
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato le date della Maturità 2027, ed è già caos. Le prove scritte inizieranno mercoledì 16 giugno, una scelta che si scontra frontalmente con i calendari scolastici decisi dalle singole Regioni.
Senza un coordinamento istituzionale, l'avvio degli esami risulterà troppo a ridosso della fine delle lezioni, creando un vero e proprio ingorgo burocratico e organizzativo che rischia di lasciare gli studenti con pochissimi giorni di stacco per riposare e prepararsi.
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Il calendario degli scritti e il nodo delle competenze
Il Ministero ha stabilito che la prima prova scritta di italiano, uguale per tutti gli istituti, si terrà il 16 giugno 2027 alle ore 8:30, seguita il giorno successivo, giovedì 17 giugno, dalla prova d'indirizzo.
Sebbene l'attuale calendario permetta di anticipare leggermente la macchina degli esami, la decisione centrale è stata presa senza calcolare i ritmi scolastici locali. La determinazione dell'apertura e della chiusura delle scuole spetta infatti alle singole Regioni e questo mancato allineamento potrebbe provocare forti disagi.
Il caso Veneto e la corsa contro il tempo per gli scrutini
L'esempio perfetto di questo corto circuito è rappresentato dal Veneto, dove la giunta regionale aveva inizialmente deliberato il termine delle lezioni per il 12 giugno 2027.
Con l'inizio della Maturità fissato appena quattro giorni dopo, i Consigli di classe si troverebbero costretti a svolgere gli scrutini in fretta e furia entro lunedì 14 giugno. Di conseguenza, resterebbe solo il martedì per allestire le aule e i corridoi, senza concedere alcun momento di stacco agli studenti tra la fine delle lezioni e le prove d'esame.
Davanti a questa emergenza, la regione sta già valutando di correre ai ripari modificando urgentemente il proprio calendario scolastico.