Liceo Scientifico statale “Leonardo Da Vinci”
Genova
Scala Francesca V E
Anno scolastico 2012/2013
La fine del mondo
Indice:
1. I Maya
- Quadro generale della civiltà pag. 2
- Il calendario maya e la loro profezia pag. 3
- Teorie relative al pensiero dei Maya, poi confutate pag. 4
- Altre profezie: profezia degli Inca pag. 5
- Conclusione pag. 5
2. Le teorie scientifiche e sociologiche sulla fine del mondo
- Introduzione di quattro teorie catastrofiche pag. 5
- Un primo gruppo di teorie: le teorie astronomiche pag. 6
- La formazione dell’universo pag. 7
- L’origine dell’universo secondo la teoria del big bang pag. 8
- Le prove a favore del big bang pag. 9
3. La fine del mondo causata dall’impatto di meteoriti, meteore o asteroidi
- Definizione di asteroidi, meteore e meteoriti pag. 10-11
- “Film Deep impact” pag. 12
4. Un secondo gruppo di teorie sulla fine del mondo: le teorie geologiche
- Definizione di teorie geologiche pag. 12
- L’eruzione dei supervulcani (Yellowstone) pag. 13-14
- Il film 2012 pag. 14
5. Il rapporto tra la natura e l’uomo nelle poesie di “Leopardi”
- Il pensiero del poeta pag. 14
- Riferimenti alle poesie pag. 15-16
6. Un terzo gruppo di teorie: le teorie bio-ecologiche
- Definizione di teorie bio-ecologiche pag. 16
- “Film Ultimatum alla terra” pag. 16
- Il surriscaldamento globale pag. 17
- Il film “The day after tomorrow” pag. 17
7. Le ipotesi legate alla società
- Olocausti e genocidi in Europa, Africa, Asia, America Latina pag. 18-19-20-21-22
Tra cinema e realtà:
La fine del mondo
Introduzione
Nell’ultimo decennio la cinematografia ha sviluppato in larga scala il tema della fine del mondo.
Numerosi registi hanno affrontato questa tematica trascrivendo su pellicola paure e credenze comuni.
Sono state trattate le teorie più disparate: attacchi alieni, virus mortali, impatto di meteoriti ma soprattutto profezie di antichi popoli.
Un esempio di profezia annunciata ma poi smentita dai fatti è quella maya la quale annunciava la fine del mondo per il 21 dicembre 2012.
Ho scelto di parlare di questo argomento poiché è stato oggetto di discussione per svariato tempo.
Capitolo 1
I Maya
Quadro generale
La civiltà maya ha origini antichissime: i primi insediamenti vengono fatti risalire attorno al 1500 a.C., ma solo nel 300 a.C. si incominciano a sviluppare le prime vere e proprie città.
L’impero maya era localizzato nei territori dello Yucatan, la maggior parte nel Guatemala ma anche nelle aree dell’Honduras e del Belize.
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(Cartina dei territori in cui si erano stabiliti i maya)
Dal III al IV secolo a.C. acquisirono una maggiore organizzazione culturale, politica e tecnologica.
L’agricoltura era alla base della loro economia, vivevano soprattutto di mais, fagioli e cacao.
Una caratteristica di questo popolo, che ne dimostra l’elevato grado di conoscenze tecniche, è rappresentata dalla costruzione di una vasta rete idrica con la quale essi raccoglievano l’acqua per uso quotidiano e per l’irrigazione dei campi.
La cosa più interessante è il loro particolare calendario, addirittura più complesso e accurato di quello gregoriano.
“La profezia maya”
I maya avevano elaborato un loro originale calendario, che li portò ad avere una concezione ciclica del tempo; in base ad esso la data del 21 dicembre 2012 coincideva con il termine di un ciclo temporale e addirittura cosmico (per questa civiltà il passaggio da un’era all’altra era segnato da catastrofi e distruzione).
Così comprendiamo che fin dall’antichità il genere umano ha sempre creduto che la realtà conosciuta potesse finire.
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Per questo sono state propagate notizie secondo cui la data riportata dal calendario coinciderebbe con il verificarsi di eventi cosmici di capitale importanza.
Teorie relative al pensiero dei Maya, poi confutate
Molti studiosi o scrittori hanno prestato fede a questa indicazione.
Una prima ipotesi riguarda il fatto che il movimento della Terra il 21 dicembre 2012 avrebbe dovuto subire una frenata per circa 4300 minuti, per poi riprendere la rotazione in senso contrario.
L’evento avrebbe comportato anche l’inversione dei poli magnetici terrestri e conseguenti colossali rovine.
Cito da siti pro-teorie catastrofiste:
“Il 21 dicembre del 2012 la rotazione della nostra Terra sul proprio asse subirà una fermata che durerà 72 ore per poi riprendere a ruotare in senso inverso, con la conseguente inversione dei poli magnetici.
Questa fermata darà probabilmente luogo a eventi climatici e sismici anomali di grandi proporzioni e l’umanità subirà molte perdite.”
Al proposito deve essere sottolineato il fatto che l’asse non può cambiare direzione, ma resta costantemente, per leggi fisiche, parallelo a se stesso, pur variando l’inclinazione rispetto alla direzione dei raggi del sole.
Tale fenomeno si verifica due volte l’anno, nel periodo dei solstizi (21 dicembre e 21 giugno).
Però non si comprende il motivo per cui quello d’inverno del 2012 avrebbe dovuto distinguersi dai precedenti.
Ulteriori elementi a supporto della catastrofe sarebbero la caduta sulla Terra di un grosso asteroide, l’esplosione di una stella supernova e la verifica del fenomeno celeste dell’“allineamento galattico” tra il sole ed il piano equatoriale della Via Lattea.
