
Il 1° ottobre 2026, al Senato della Repubblica, è stata presentata la nuova fase di "A Scuola di Acqua – Sete di Futuro", il progetto che porta nelle classi italiane formazione per gli insegnanti e strumenti pratici per parlare di clima senza alimentare paura nei più piccoli. L'incontro si è tenuto a Palazzo Madama e ha messo insieme ricerca scientifica, mondo della scuola e istituzioni parlamentari.
Al centro del confronto c'è una domanda che riguarda migliaia di bambine e bambini delle scuole italiane: come aiutarli a comprendere il cambiamento climatico senza farli sentire impotenti davanti a un problema troppo grande per loro? La risposta, secondo i promotori dell'iniziativa, passa dalla scuola e da chi ogni giorno sta in classe con gli studenti.
Dallo studio sull'ecoansia in età pediatrica prende forma il progetto di Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS, realizzato con il contributo scientifico dell'Università di Pavia, che ora propone anche un kit didattico e un corso accreditato per i docenti.
Indice
- La cornice istituzionale: Palazzo Madama e i protagonisti
- Il progetto A Scuola di Acqua - Sete di Futuro: formazione e kit per le scuole
- L'ecoansia a scuola: il 95% degli alunni preoccupato per l'ambiente
- Dalla paura all'azione: cosa dicono i dati sugli insegnanti
La cornice istituzionale: Palazzo Madama e i protagonisti
L'evento "Educare alla sostenibilità: il ruolo della scuola nella risposta alla sfida climatica" si è svolto nella Sala "Caduti di Nassirya" di Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica. L'iniziativa della senatrice Simona Malpezzi, vicepresidente presso la Commissione Parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, ha portato all'organizzazione dell'incontro, a cui ha partecipato anche la sottosegretaria Paola Frassinetti, del Ministero dell'Istruzione e del Merito.
Alla giornata hanno preso parte anche la senatrice Cecilia d'Elia e i senatori Luca Pirondini e Mario Occhiuto, segno di un'attenzione trasversale che il tema della sostenibilità ambientale raccoglie in Parlamento. Non si tratta di un appuntamento isolato, ma della conferma di un percorso che coinvolge più forze politiche sullo stesso obiettivo educativo.
Il progetto è stato presentato dal professor Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino Pavia e commentato da Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino, Simona Frassone, Direttrice Generale e Co-fondatrice di ScuolAttiva ETS e Sonia Brescianini, del Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale dell’Istituto Superiore di Sanità.
"Sono molto contenta di ospitare anche quest'anno questo progetto, che considero particolarmente innovativo perché mette insieme ricerca, sperimentazione e innovazione didattica", ha dichiarato la senatrice Malpezzi.
"Parliamo di cambiamento climatico, un tema che riguarda direttamente il futuro delle nuove generazioni e che, proprio per questo, deve trovare sempre più spazio nella scuola. Formare gli insegnanti e dare loro strumenti adeguati significa aiutare bambini e ragazzi non solo a comprendere ciò che sta accadendo, ma anche a sentirsi parte del cambiamento."
Il progetto A Scuola di Acqua - Sete di Futuro: formazione e kit per le scuole
"A Scuola di Acqua – Sete di Futuro" è il progetto promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS, con il contributo scientifico dell'Università di Pavia. Dopo una prima fase di ricerca e sperimentazione, oggi si consolida con una formazione accreditata per gli insegnanti e un kit didattico pensato per raggiungere un numero sempre maggiore di docenti e classi.
Sono già stati testati diversi strumenti: un corso accreditato sulla piattaforma S.O.F.I.A., il "Kit Educativo dall'ecoansia alla consapevolezza", attività pratiche, schede didattiche divise per fasce d'età e laboratori per le classi, disponibili sia in presenza sia online. Si tratta di materiali pensati per essere usati direttamente in aula, senza richiedere competenze specialistiche da parte dei docenti.
Per gli insegnanti l'obiettivo è avere strumenti concreti con cui lavorare in classe su sostenibilità, natura, benessere e tutela dell'ambiente, accompagnando bambine e bambini nel riconoscere le emozioni legate alla crisi climatica e nel convertirle in partecipazione e azioni positive.
L'ecoansia a scuola: il 95% degli alunni preoccupato per l'ambiente
Il lavoro dietro al progetto è partito nel 2024, con il primo studio italiano sull'ecoansia in età pediatrica, condotto dall'Università di Pavia e all'epoca unico nel panorama scientifico internazionale. I risultati, presentati al Senato nel marzo 2025, restituiscono una fotografia precisa di come i più piccoli vivono il tema ambientale.
