Estratto del documento

Apocalypse 2012: yes or not?

Alunno: Matteo Pigoni

Classe: 5° C/ST

Anno scolastico: 2008/2009 1

Indice

Introduzione, Apocalisse 2012 6

1. I sei punti chiave del 2012

2. Tempo

2.1 Perché proprio il 2012? 12

2.1.1 La fine nel 2012? 12

2.1.1.1 Sistemi di numerazione 12

2.1.1.2 Frecce e cicli 13

2.1.1.3 Motivo principale dell’apocalisse 13

2.1.1.4

Terra

2.2 Le fauci del 2012 14

2.2.1 Stranezze 14

2.2.1.1 Super-pianeta 14

2.2.1.2 Malfunzionamenti 16

2.2.1.3 Buchi 16

2.2.1.4

Fiamme infernali 18

2.2.2 Vita e futuro 18

2.2.2.1 L’esplosione dello Yellowstone 19

2.2.2.2 Refrigeratori vulcanici 22

2.2.2.3 Conclusioni 23

2.2.2.4

Atitlán 24

2.2.3 Paradiso o inferno? 24

2.2.3.1 Sinergia catastrofica 25

2.2.3.2

Sole

2.3 Osservare il Sole

2.3.1 Macchie 27

2.3.1.1 Protoni killer 28

2.3.1.2 Settimana d’inferno 29

2.3.1.3 Mai così caldo in 50.000 anni o più 29

2.3.1.4 Instabilità estrema 31

2.3.1.5 Mai fare predizioni! 31

2.3.1.6

L’Africa si spezza

2.3.2 Sole e Terra 33

2.3.2.1 Il sentiero degli uragani 34

2.3.2.2 Piccola era glaciale 35

2.3.2.3 Allineamenti planetari 35

2.3.2.4

Spazio

2.4 La nube di energia 37

2.4.1 Movimenti 37

2.4.1.1 2

Riscaldamento 37

2.4.1.2 Tradizione 38

2.4.1.3 Innovazione 38

2.4.1.4 Osservazioni 40

2.4.1.5 Progetti 41

2.4.1.6

Estinzione

2.5 Ehi! 42

2.5.1 Notte 42

2.5.1.1 Ciclo di estinzione 42

2.5.1.2 Tre livelli 43

2.5.1.3 Difese 46

2.5.1.4

Sezione scolastica:

