gita parigi

La gita di quinta superiore è uno di quei momenti che, almeno sulla carta, dovrebbero restare nella memoria: compagni di classe, professori, musei, foto discutibili, notti con poche ore di sonno e quella sensazione di essere quasi alla fine di un percorso.

Ma cosa succede se la scuola non riesce a proporre il viaggio che gli studenti avevano in mente? Al liceo “Sabin” di Bologna, la risposta è stata piuttosto netta: ci pensiamo noi.

Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, la quinta P dell’istituto ha deciso di non aderire alla proposta della scuola, che per rispettare i vincoli di spesa aveva indicato una meta più vicina. Gli studenti, invece, volevano altro.

Così si sono riuniti, hanno discusso, votato e scelto democraticamente: destinazione Parigi.

Indice

  1. La gita “fai da te”: voli low cost, appartamenti e itinerario culturale
  2. Il nodo dei tetti di spesa per le scuole
  3. Gli studenti assenti, ma il caso sarà valutato
  4. Una nuova idea di gita?

La gita “fai da te”: voli low cost, appartamenti e itinerario culturale

Non una vacanza improvvisata, però. Gli studenti si sono divisi i compiti come in un vero gruppo di lavoro: c’è chi ha cercato gli alloggi, chi si è occupato dei voli, chi ha studiato l’itinerario.

E il programma, a quanto pare, non aveva nulla da invidiare a una classica gita scolastica: Tour Eiffel, Museo d’Orsay, Louvre e perfino una crociera sulla Senna. Insomma, non solo “andiamo a Parigi e vediamo cosa succede”, ma un viaggio costruito con tappe culturali già prestabilite.

La differenza principale? Nessun professore ad accompagnarli. Gli studenti, essendo maggiorenni, si sono organizzati in autonomia e hanno scelto di partire comunque.

Il nodo dei tetti di spesa per le scuole

Dietro questa storia, però, non c’è solo la voglia di viaggiare. C’è anche un tema molto concreto: i limiti economici e burocratici con cui le scuole devono fare i conti quando organizzano i viaggi d’istruzione.

Quest’anno gli istituti possono affidare direttamente l’organizzazione delle gite a un operatore senza gara pubblica, ma entro il limite di 140mila euro. Una soglia che, per una scuola grande, può diventare molto stringente.

La dirigente del Sabin, Rossella Fabbri, ha spiegato che l’istituto conta 75 classi e che una parte importante del budget è già destinata al liceo sportivo, che deve svolgere attività obbligatorie in montagna o in altri luoghi.

Inoltre, quando ci sono fondi disponibili, questi devono essere usati tenendo conto dell’Isee delle famiglie. In pratica: il viaggio lo pagano le famiglie, ma è la scuola a dover gestire gli acquisti e i contratti, tra bus, hotel e servizi vari. E questo rende tutto più complicato.

Gli studenti assenti, ma il caso sarà valutato

La scuola, ovviamente, non ha proposto agli studenti di partire da soli. Ma, come ha spiegato la preside, non può nemmeno impedire a ragazzi maggiorenni di organizzare autonomamente un viaggio.

Sul registro, infatti, gli studenti risultano assenti. La dirigente ha però precisato che il caso sarà valutato in sede di scrutinio “con buon senso e responsabilità”. E la quinta P non è rimasta un caso isolato: altre sei classi del Sabin avrebbero seguito la stessa strada, scegliendo mete come Barcellona, Valencia e Siviglia.

Una nuova idea di gita?

Il caso del Sabin non racconta solo la storia di una classe che ha trovato il modo di andare a Parigi spendendo meno. Racconta, piuttosto, una crisi molto più ampia del modello tradizionale di viaggio d’istruzione.

Perché oggi organizzare una gita scolastica non significa semplicemente scegliere una meta, raccogliere le adesioni e prenotare pullman e albergo: per le scuole significa muoversi dentro le regole degli appalti pubblici, con soglie, procedure, documenti, affidamenti e responsabilità amministrative.

Dopo i chiarimenti arrivati da MIM e ANAC, gli istituti possono procedere con affidamento diretto sotto i 140mila euro; oltre quella soglia entrano in gioco procedure più complesse, fino alla necessità di gare vere e proprie per importi superiori alle sobglie previste.

Per una scuola molto grande, con decine di classi e più viaggi da organizzare nello stesso anno, il problema diventa quindi pratico prima ancora che educativo: tenere insieme desideri degli studenti, costi per le famiglie, regole di trasparenza e capacità amministrativa non è affatto semplice.

A questo si aggiunge un altro nodo, meno visibile ma decisivo: i professori. Accompagnare una classe in gita significa assumersi una responsabilità continua, spesso per più giorni, ben oltre il normale orabrio di servizio.

Il tutto senza ricevere un incentivo economico: ai docenti spettano rimborsi per le spese sostenute e documentate, mentre eventuali compensi aggiuntivi dipendono dalle risorse e dalla contrattazione dei singoli istituti.

In molti casi, quindi, il viaggio si traduce in più carico di lavoro, più rischio, più responsabilità, ma senza un riconoscimento proporzionato. Non stupisce che sempre più insegnanti siano restii a dare la propria disponibilità.

Mettendo insieme questi due elementi, il quadro diventa abbastanza chiaro: da una parte scuole sempre più frenate da vincoli amministrativi e budget difficili da far quadrare; dall’altra docenti sempre meno incentivati ad accompagnare gli studenti.

Nel mezzo ci sono i ragazzi, soprattutto quelli maggiorenni, che hanno strumenti, autonomia e competenze digitali per organizzarsi da soli: confrontano voli, prenotano appartamenti, costruiscono itinerari, dividono le spese e trasformano una chat di classe in una piccola agenzia di viaggio.

Per questo la domanda non è più soltanto se la gita “fai da te” sia un’eccezione o una bravata. La domanda vera è se, alle condizioni attuali, la gita scolastica tradizionale - quella con la scuola che organizza, i prof che accompagnano e la classe che parte compatta - sia ancora sostenibile. 

A cura della Redazione di Skuola.net Questo articolo è frutto del lavoro condiviso della redazione di Skuola.net (direttore Daniele Grassucci): un team di giornalisti, data analyst ed esperti del settore education che ogni giorno produce contenuti e approfondimenti originali, seleziona e verifica le notizie più rilevanti per studenti e famiglie, garantendo un'informazione gratuita, accurata e trasparente.
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