Imma Ferzola
Autore
Gruppo di gen z che mangia la pizza

In occasione del World Pizza Day, che si celebra il 17 gennaio, emerge con chiarezza quali siano le cinque pizze più amate da Gen Z e Gen Alpha.

I dati provenienti da catene di delivery, ristoranti e pizzerie tradizionali mostrano una classifica sorprendentemente stabile: a dominare sono ancora i grandi classici, con la margherita al primo posto, scelti anche dai giovanissimi, nonostante modalità di consumo profondamente diverse rispetto a quelle delle generazioni precedenti.

Indice

  1. Quali sono le pizze più amate da Gen Z e Alpha
  2. 1. Margherita, la base più scelta anche dai giovanissimi
  3. Diavola, il gusto deciso delle serate condivise
  4. Capricciosa, la scelta ricca che non passa di moda
  5. Quattro formaggi, comfort food per momenti individuali
  6. Marinara, la pizza che non esclude nessuno
  7. Tradizione e personalizzazione: un nuovo modo di mangiare la pizza 
  8. Perché il World Pizza Day si celebra il 17 gennaio

Quali sono le pizze più amate da Gen Z e Alpha

La fotografia che arriva dal mercato racconta di gusti tutt’altro che eccentrici. Anche tra i più giovani, la pizza resta un alimento da condividere e da vivere in modo informale:

  • ordinata per una serata tra amici,
  • mangiata sul divano davanti a una serie in streaming,
  • consumata durante una partita alla console.

Cambiano i rituali, ma non necessariamente le preferenze, che continuano a premiare ricette riconoscibili e versatili.

1. Margherita, la base più scelta anche dai giovanissimi

La Margherita si conferma al primo posto anche tra Gen Z e Gen Alpha. È la pizza più ordinata in assoluto, spesso scelta quando si mangia in gruppo perché mette tutti d’accordo.

La sua semplicità la rende anche la più “modificabile”: non è raro che venga arricchita con ingredienti extra, come patatine fritte o wurstel, senza che questo ne scalfisca il ruolo di riferimento nella tradizione.

Diavola, il gusto deciso delle serate condivise

Al secondo posto c’è la Diavola, una pizza che intercetta il gusto dei più giovani per i sapori netti e immediati. È molto presente nelle ordinazioni serali, soprattutto nel weekend, quando la pizza accompagna momenti di socialità informale.

Il salame piccante è percepito come un elemento identitario, capace di rendere la pizza più caratterizzata senza allontanarsi da un immaginario classico.

Capricciosa, la scelta ricca che non passa di moda

La Capricciosa mantiene una posizione alta anche tra le nuove generazioni. Prosciutto cotto, funghi, carciofi e olive rispondono all’idea di una pizza completa, spesso scelta quando la pizza rappresenta il pasto principale.

È una delle opzioni più ordinate anche in contesti familiari, dove Gen Z e Alpha condividono la tavola con genitori e fratelli.

Quattro formaggi, comfort food per momenti individuali

Al quarto posto si colloca la Quattro Formaggi, apprezzata soprattutto da chi cerca un sapore più intenso e avvolgente. Tra i giovanissimi è spesso associata a momenti di consumo individuale, come una cena veloce davanti a una serie o a un videogioco.

È una pizza meno orientata alla condivisione, ma molto riconoscibile per identità e gusto.

Marinara, la pizza che non esclude nessuno

Chiude la top five la Marinara, che tra Gen Z e Gen Alpha trova spazio soprattutto tra chi segue un’alimentazione vegana o presta particolare attenzione alle scelte green. Pomodoro, aglio, origano e olio extravergine la rendono una pizza naturalmente priva di ingredienti di origine animale, senza rinunciare al sapore.

È spesso scelta come opzione “inclusiva”, capace di mettere d’accordo gruppi diversi e di non lasciare nessuno escluso al momento dell’ordine. Una pizza semplice, ma coerente con la sensibilità delle nuove generazioni verso temi ambientali, benessere animale e sostenibilità.

Tradizione e personalizzazione: un nuovo modo di mangiare la pizza 

Se le pizze più amate restano quelle della tradizione, a cambiare è il modo in cui vengono consumate. Gen Z e Gen Alpha tendono a vivere la pizza come un alimento flessibile, da "arricchire" al momento sulla base dei gusti personali.

L’aggiunta di ingredienti extra, come patatine fritte, funghi, salsiccia o salse, non rappresenta una rottura con il passato, ma un modo di partecipare alla creazione del proprio cibo.

Perché il World Pizza Day si celebra il 17 gennaio

Il World Pizza Day cade il 17 gennaio, giorno dedicato a sant’Antonio Abate, protettore dei fornai e del fuoco. A spiegare il legame è Antonio Pace, presidente dell’Associazione Verace Pizza Napoletana: "Abbiamo recuperato una tradizione delle antiche famiglie delle pizzerie napoletane che, fino al 1924-1925, ogni 17 gennaio facevano mezza giornata di lavoro e poi se ne andavano in gita fuori porta in un ristorante che era a Capodimonte, Colli Aminei, e lì festeggiavano sant’Antonio accendendo un falò".

Per decenni, le famiglie dei pizzaioli napoletani hanno chiuso le pizzerie in questa giornata per celebrare il loro santo protettore attorno a un grande fuoco propiziatorio, una tradizione che oggi trova nuova visibilità proprio grazie al World Pizza Day.

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