3. Storia

3.1 Guerra fredda 47

3.1.1 Introduzione 47

3.1.1.1 Origine delle ostilità 47

3.1.1.2 Corsa agli armamenti 48

3.1.1.2.1 Le ideologie contrapposte 49

3.1.1.2.2

Strategie politiche ed episodi principali 50

3.1.1.3 La dottrina Truman 50

3.1.1.3.1 Il piano Marshall 50

3.1.1.3.2 Il riarmo nucleare e la guerra di Corea 51

3.1.1.3.3 Il muro di Berlino e la crisi cubana 51

3.1.1.3.4 Verso una coesistenza competitiva 52

3.1.1.3.5

Ultime fasi e fine della guerra fredda 52

3.1.1.4

Matematica

3.2 Probabilità

3.2.1 Introduzione 53

3.2.1 Fenomeni 53

3.2.2 Definizioni di probabilità 54

3.2.3 Probabilità classica o oggettiva 54

3.2.3.1 Probabilità empirica 55

3.2.3.2 Probabilità soggettivista 56

3.2.3.3

Filosofia-Matematica

3.3 René Thom 57

3.3.1 Il pensiero 57

3.3.1.1 La teoria delle catastrofi 57

3.3.1.2 Catastrofi matematiche 57

3.3.1.2.1 3

Punti di instabilità e catastrofi elementari 58

3.3.1.2.2

Biologia

3.4 Riscaldamento globale 59

3.4.1 Introduzione 59

3.4.1.1 Cause del riscaldamento 59

3.4.1.2 Gas serra nell’atmosfera 59

3.4.1.2.1 Retroazione 60

3.4.1.2.2 Evoluzione delle temperature degli altri

3.4.1.2.3 pianeti del Sistema solare 61

Effetti del riscaldamento globale 62

3.4.1.3

Scienze della Terra

3.5 Vulcanismo 64

3.5.1 Introduzione 64

3.5.1.1 Magma 64

3.5.1.1.1 Identificazione di un vulcano 65

3.5.1.1.2 Eruzioni 65

3.5.1.1.3

Struttura e tipologia di un vulcano 66

3.5.1.2 Vulcani a cono o stratovulcani 66

3.5.1.2.1 Vulcani a scudo 68

3.5.1.2.2 Calderе 69

3.5.1.2.3

Fisica

3.6 Magnetismo 71

3.6.1 Introduzione 71

3.6.1.1 Polarità magnetiche 71

3.6.1.2 Cenni storici 71

3.6.1.3 Primi studi 71

3.6.1.3.1 Le teorie dell’elettricità e del magnetismo 72

3.6.1.3.2 La teoria dell’elettromagnetismo 72

3.6.1.3.3 Gli sviluppi del XX secolo 72

3.6.1.3.4

Le proprietà magnetiche dei materiali 73

3.6.1.4 Diamagnetismo 73

3.6.1.4.1 Paramagnetismo 73

3.6.1.4.2 Ferromagnetismo 74

3.6.1.4.3

Applicazioni 74

3.6.1.5

Campo magnetico 76

3.6.2 Introduzione 76

3.6.2.1 Intensità, direzione e verso 76

3.6.2.2 Unità di misura 77

3.6.2.3 4

Linee di forza del campo magnetico 77

3.6.2.4 Campo magnetico di un filo rettilineo 78

3.6.2.5 Campo magnetico di una spira 79

3.6.2.6 Campo magnetico di un solenoide 79

3.6.2.7 Campo magnetico terrestre 80

3.6.2.8

Chimica

3.8 Cella fotovoltaica 81

3.8.1 Introduzione 81

3.8.1.1 Materiali 81

3.8.1.2 Giunzione n-p 82

3.8.1.3

Bibliografia 85

4. 5

Introduzione

Apocalisse 2012

Da alcuni anni a questa parte si è diffusa l’idea che nel 2012 ci sarà l’apocalisse. La principale fonte di queste “storie” è Internet, che se da un lato è un mezzo di informazione estremamente potente, dall’altro fornisce a tutte le persone la possibilità di scrivere e rendere pubbliche informazioni prive di fondamento e, spesso, prive di ogni logica.

Le voci che circolano provengono da ogni “direzione” e hanno portato, alcune volte, alla nascita di associazioni che hanno come obiettivo la salvaguardia dell’umanità da una distruzione totale imminente. Sono nati anche dei “fan club” di persone, che potremmo definire carismatiche, che hanno convinto molta gente su fatti privi di senso: un esempio è John Titor che affermava di essere un soldato che nel 2036 fu mandato indietro nel tempo per una missione di salvaguardia dell’umanità. Ancora oggi si discute sulla veridicità di certe affermazioni ed attualmente alcune cose portano allo sconcerto, come alcune dichiarazioni del sopraccitato viaggiatore nel tempo. Tutto quello che si sente riguardo al 2012 non è, quasi mai, sostenuto a livello scientifico e sono solo affermazioni che fanno leva sulla psiche delle persone.

Tutto quello che presenterò è basato su un libro pubblicato nel 2007 da Lawrence Joseph, “Apocalisse 2012: un’indagine scientifica sulla fine della civiltà”.

