Da una parte la pedana degli Europei, con la maglia dell’Italia addosso. Dall’altra la scuola, l’ammissione all’esame di Stato e una notizia arrivata nel momento più delicato: Tara Dragaš, ginnasta delle Fiamme Oro e dell’ASU Udine, non è stata ammessa alla Maturità 2026.
La vicenda, riportata dalla stampa locale e ripresa da UdineToday, ha acceso il dibattito sul rapporto tra scuola e sport ad alto livello. Tara era reduce dagli Europei di ginnastica ritmica a Varna, in Bulgaria, dove ha chiuso al settimo posto nel concorso generale individuale e quarta nella finale alla palla, a un passo dal podio.
Indice
La doccia fredda mentre era impegnata agli Europei
A raccontare la propria delusione è stata la stessa atleta attraverso una storia pubblicata su Instagram. Il messaggio è arrivato dopo giorni complicati, divisi tra allenamenti, verifiche e competizione internazionale.
Secondo la ricostruzione di OA Sport, Tara ha spiegato di aver ricevuto la notizia mentre era impegnata a rappresentare l’Italia agli Europei: "Mentre ero impegnata a rappresentare l'Italia ai Campionati Europei, ho ricevuto una notizia che non avrei mai voluto ricevere.
Fa male, soprattutto dopo aver cercato per anni di conciliare sport e scuola con il massimo impegno”
Il punto che più ha fatto discutere è legato a una delle insufficienze contestate durante l’anno: un 4 in Discipline Sportive, materia che, almeno sulla carta, dovrebbe essere particolarmente vicina al percorso di una studentessa-atleta.
Secondo quanto riportato dalle testate locali, quel voto sarebbe poi diventato 6 nella pagella finale, mentre sarebbero rimaste criticità in altre discipline.
Il percorso da privatista e il cambio di istituto
Il nodo, però, riguarda la situazione scolastica di Tara Dragaš, che era già particolare. La ginnasta frequentava un percorso da privatista presso il liceo scientifico “Volta” di Udine, una formula pensata per rendere compatibili gli impegni scolastici con allenamenti quotidiani molto intensi.
Nei giorni precedenti agli Europei, la Federazione Ginnastica d’Italia aveva raccontato proprio la sua routine: studio al mattino, allenamenti nel resto della giornata e preparazione alla maturità in parallelo alla competizione internazionale.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la valutazione per l’ammissione all’esame di Stato è poi passata all’Istituto superiore “Magrini Marchetti” di Gemona. E la decisione non avrebbe riguardato solo Tara: anche altri studenti privatisti dello stesso percorso sportivo non sarebbero stati ammessi.
Le accuse della famiglia
A rendere ancora più acceso il dibattito è intervenuto anche il fratello dell’atleta, Marko Dragaš, che sui social ha ricostruito la vicenda dal punto di vista della famiglia.
Nel suo racconto, riportato da UdineToday, la gestione degli esami sarebbe stata vissuta come particolarmente dura e poco compatibile con gli impegni internazionali della ginnasta.
Tra gli episodi citati, ci sarebbe anche una risposta ricevuta dalla scuola alla richiesta di spostare alcune prove per evitare la sovrapposizione con gli Europei: “Perché non spostate l’Europeo?”.
Il fratello avrebbe contestato anche il contenuto di alcune prove, parlando di domande di fisica su argomenti che, secondo la famiglia, non sarebbero stati affrontati nel percorso seguito da Tara.
Il tema degli studenti-atleti di alto livello
Al di là del singolo caso, la vicenda riporta al centro una domanda più ampia: la scuola italiana riesce davvero ad accompagnare gli studenti che fanno sport ad altissimo livello?
Il Ministero prevede un progetto dedicato agli studenti-atleti di alto livello, pensato per favorire la conciliazione tra impegni scolastici e attività agonistica.
Per l’anno scolastico 2025/2026, il progetto è rivolto agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado che possiedono specifici requisiti sportivi e prevede strumenti come il Percorso Formativo Personalizzato, tutor scolastico e tutor sportivo.
Nelle FAQ del progetto si parla anche di misure personalizzate come programmazione condivisa delle verifiche, materiali di supporto, recupero in itinere e possibilità di evitare sovrapposizioni subito dopo impegni agonistici importanti.