Però da accurati calcoli astronomici non risulta nessun pianeta attualmente in rotta di collisione verso la Terra.
Non sono previste nemmeno esplosioni di stelle talmente ravvicinate da mettere in pericolo il nostro globo terrestre.
E invece, circa l’allineamento galattico del Sole, i calcoli astronomici hanno indicato che in realtà l’astro si sia assestato con l’equatore galattico già nel 1998.
Peraltro la nostra stella transita fisicamente per il piano ogni 32 milioni di anni e, considerando il movimento enormemente lento, è proprio ambiguo ritenere che gli allineamenti del Sole si compiano in modo brusco o violento.
Perciò, come possiamo vedere, ci sono molte argomentazioni che confutano la “profezia maya”, ai margini della quale sembra essersi diffusa un’altra recente teoria, di minor spessore, la profezia Inca.
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“La profezia Inca”
Secondo il calendario inca la fine dei tempi dovrebbe avvenire nel 2013.
L’anno, che allo stesso modo dei maya coinciderebbe con la fine del calendario, riferisce di un maremoto immane che dovrebbe inghiottire gran parte delle terre emerse dei continenti America, Africa ed Asia.
Altri testi, invece, parlano di un asteroide grande quasi due volte il pianeta Giove, che dopo essere passato vicino al nostro pianeta dovrebbe causare sulla Terra cataclismi smisurati.
Conclusione
Gli annunci diffusi, nella loro natura e consistenza, sembrano piuttosto appartenere alla sfera delle multiformi leggende metropolitane che possedere una valenza scientifica credibile.
Capitolo 2
Le teorie scientifiche e sociologiche sulla fine del mondo
Tutta l’umanità ha potuto verificare chiaramente che le teorie dei Maya erano solamente false dicerie.
Resta quindi da prendere in considerazione una ristretta gamma di ipotesi riguardanti la fine del mondo, raggruppandole in quattro grandi categorie:
- Teorie astronomiche (impatto di meteoriti)
- Teorie geologiche (esplosioni di vulcani, supervulcani)
- Teorie bio-ecologiche (conseguenze di attività umane tra cui inquinamento, disboscamento e sfruttamento delle risorse naturali)
- Teorie socio-politiche (olocausti e genocidi)
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1) Le teorie astronomiche
Il cielo comprende centinaia e centinaia di stelle ed esso ci appare come il capolavoro dell’universo.
Le stelle brillano di luce propria, fanno sognare moltissime persone e hanno ispirato grandissimi poeti come Dante Alighieri.
Infatti, nella sua Divina Commedia, Inferno, Purgatorio e Paradiso si concludono con la parola stelle come se egli volesse indicarci di guardare lassù, nel cielo.
Cito gli ultimi versi da Inferno, Purgatorio e Paradiso:
Canto XXXIV dell’Inferno
Canto XXXIII del Purgatorio
Lo duca e io per quel cammino ascoso
Io ritornai da la santissima onda
intrammo a ritornar nel chiaro mondo,
rifatto sì come piante novelle
e sanza cura aver d’alcun riposo,
rinnovellate di novella fronda,
Salimmo su, el primo e io secondo,
puro e disposto a salire a le stelle.
tanto ch’i’ vidi de le cose belle
che porta ’l ciel, per un pertugio tondo.
E quindi uscimmo a riveder le stelle.
Canto XXXIII del Paradiso
A l’alta fantasia qui mancò possa;
ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
sì come rota ch’igualmente è mossa,
l’amor che move il sole e l’altre stelle.
L’Universo è immenso e per centinaia o forse migliaia di anni ha portato a domandarci come si è creata tale meraviglia…
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La formazione dell’universo
L’origine e la successiva evoluzione dell’Universo sono oggetto di studio della cosmologia.
La cosmologia è una scienza moderna che si basa su dati e ipotesi scientifiche ma non può affrontare il problema dell’origine e dell’evoluzione dell’universo nei termini in cui normalmente si affronta un problema scientifico.
Manca, infatti, la possibilità di verificare l’esattezza di una qualsiasi ipotesi attraverso esperimenti ripetuti, proprio perché ci si trova di fronte un evento unico e non ripetibile.
La stessa conoscenza dell’Universo attuale è imprecisa e destinata a restare tale: l’orizzonte scrutabile dell’Universo è oggi molto esteso, ma indubbiamente limitato.
Molti interrogativi su che cosa ci sia oltre l’orizzonte che possiamo percepire, sulla natura dello spazio e del tempo, non possono avere una risposta verificata e definitiva.
Resta tuttavia l’interesse per un argomento così affascinante anche per le sue implicazioni filosofiche e religiose e restano una serie di dati che, se correttamente valutati, forniscono indizi preziosi per la ricostruzione della storia dell’Universo.
Nel secolo scorso per spiegare l’origine dell’Universo sono state formulate ipotesi cosmologiche fondamentali, in base alle quali sono stati elaborati due modelli di struttura dell’Universo:
1) La teoria dello stato stazionario
2) La teoria del Big Bang
La prima mostrava come l’universo fosse uniforme nello spazio e nel tempo, privo di un inizio ben preciso e senza cambiamenti.
Non bisogna dimenticare che l’universo è in continua espansione e si espande molto rapidamente.
I sostenitori di questa teoria sottolineano il fatto che nell’Universo si crea lentamente e continuamente nuova materia.
Nuove galassie, quindi, prenderebbero il posto di quelle che si sono allontanate, e ogni regione dell’universo manterrebbe costante nel tempo la sua densità.
Un’ipotesi del genere viola il principio di conservazione della materia e dell’energia e oggi non ha più molto seguito.
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Si tratta di una tesina di maturità completa. A chiunque può servire per prendere spunto o altro può risultare sempre utile :) Buona fortuna a tutti i futuri maturandi :)