
L'obiettivo di cui vado più orgogliosa? “Avere finalmente riportato l'istruzione al centro del dibattito del Paese, dibattito spesso non costruttivo, ma si è tornati a parlare di scuola, investendo su di essa”. Lucia Azzolina torna a parlare ai ragazzi dopo un ‘silenzio’ di alcuni mesi, da quando ha dovuto lasciare la poltrona di Ministro dell’Istruzione, sostituita da Patrizio Bianchi. E per farlo sceglie, ancora una volta, Skuola.net.
Ma l’avvicendamento, stando alle sue parole, non sembra pesargli più di tanto: “Con il senno del poi - sottolinea durante una live con portale degli studenti - non credo che per me sarebbe stato un bene stare in questo Governo. Pensiamo al primo Consiglio dei Ministri, quando si decise che le scuole dovevano chiudere tutte: io non avrei mai potuto accettare una scelta del genere, conoscendomi avrei metaforicamente 'sbattuto i pugni sul tavolo'. Non avrei capito una decisione non sorretta da dati scientifici”.
-
Leggi anche:
- L’ex ministra Lucia Azzolina risponde agli studenti su Skuola.net - #MeetZeta
- Scuola si cambia ancora: dal 70% al 100% in classe (fino al 75% in zona rossa)
- L'Odissea degli studenti delle superiori: le "fasi" di un anno di scuola da dimenticare
Come la scuola può tornare alla normalità
Al centro dell’intervista non poteva che esserci il dibattito sulle riaperture e sul futuro della scuola. “Spero che si vaccini il più possibile, vorrei che le vaccinazioni del personale scolastico riprendessero - dice Azzolina - Non si può dire torniamo a scuola al 100% senza fare tamponi e bloccando le vaccinazioni. C'è un'intesa firmata a dicembre 2020 con le regioni, all'unanimità ma da allora non è cambiato nulla. Ci sono stati articoli di giornale che dicevano 'dopo Pasqua si tornerà così: 8 milioni di tamponi', quando l'ho letto ho sorriso perché ho detto 'non sanno quello che dicono', facciamo 300mila tamponi al giorno e vuoi che il lunedì mattina se ne facciano 8 milioni per gli studenti? Io vorrei semplicemente che le regioni assieme al Governo provassero a far sì che quell'intesa non resti lettera morta ma che si facciano davvero i tamponi; questo aiuterebbe ancor di più la scuola”.
Rivedi l'intervista integrale:
L'ordinanza della Maturità 2021
Tra le tappe fondamentali dei prossimi mesi ci sono sicuramente gli esami di Maturità, con Azzolina che svela: “L'ordinanza, anche per gli esami di quest'anno, l'avevamo già scritta, Bianchi l'ha tirata fuori dal cassetto e l'ha firmata. Ma è positivo perché era nata dal lavoro che avevamo fatto con gli studenti, con i genitori. Io non l'ho firmata perché stava per cadere il Governo e non era il caso, però c'erano state tante interlocuzioni con le associazioni dei docenti, dei genitori, con le consulte e i forum degli studenti. Sono contenta che l'esame di Stato si farà così”.
La priorità della scuola? Eliminare le 'classi pollaio'
Mentre ragionando a lungo termine e dovendo individuare una priorità, l’ex Ministra non ha dubbi: “Riguarda il numero di studenti per classe, le cosiddette 'classi pollaio' – ribadisce Azzolina - io presentai un disegno di legge dicendo che il numero massimo di alunni dovesse essere di 22 per aula (o di 20 in presenza di alunni disabili) e quando ci furono le audizioni in commissione Cultura quasi nessuno mi diede ragione, dicevano che le classi pollaio non esistevano perché la media nazionale era di 20 alunni per classe. Il problema è che la media non riflette le singole situazioni; io da insegnante ho lavorato con 28 alunni per classe, anche 30”.
“Da Ministro - prosegue - ci ho lavorato con un piano di cinque anni che, grazie ai mancati tagli del personale docente, alla denatalità e ai soldi del Recovery Fund, può farci tornare ai parametri pre Gelmini, eliminando le classi affollate. Questa, secondo me, deve essere la battaglia del Ministero di oggi: insegnare a una classe di 20-22 persone permette al docente di fare davvero dei piani didattici individualizzati, perché non tutti hanno gli stessi tempi di apprendimento e non si possono lasciare indietro le persone perché questo comporta la dispersione scolastica, i Neet, ci rimette il Paese tutto”.
Una vita sotto scorta
Anche l’esperienza a Viale Trastevere, però, non è stata avara di incomprensioni, che hanno portato addirittura a farla mettere sotto scorta: “È strano pensare che se in un Paese dici 'vogliamo avere i migliori insegnanti per i nostri studenti, vogliamo avere una scuola di qualità', quindi facciamo i concorsi, che peraltro sono stati stabiliti in Costituzione ti ritrovi ad avere la scorta. È incomprensibile. Io - commenta - ho insegnato a scuola 10 anni e so benissimo che ci sono docenti eccezionali che danno tutto agli studenti ma poi ci sono dei casi in cui hanno più difficoltà. Io vorrei una scuola in cui gli studenti abbiano i migliori insegnanti possibili”.
Un bilancio di dodici intensi mesi
Infine un bilancio dei dodici mesi (anche se visto quello che è successo sembrano molti di più) passati alla guida dell’Istruzione: “E' chiaro che quando si lavora si commettono degli errori - conclude - ci sono pregi e difetti. Ma tutte le scelte che abbiamo fatto sono state molto ponderate, pensate, condivise, avendo ascoltato tutti. Se dovessi darmi un voto mi darei un più che sufficiente. Faccio l'esempio degli Esami di Stato dell'anno scorso: c'erano tanti studenti che non avrebbero voluto fare quegli esami ma ce n'erano tanti altri che li volevano fare; abbiamo chiesto a loro di farci delle proposte su come dovesse esser fatto l'esame e abbiamo seguito quelle proposte. Non abbiamo scelto qualcosa a caso; ci siamo sempre confrontati con tutti, come è normale che sia, a maggior ragione in un momento storico difficilissimo come il 2020”.