La dieta dello studente fuorisede

Daniel Strippoli
Di Daniel Strippoli

 foto di bilancia

Vuoi dimagrire? inizia l'università. Vuoi ingrassare? inizia l'università. No, non è una carenza di zuccheri che mi fa parlare, ma la semplice constatazione che l'oscillazione dell'ago della bilancia per il fuorisede è indirettamente proporzionale all'incedere della fine del mese. E' proprio per questo che, per fare una rapida analisi della dieta del fuorisede, conviene dividere la mensilità in sezioni settimanali +2/3.

Settimana 1
La paghetta è appena arrivata. La prima spesa si compone di filetti, frutta e verdura bio, pesce fresco e tartufo."Uh, ha detto caviale? Me ne dia otto etti!". Metà degli acquisti finisce nella pattumiera perché la spesa era stata mal calibrata, ma poco importa: per il fine settimana ci sono il take away e le cenette fuori. Il caffè e biscottino prima di entrare in classe sono d'obbligo. "Jerry, un altro giro per tutti!"

Peso a fine settimana: +5

Settimana 2
Il nostro budget è a circa metà del totale iniziale. Accidenti. La spesa inizia a modificarsi: la carne è il macinato del banco delle occasioni, la frutta e la verdura, se ci sono, sono quelle normali, pesate tenendole un po' alzate e avendole sfrondate con cura. Si abbandonano le Gocciole e i Pan di stelle per i più economici Coccole e Grissini di pianeti. Il caffè e biscottino tengono duro. L'aperitivo -tappa comunque obbligata- vede una sola triste berretta che viene sorseggiata con meticolosa attenzione.
Peso a fine settimana: stabile

Settimana 3
La morigerazione della scorsa settimana ha fatto risparmiare parecchio!
La spesa rimane praticamente la solita, con l'unica differenza che: le verdure vengono eliminate per fare spazio alle più economiche lattine; una sera alla settimana (si parla comunque sempre di feriale, sia ben chiaro) si può mangiare la pizza. Lo Chablis Sauvignon della prima settimana fa spazio all'Heineken. All'aperitivo, ci si possono concedere due birrette/ un cocktail. Non si rinuncia al caffettino al bar prima della lezione. Ma il biscottino inizia ad essere accantonato.
Peso a fine settimana: -1

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Settimana 4
La pizza viene abolita, per potersi comunque concedere un aperitivo in più. Anche la carne viene sostituita dal buon vecchio tonno in scatola. Adesso la dispensa dello studente conta: tonno in scatole, pasta, riso, scatolame, uova e latte a lunga conservazione e biscotti. Il pane è sostituito dai crackers che hai trovato in casa quando ci sei andato ad abitare. Il fegato inizia a risentire della dieta. Il caffettino al bar viene sostituito dalla più economica benzina delle macchinette dell'università.

Peso a fine settiamana: -2

Ultimi due giorni del mese
Ormai la colazione consiste in una pagnottella delle briciole appiattite del fondo della scatola dei biscotti. Il caffè è esclusivamente quello della moca di casa, che è pianto puro condensato in granuli di falsa arabica. L'odore delle pannocchiette in scatola ormai ti disgusta. Ogni pasto è a base di tonno in scatola, di cui ormai sei diventato il maggior esperto. All'uscita dalla facoltà speri di trovare dei tuoi amici che stanno facendo aperitivo per poter scroccare loro del cibo e riuscire a sentire il sapore di qualcos'altro che non sia tonno. Nel caso in cui non trovassi nessuno, torni a casa e vari sul tema: l'ultimo uovo rimasto, lo fai sodo… Ma dopo poco cedi alla fame mangi l'ennesimo piatto di pasta col tonno.
Peso alla fine di questi due giorni: -4

Per concludere, essendo le conclusioni abbastanza scontate, ho solo una cosa da dire: il tonno è pace. Il tonno è libertà. Il tonno è forza.

Andrea Buticchi

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