L’autore residente dell’Aerospace Consulting Corporation, un’azienda

è specializzata in fisica del plasma. Laureato alla Brown University di New York e alla University of California a San Diego, Joseph ha scritto per il New York Times e per riviste specializzate. Nel 1992 ha partecipato all’«Earth Summit» della UNCED (United Nations Conference on Environment and Developement, conferenza su ambiente e sviluppo dell’ONU) di Rio de Janeiro. La sua azienda mira a creare un disintegratore al plasma denominato Vulcan, che avrà lo scopo di dissociare completamente, sfruttando l’altissima temperatura del plasma, scorie altamente tossiche, tra cui armi biologiche e chimiche letali che non possono essere smaltite in altro modo. Ovviamente lo stesso Joseph afferma, palesemente, che il suo libro mira ad analizzare tutte le possibilità di catastrofe scientificamente e probabilisticamente e non ad affermare teorie catastrofiste: afferma, infatti, che il libro è frutto della sua curiosità, scaturita quando incontrò questo argomento per la prima volta, e di mesi di ricerche ed approfondimenti; citazione: “Così quando sentii dire per la prima volta che il mondo potrebbe finire nel 2012, mi interessai subito alla cosa. Salvo che nessuno che sia sano di mente creda che il mondo stia veramente per finire”. Nel suo libro sono inoltre presenti citazioni a frasi dette da persone particolarmente conosciute; una delle prime è quella di Hawking che disse come, secondo lui, la razza umana non sopravvivrà ai prossimi 1000 anni se rimarrà confinata su questo pianeta, non tanto per la minaccia delle armi nucleari, che hanno bisogno di grandi impianti per essere create, come durante la Guerra fredda, ma piuttosto per le armi biologiche che possono essere sviluppate anche nei più piccoli laboratori.

6

Per esempio: recentemente sono stati scoperti alcuni ceppi di “superbatteri” che presentano un enzima chiamato VIM-2 in grado di demolire gli antibiotici. Se qualcuno rafforzasse questo enzima, il “superorganismo” derivato avrebbe un vantaggio incolmabile sugli antibiotici. Oppure se qualcun altro creasse dei priobot: accrescendo le proprietà di autoreplicazione dei prioni, queste proteine potrebbero ridurre i nostri cervelli a spugne inservibili attraverso il morbo di Creutzfeldt-Jakob, meglio conosciuto come morbo della mucca pazza.

Ultimamente è entrato in funzione il Large Hadron Collider (LHC) a Ginevra, un anello di circa 27 km di circonferenza in grado di frantumare gli atomi con “colpi” da circa 15 trilioni di elettronvolt (15 TeV). Tanto per fare una proporzione, 1 trilione di elettronvolt è pari all’energia sviluppata da una zanzara per volare, ma se così sembra essere insignificante, una volta che viene concentrata in uno spazio di 1 trilionesimo (10-12) di metro, allora, questa energia è in grado di frantumare i protoni in più di 10000 pezzi.

Questa struttura ha diviso gli scienziati: da una parte quelli che affermavano l’assoluta sicurezza del sistema, dall’altra quelli che affermavano anche la possibilità di creazione di buchi neri. Martin Rees, collega di Hawking, ha affermato che si sarebbero potuti creare i cosiddetti mini buchi neri in grado di produrre strangelets, convertire ogni cosa, con cui vengono a contatto, in una nuova forma di materia iperdensa, portando la Terra a comprimersi fino alle dimensioni di un centro commerciale.

Un altro scenario preoccupante per alcuni scienziati è quello delle nano-macchine o nano-robot; in alcuni laboratori si sta cercando di creare delle macchine autosufficienti delle dimensioni di un nanometro, 1 miliardesimo di metro, in grado di eseguire compiti impossibili per gli umani. Ovviamente le applicazioni sarebbero molteplici e si risolverebbero molti problemi. Una parte di scienziati però si chiede cosa succederebbe se queste macchine sfuggissero al controllo: si pensa alla cosiddetta gray goo. Quest’ultima è una particolare nanosostanza che continua a riprodursi fino a divorare tutto il carbonio, l’idrogeno o qualunque altro elemento di cui ha bisogno, fino a far scomparire la Terra. Per esempio: immaginate i pezzi delle costruzioni che si assemblano da soli per formare un robot. Niente male. Ma ora immaginate che il processo impazzisca e che il robot numero 1 costruisca il numero 2 e che poi questi ne creino altri 2, poi altri 4 fino a diventare migliaia, milioni o miliardi in un processo che proseguirebbe fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Tutte queste possibilità hanno comunque una probabilità di verificarsi pressoché nulla; infatti lo stesso autore dice:

