
Mentre gli Uffici Scolastici Regionali stanno pubblicando in queste ore gli elenchi ufficiali con i nomi dei Presidenti di commissione, sale l'ansia tra i maturandi per l'articolazione del colloquio.
Con la riforma 2026, che ha ridotto la commissione a cinque membri (due interni, due esterni e un presidente), il ruolo del vertice diventa ancora più centrale.
Molti studenti si domandano se il Presidente si limiterà a coordinare i lavori o se potrà intervenire attivamente durante l'esame.
La risposta è positiva: il Presidente può fare domande, ma deve rispettare vincoli normativi molto rigidi legati alle sue abilitazioni e alle materie scelte dal Ministero.
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Il ruolo del Presidente: garante di legalità e moderatore
Il Presidente di commissione è il garante esterno della trasparenza e della correttezza dell'intero esame di Maturità.
Il suo compito principale è assicurarsi che le procedure ministeriali vengano seguite alla lettera e che ogni candidato riceva un trattamento equo.
Quindi coordina i lavori, vigila sul rispetto dei tempi e modera il colloquio, intervenendo per garantire che il confronto tra docenti e studenti resti sereno.
Pur non essendo un "super commissario" con poteri assoluti sul voto finale, la sua figura è fondamentale per risolvere eventuali contrasti tra i membri della commissione.
Quando e come il Presidente può farti domande all'orale
Nonostante il suo ruolo di coordinatore, il Presidente ha la facoltà di intervenire nel colloquio ponendo quesiti al candidato.
Tuttavia, esistono due limiti invalicabili stabiliti dal regolamento della Maturità 2026. In primo luogo, può porre domande solo sulle discipline per cui possiede l'abilitazione all'insegnamento.
In secondo luogo, deve limitarsi esclusivamente alle quattro materie individuate dal MIM per lo specifico indirizzo di studi. Non può, dunque, spaziare su argomenti o materie che non fanno parte del pacchetto d'esame stabilito a gennaio, garantendo così che l'interrogazione resti coerente con il percorso svolto.
Il Documento del 15 maggio: l’unico confine dei contenuti
Ogni domanda posta durante l'orale, comprese quelle del Presidente, deve basarsi esclusivamente sul programma dell'ultimo anno scolastico.
Il punto di riferimento assoluto è il Documento del 15 maggio, redatto dal consiglio di classe. Questo testo elenca i contenuti effettivamente svolti, le metodologie utilizzate e i criteri di valutazione approvati.
Tutti i commissari, sia interni che esterni, sono obbligati ad attenersi a quanto dichiarato in questo documento. Il Presidente ha il compito di vigilare affinché nessuno esca da questi binari, assicurando che lo studente sia esaminato solo su ciò che ha realmente studiato durante l'anno.