La preoccupazione per il futuro del Pianeta riguarda il 95% delle alunne e degli alunni coinvolti nella ricerca. Per il 40% del campione questa preoccupazione si traduce in veri e propri segnali di impatto emotivo, un dato che ha spinto i ricercatori a chiedersi come intervenire senza aggravare il disagio.
Accanto alla paura, però, emergono anche risorse positive: il 95,6% degli studenti mostra un forte senso di responsabilità, mentre il 97,2% dichiara di avere fiducia nella possibilità di contribuire personalmente al cambiamento. Sono questi numeri, secondo i promotori, a indicare la strada: non spegnere la preoccupazione dei ragazzi, ma trasformarla in consapevolezza e azione concreta.
Dalla paura all'azione: cosa dicono i dati sugli insegnanti
Alla ricerca sugli studenti si è affiancata una nuova indagine dedicata al punto di vista dei docenti, che ha indicato una direzione precisa. L'81% degli insegnanti considera fondamentale trasformare le preoccupazioni della classe in azioni positive, mentre il 75% ritiene di aver acquisito strumenti utili per superare il rischio di un racconto catastrofico della crisi climatica.
Gli effetti si vedono anche dentro le classi: il 78,8% dei docenti ha osservato una maggiore empatia verso animali, piante e paesaggi, e il 75,8% una maggiore collaborazione nei lavori di gruppo. Sono dati che mostrano come formare chi educa possa incidere concretamente sul modo in cui bambine e bambini vivono una questione complessa, spesso percepita come troppo grande da affrontare da soli.
Il consenso tra chi ha già provato il progetto è quasi unanime: il 97% degli insegnanti consiglierebbe "A Scuola di Acqua" e l'utilizzo del kit ad altri colleghi. Una percentuale che, secondo i promotori, rafforza la necessità di continuare a costruire strumenti accessibili e replicabili in contesti scolastici diversi su tutto il territorio nazionale.
Un progetto dalla parte dell'ambiente, dei docenti e delle nuove generazioni
“Con ‘A Scuola di Acqua – Sete di Futuro’ Sanpellegrino porta avanti da anni un progetto educativo che ha accompagnato migliaia di scolari e insegnanti nella scoperta del valore dell’acqua, dell’ambiente e delle risorse naturali.- commenta Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino.
"Siamo lieti di tornare oggi al Senato per condividere una nuova tappa di questo impegno, che nasce dalla collaborazione tra scuola, ricerca scientifica e impresa e punta a offrire strumenti concreti a chi ogni giorno accompagna le nuove generazioni nel loro percorso di crescita. I nuovi strumenti educativi presentati oggi rappresentano infatti un ulteriore passo avanti, che consente di costruire proposte educative capaci di trasformare le preoccupazioni dei bambini in consapevolezza, fiducia e partecipazione".
"Crediamo che la scuola abbia un ruolo fondamentale nel preparare le nuove generazioni ad affrontare le sfide ambientali, offrendo conoscenze scientifiche solide e aiutando i più giovani a maturare la consapevolezza di poter contribuire al cambiamento” ha concluso Marchini.
“Siamo partiti ascoltando i bambini e le bambine. Dopo un anno di lavoro, dedicato anche alla formazione dei docenti, siamo tornati ad ascoltarli per capire se fossimo riusciti a cambiare il modo di raccontare il cambiamento climatico e, soprattutto, il modo in cui viene vissuto dai più piccoli”. -dichiara Simona Frassone, Direttrice Generale di ScuolAttiva ETS. - E quando il 79% dei bambini ci dice che ‘possiamo migliorare insieme’ il futuro della Terra, è forse il risultato più importante: la scuola può trasformare la preoccupazione in consapevolezza e la consapevolezza in azione. Ora la sfida è portare gli strumenti sperimentati a sempre più insegnanti e classi, perché il futuro non faccia paura, ma diventi qualcosa che possiamo costruire insieme.”
“I dati ci dicono che la scuola è già un interlocutore centrale quando si parla di ambiente, salute e benessere dei bambini. - spiega Livio Provenzi, Direttore del Laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e IRCCS Fondazione Mondino Pavia - Per questo è importante coinvolgere non solo i singoli insegnanti, ma il tessuto scolastico e quello istituzionale. La sostenibilità richiede continuità, alleanze e strumenti condivisi. Se vogliamo che questi temi entrino davvero nella vita educativa dei bambini, dobbiamo creare condizioni che sostengano la scuola, invece di affidare tutto alla buona volontà dei docenti”.