Citazione: “Strangelet che ingoiano la Terra come Pac-Man. Priobot che infestano il nostro cervello. Gray goo che ingoiano la vita. Cose di gran lunga troppo strane per perderci il sonno…”.

Un giorno di qualche anno fa Lawrence fu chiamato dal responsabile scientifico della sua compagnia; lo chiamò per comunicargli che il Sole stava “facendo la maionese”, che tradotto significa “stava andando in avaria”, ma essendo vicino al Natale la cosa non fu presa in considerazione. Dopo le vacanze, esaminando la questione più a fondo, Lawrence si rese conto che il Sole sembrava avesse mangiato della maionese avariata: era cosparso di macchie e tempeste magnetiche più grandi della Terra, capaci di liberare un’energia pari a dieci miliardi di bombe all’idrogeno. Le macchie solari continuavano ad eruttare getti di protoni da miliardi di tonnellate e lingue di elettroni da trilioni di volt in tutto il Sistema solare. Ma è questo il comportamento normale del Sole? Non proprio. Fin da quando Galileo inventò il telescopio si è valutato che l’attività solare segue cicli di circa 11 anni. Teoricamente il Sole avrebbe dovuto raggiungere il minimo dell’attività nel 2006, invece, stava facendo i “capricci” sin dal 31 ottobre 2003 quando le tempeste radioattive più violente mai registrate martellarono il Sistema solare. Fortunatamente queste tempeste mancarono la Terra e, dato che erano 2 volte più intense di quella che nel 1989 fece saltare la rete di distribuzione elettrica di una centrale in Canada lasciando milioni di persone al buio, probabilmente avrebbero causato più danni, anche a cose importanti come la rete di telecomunicazione.

La cosa più sconvolgente si ebbe il 20 gennaio 2005 quando la tempesta di protoni più violenta degli ultimi 15 anni bombardò l’atmosfera terrestre, proprio in corrispondenza del minimo di attività solare. Agghiacciante, ma niente in confronto a quanto accadde in settembre quando il Sole da perfettamente tranquillo si coprì di macchie e cominciò a sputare getti di radiazione da record, proprio al culmine della stagione degli uragani che produsse Katrina, Rita, Wilma e molti altri.

Sconvolgente è anche il fatto che tutta questa energia, per ora, non ha causato ingenti danni alla tecnologia umana, ma è stato calcolato che basterebbe un aumento dello 0,5% dell’emissione di energia del Sole per mandare in tilt tutta la rete di satelliti planetaria, da cui dipendono numerose attività. Terrorizzano anche gli studi del Max Planck Institute che affermano che il Sole non è mai stato così turbolento, perlomeno negli ultimi 8000 anni; dagli anni ’40 e in particolare nel 2003, i livelli di attività solare sono stati del tutto anomali: il Sole potrebbe spazzarci via in qualsiasi momento.

Uno degli scenari più apocalittici è rappresentato da ciò che sta accadendo nello spazio. Molti pensano che lo spazio sia un luogo immutabile, ma al contrario il Sistema solare sta diventando un posto sempre più turbolento perché, secondo una scuola emergente russa di geofisica planetaria, esso sta attraversando una nube interstellare di energia. Questi scienziati, che basano le loro affermazioni su anni di analisi dei dati dei satelliti, hanno scoperto che le atmosfere planetarie, compresa quella terrestre, stanno mostrando gli effetti di un assorbimento di energia, fornita dalla nube sia direttamente che indirettamente a causa delle perturbazioni indotte nel Sole dalla sua interazione con la nube.

