Bianchi afferma: "Da un lato ha permesso di non interrompere il percorso educativo degli studenti, dall’altro è stato criticato perché difficile da gestire e poco umano. Abbiamo imparato un mucchio di cose in questo periodo. Abbiamo imparato su tutto il territorio nazionale a usare gli strumenti digitali. Il problema è che era in sostituzione della scuola in presenza. Usiamo la parola Dad come parola di apertura, non di chiusura. Impariamo a usare questi strumenti in maniera diversa"
Poi specifica: "In futuro digitalizzazione e scuola in presenza saranno complementari".
Importante il lavoro di docenti e Ata, riconoscere adeguamento economico.
Spazio poi anche al personale scolastico: "La scuola ha reagito bene, è stata capace di affrontare quello che ci dicevano che non avremmo mai potuto fare. Invece lo abbiamo fatto. Importante il lavoro degli Ata che non si vedono, ma sono fondamentali". Sui docenti, invece, dice: "Il mestiere dell’insegnante si impara perché c’è un insegnante più anziano che insegna ai più giovani ad avere un rapporto con i ragazzi. Dobbiamo porci tutti il tema di una riqualificazione anche delle retribuzioni dei nostri insegnanti, ma è un tema da affrontare in tutta la sua dimensione. Non è solo un problema di salario minimo, ma di riconoscere funzioni importanti che gli insegnanti e il personale fanno per gestire un corpo articolato e di dimensioni notevoli come quello della scuola”