
Neanche il tempo di giurare e il neo-ministro dell'Istruzione, Lucia Azzolina - in queste ore impegnata nel Viaggio della Memoria con le scuole, nei luoghi della persecuzione nazista in Polonia - si trova già nell'occhio del ciclone.
La Azzolina è stata infatti trascinata sul "banco degli imputati" per un presunto plagio di alcune parti della sua tesi per l'abilitazione all'insegnamento. Le polemiche non hanno tardato a proliferare, con un botta e risposta al vetriolo tra la ministra e gli esponenti della Lega, tra cui non poteva mancare Matteo Salvini.
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Lucia Azzolina e il presunto plagio
Tutto è partito da un articolo uscito su Repubblica e firmato da Massimo Arcangeli, linguista e critico letterario. Secondo l'autore del pezzo, alcuni passaggi delle prime tre pagine della tesi per l’abilitazione all’insegnamento di Lucia Azzolina sarebbero stati copiati senza citare le fonti. Subito si è scatenata la reazione della Lega, che ha chiesto le dimissioni della neo-ministra. Il leader del partito, Matteo Salvini, avrebbe commentato a caldo senza mandarle a dire, come riportato dai maggiori quotidiani: "Fare peggio del ministro Fioramonti sembrava impossibile. E invece Azzolina ci stupisce: non solo si schiera contro i precari ma ora scopriamo che copia pure le tesi di laurea. Un ministro così non ha diritto di dare (e fare) lezioni. Roba da matti. Si vergogni e vada a casa".