Ma se fino a qualche tempo fa avremmo detto che la nostra atmosfera ci avrebbe protetto, questo, secondo alcuni scienziati di Harvard, non è più vero. Questi studiosi hanno mostrato che nel nostro campo magnetico, che ci difende dalle radiazioni più dannose provenienti dallo spazio, si sono aperti, inspiegabilmente, squarci grandi come la California. Pensano che ci stiamo avvicinando ad un’inversione magnetica, in cui i poli magnetici nord e sud si invertono di posto.

8

È un processo molto lungo che dura da poche centinaia di anni a parecchie migliaia di anni, durante il quale poli magnetici temporanei compaiono in vari punti del globo, confondendo tutti gli animali che dipendono dal magnetismo terrestre, portando all’estinzione di parecchie specie. Durante tale processo la protezione magnetica della Terra si riduce pressoché a zero; il che costituisce l’equivalente cosmico di una persona di carnagione chiara bloccata su una spiaggia senza cappello, senza un riparo, senza crema solare e con un costume alquanto succinto.

È possibile che a proteggersi da questa radiazione sia un altro processo che, però, potrebbe anch’esso portare all’estinzione di massa della vita sulla Terra. Il cielo potrebbe ricoprirsi di cenere che fermerebbe i raggi solari e tutto ciò di dannoso per la vita; ma questo è l’unico aspetto positivo trovato dalla BBC in un documentario sulla possibile eruzione del supervulcano di Yellowstone, che eruttò l’ultima volta circa 650000 anni fa, riversando abbastanza polvere nell’atmosfera da ricoprire la quasi totalità del continente americano sotto una coltre di cenere spessa parecchi decimetri. Un’eruzione di tali proporzioni oggi equivarrebbe ad un inverno nucleare che porterebbe alla morte centinaia di milioni di persone.

La ragione più seria per cui preoccuparsi della fine della vita sulla Terra è la predizione apparsa su Nature, secondo la quale almeno ¾ delle specie presenti sul pianeta vengono spazzate via ogni 62-63 milioni di anni. E dato che 65 milioni di anni fa un asteroide spazzò via i dinosauri, una megacatastrofe di quelle proporzioni, che ridurrà la popolazione umana ad almeno la metà, è già in ritardo.

Se lo Yellowstone salta oppure l’acne del Sole si ulcera in uno sfogo più serio, problemi ecologici come il buco nell’ozono o il riscaldamento globale saranno caldamente rimpianti come accadde negli anni ’80: mentre le persone si preoccupavano dell’herpes simplex, ci ritrovammo con il flagello dell’AIDS.

Se qualcuno prova a cercare su Internet “2012” apparirà un’infinità di libri, siti, forum, blog e quant’altro. Ma perché proprio il 2012? Tra tutti quei risultati che appaiono, non ve ne sono molti che parlano dell’attività solare o dell’eruzione Yellowstone, ma a galvanizzare l’ambiente è una predizione alquanto antica della mitologia maya, secondo la quale il Tempo avrà fine o inizio il solstizio di inverno del 2012, 21 dicembre 2012.

Anche se può sembrare un’idiozia, l’astronomia maya era tutto tranne che robaccia. Senza telescopi o lenti, né strumenti di nessun tipo, gli astronomi maya misurarono la durata del mese lunare in 29,53020 giorni con un errore di appena 34 secondi rispetto a quella che oggi risulta essere la sua effettiva lunghezza: 29,53059 giorni. Nel complesso il calendario maya, anche se antico di 3000 anni, risulta essere più preciso di quello gregoriano che usiamo oggi, che ha solo 500 anni.

Anteprima
Vedrai una selezione di 18 pagine su 85
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 1 Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 2
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 6
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 11
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 16
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 21
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 26
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 31
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 36
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 41
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 46
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 51
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 56
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 61
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 66
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 71
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 76
Anteprima di 18 pagg. su 85.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Apocalypse 2012: yes or not? Pag. 81
1 su 85
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi