lettera studentessa meloni
Fonte foto: SkyTg24

A 10 anni, i pensieri dovrebbero essere altri: gli amici, i pomeriggi passati a fare ciò che ti piace, le passioni che iniziano a prendere forma e, perché no, anche quello zaino che diventa un po’ più grande con l’arrivo delle medie.

Non dovresti chiederti se, per continuare a studiare, sarai costretta a lasciare casa tua.

È quello che sta succedendo a Tiziana, una bambina di Filicudi, nelle Eolie, che frequenta la quinta elementare e ha deciso di scrivere direttamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Nella sua lettera chiede una cosa semplice: poter avere le stesse opportunità degli altri bambini.

Indice

  1. Il nodo del Corso di preparazione
  2. L'USR Sicilia si muove

Il nodo del Corso di preparazione

Il problema è questo: a Filicudi non esiste più il Cpe, cioè il corso di preparazione agli esami di scuola media che in passato permetteva agli studenti dell’isola di proseguire il percorso senza essere costretti ad andare altrove.

Per chi vive in città, andare a scuola può voler dire prendere un autobus, fare qualche fermata, attraversare un quartiere. Per chi vive su un’isola minore, invece, può significare cambiare completamente vita.

Per Tiziana, quindi, finire la quinta elementare non significherebbe soltanto cambiare scuola. Potrebbe voler dire lasciare la sua isola, i nonni, gli amici, la madre che lì lavora e tutto quello che, a 10 anni, è semplicemente casa.

Nella lettera, la bambina racconta di essere “molto triste e preoccupata” e spiega di aver chiesto, insieme alla madre, che il corso venga riattivato. La risposta ricevuta, secondo quanto riportato, sarebbe stata legata all’impossibilità di inviare otto docenti sull’isola per una sola alunna.

Ma Tiziana fa notare che, in passato, il Cpe a Filicudi sarebbe andato avanti anche con due soli docenti.

Nella lettera, vengono citati anche altri casi analoghi a quello di Tiziana, sempre nelle Eolie: la scuola primaria riaperta a Ginostra (di cui abbiamo già parlato) per una sola bambina e la sezione infanzia di Alicudi per due bambini.

E proprio questi esempi, secondo la famiglia, dimostrerebbero che soluzioni flessibili possono esistere anche dove gli studenti sono pochissimi. 

L'USR Sicilia si muove

Intanto, la vicenda ha aperto anche un tavolo istituzionale.

L’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, attraverso il direttore generale Filippo Serra, ha fatto sapere che alla bambina sarà assicurato un percorso educativo idoneo e che, nel caso arrivino richieste formali, l’Ufficio è disponibile a organizzare una soluzione per consentirle di proseguire gli studi sull’isola.

 

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