commento prima prova

Secondo il direttore di Skuola.net, Daniele Grassucci, se si volesse trovare un filo conduttore per la Prima Prova della Maturità 2026, ci sarebbero poco dubbi: siamo di fronte a un esame profondamente civico, sociale, quasi educativo e pedagogico.

Più che testare le mere nozioni letterarie, il Ministero dell'Istruzione e del Merito sembra aver voluto lanciare un salvagente emotivo e intellettuale ai ragazzi, proponendo una sintesi di alcune delle tematiche più urgenti dell'epoca in cui viviamo.

Un invito esplicito a uscire dal guscio, a ricostruire i legami interpersonali e a riappropriarsi dei propri doveri di cittadini.

Indice

  1. Analisi del testo: Pavese torna dopo 25 anni, Brancati il vero "outsider"
  2. Testo argomentativo: da Saragat al giornalista scientifico Bianucci, passando per il sociologo Furedi 
  3. Tema di attualità: Mario Calabresi e la giornalista Wenke Husmann

Analisi del testo: Pavese torna dopo 25 anni, Brancati il vero "outsider"

La vera sorpresa – e al tempo stesso la lezione più profonda – arriva dall'analisi del testo. Scegliere Cesare Pavese con Passerò per Piazza di Spagna, una poesia dedicata all'amore non corrisposto per l'attrice Constance Dowling, non è solo un omaggio al Novecento.

Nell'era delle relazioni fragili, dove la gestione del rifiuto sfocia troppo spesso in cronaca nera, la lirica di Pavese si trasforma in una potentissima educazione all'affettività e al rispetto.

È l'insegnamento di un dolore che viene sublimato, di un amore non ricambiato che non si fa possesso, ma amara e dignitosa accettazione.

Sullo stesso binario "umano" si muove Vitaliano Brancati con I piaceri. La riflessione sui ricordi e sulla nostalgia si traduce in un invito, per i giovani di oggi, a riscoprire l'importanza della memoria e della trasmissione dei valori.

È una spinta a ricucire il legame tra le vecchie e le nuove generazioni, a portare rispetto per gli anziani e per quel bagaglio di esperienze senza il quale è impossibile costruire il futuro.

Sebbene Brancati sia uno di quei nomi che potrebbe aver lasciato di sasso parecchi maturandi. Poco affrontato in classe, potrebbe essere un nuovo membro del club degli sconosciuti (almeno per gli studenti) che in anni recenti ha visto arricchirsi con i nomi di Magris e Caproni.

Testo argomentativo: da Saragat al giornalista scientifico Bianucci, passando per il sociologo Furedi 

Sul fronte del testo argomentativo, la scelta del discorso di insediamento alla Costituente di Giuseppe Saragat assolve a un doppio compito. Da un lato, richiama l'attenzione su una democrazia che non è solo una norma scritta, ma il risultato del rapporto tra "uomo e uomo", di un civismo che va costruito e difeso ogni giorno.

Dall'altro, conferma che la Generazione Z ha un ottimo fiuto: la traccia sugli 80 anni della Repubblica era larghissimamente attesa. Secondo il toto-tracce della vigilia realizzato da Skuola.net, era lo spunto nettamente più pronosticato in ambito storico-istituzionale, indicato come probabile da ben 1 maturando su 2.

A completare il quadro dell'interpretazione del presente arrivano le altre due tracce argomentative: la necessità di sapersi spiegare in un mondo complesso (con le riflessioni sulla scienza di Piero Bianucci) e il tema dei confini, non tanto fisici quanto umani, generazionali, affrontato da Frank Furedi: il focus del sociologo ungherese, infatti, si sposta interamente sul confine invisibile tra l'infanzia e l'età adulta, con la difficoltà di crescere.  

Furedi mette sotto la lente d'ingrandimento la fascia dei venti-trentacinquenni, definendoli "adultescenti": un neologismo che indica chi rifiuta di assumersi impegni e preferisce prolungare lo stile di vita giovanile ben oltre il dovuto.

L'autore sottolinea come la linea di demarcazione tra le generazioni sia ormai sfumata. Diventare grandi viene oggi percepito quasi come una seccatura, sinonimo di stress e solitudine, provocando una forte idealizzazione della fanciullezza e della puerilità a discapito della responsabilità.

Uno spunto che, dunque, invita a riflettere sul concetto di “Maturità”, che poi è il focus della riforma dell’esame voluta da Valditara.

Tema di attualità: Mario Calabresi e la giornalista Wenke Husmann

Ma è nei temi di attualità che il messaggio del Ministero si fa direttissimo, quasi un appello frontale ai maturandi. Da un lato la "Fatica", attraverso le parole del giornalista Mario Calabresi (Alzarsi all'alba). In un'epoca dominata dal "tutto e subito", dai social network e dalla gratificazione istantanea, Calabresi invita i ragazzi a riscoprire il valore del tempo, della pazienza, della costanza e dell'impegno.

Un insegnamento fondamentale per i cittadini di oggi.

Dall'altro lato l'"Incanto", partendo dall'articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann. Un messaggio potente rivolto a una generazione che rischia spesso di apparire anestetizzata, annoiata, schiacciata dall'ansia per il futuro.

È un invito a rialzare lo sguardo dagli schermi, a tornare a stupirsi, ad andare alla scoperta del mondo senza paura.

In sintesi, le tracce della Maturità 2026 non chiedono ai ragazzi solamente "cosa sanno", ma soprattutto "chi vogliono essere" nella società di domani. Una società che ha disperatamente bisogno di cittadini capaci di faticare, di meravigliarsi, di rispettare e, soprattutto, di amare con dignità.

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