Non passo il test? Vado a laurearmi in Romania

Mirko C.
Di Mirko C.

Secondo il rapporto Migrantes 2011 sono in crescita gli italiani che si trasferiscono all’estero per studiare. La maggioranza sceglie medicina o odontoiatria in Spagna o in Romania

Il numero chiuso fa paura, ma solo a chi non ha la possibilità di andare all’estero. Negli ultimi anni il numero di connazionali che si sono trasferiti oltre frontiera per studiare è cresciuto vertiginosamente. In testa i futuri medici e dentisti che, molto frequentemente, scelgono di imparare la professione in Romania.

SE HAI I SOLDI IL TEST NON E’ UN PROBLEMA - Quarantaduemila, questo è il numero di italiani che si sono traferiti all’estero per studiare. Le mete più gettonate sono la Spagna e la Romania. Molti di questi conseguiranno una laurea in medicina o in odontoiatria e, in barba alla programmazione e al numero chiuso, torneranno ad esercitare la professione in Italia, contribuendo a saturare i mercati e a spingere i laureati nostrani verso il rischio disoccupazione, anche se le associazioni di categoria denunciano che nei prossimi anni ci sarà carenza di medici. Un paradosso all’italiana che meriterebbe una trattazione a sé. I dati emergono dal rapporto Migrantes 2011, che evidenzia un quadro molto chiaro della situazione: gli studenti italiani facoltosi non temono il numero chiuso. Basta avere un bel po’ di soldi in tasca e voglia e coraggio di partire: la laurea dei sogni è lì, pronta per essere portata a casa.

STUDIARE IN SPAGNA COSTA FINO A 120 MILA EURO - Test d’ingresso blandi, consulenza linguistica, basso costo della vita. Studiare all’estero diventa una scelta ovvia per un numero sempre crescente di ragazzi e ragazze. I costi non sono trascurabili, soprattutto se si scelgono università private e con tutti i comfort. Una laurea in Spagna viene a costare anche sopra i 120 mila euro. Altri Paesi europei, come la Bulgaria o l’Ungheria, prevedono dei costi più accessibili: attorno ai 60 mila euro. Per chi vuole risparmiare c’è la Romania, diventata ormai meta di pellegrinaggio per vaste schiere di aspiranti medici.

SEMPRE PIU’ ITALIANI SCELGONO LA ROMANIA - Timisoara è un nome che gli aspiranti medici conoscono benissimo. L’Università Statale di Timisoara prepara ogni anno un esiguo numero di nostri connazionali, generalmente alla professione medica. Ma non c’è solo Timisoara. Sono oltre 600 gli studenti italiani iscritti alla privata Vasile Goldis di Arad, mentre oltre un migliaio sono sparsi nel resto della Romania: Iasi, Bucarest, Cluj e Costanza. Unione Europea, titolo europeo, quindi valido anche in Italia. Il costo? Le tasse si aggirano attorno ai 4 mila euro ogni anno, che tra spese di vitto, alloggio e trasferimenti arrivano a 14 mila.

FORMAZIONE DI QUALITA’, MA IL MINISTERO E’ SCETTICO - Laurea fasulla? Studio fittizio? A sentir parlare chi in Romania sta studiando, sembrerebbe proprio di no. Un ragazzo infatti racconta: “15 giorni di vacanze a Pasqua, una ventina a Natale e poi luglio e agosto, il resto dell'anno non ti muovi. C'è obbligo di frequenza e ti conoscono uno a uno, non ci si passano i badge come in Italia”. Anche sul punto della formazione sembrerebbe essere migliore rispetto a quella offerta dalle università nostrane, famose per gli insegnamenti a carattere quasi esclusivamente teorico. Professori eccellenti, strumenti e tecnologie all’avanguardia. Una studentessa spiega: “entro in sala operatoria, cambio medicazioni e assistito a operazioni delicate. In Italia? Farei solo teoria”. Ma il Ministero della Sanità italiano resta cauto, perché molto spesso i titoli stranieri vengono comprati e sono formalmente privi di valore. Dunque la domanda è: istruzione di qualità o semplice scorciatoia? Ciò che è certo è che tutto questo è un affare per facoltosi: laddove non arrivano la passione e l’impegno, arriva il denaro. E ciò non è buono.

Mirko Carnevale

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