Federico Bianchetti
Autore
dona prova camerino a pagamento

Quante volte ti è capitato di entrare in un negozio, innamorarti di un paio di scarpe o di una giacca e sentirti dire che non puoi provarlo? O peggio ancora, la prova del capo è a pagamento. La reazione istintiva è pensare che stiano violando qualche tuo sacrosanto diritto. Ma è davvero così?

Nell’ultimo episodio di Like a Pro(f) su TikTok, Massimiliano Dona, avvocato, presidente di Consumatori.it e ormai volto noto anche sui social, ci spiega una verità scomoda: il diritto di camerino non esiste. E no, non è uno scherzo.

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PROVARE UN VESTITO TI OBBLIGA ALL'ACQUISTO? Ti è mai capitato di entrare in un negozio e sentirti "in colpa" dopo aver provato mille capi? O peggio, ti hanno mai chiesto un contributo per poter accedere al camerino? Molti pensano che esista un "diritto di camerino" universale, ma la realtà giuridica è ben diversa. In questo video, l'Avvocato Massimiliano Dona (Presidente di Unione Nazionale Consumatori) fa chiarezza su un tema che sta dividendo il mondo dello shopping fisico e dell’e-commerce. Nessun obbligo: Provare un capo NON ti obbliga mai a comprarlo. La tua libertà di scelta è sacra! La sfida dei negozi: Molti negozianti soffrono lo "Showrooming" (chi prova in negozio ma compra online). Per questo, alcuni iniziano a far pagare la consulenza o la prova. È legale? Sì, il negoziante può decidere le regole del suo esercizio, ma deve essere trasparente sui costi prima che tu entri in camerino. La verità? Il negozio fisico non è più solo un posto dove "comprare", ma un luogo dove chiediamo un servizio e una consulenza. Ma farci pagare per provare è la mossa giusta o allontana solo i clienti? Accetteresti di pagare un "ticket" per la prova se poi ti venisse scalato dal prezzo finale? O scapperesti subito dal negozio? Dì la tua nei commenti! MassimilianoDona DirittiConsumatori Shopping Ecommerce TrucchiShopping ShoppingOnline #UNC

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Indice

  1. Cosa dice la legge?
  2. Showrooming: il vero nemico dei negozi fisici
  3. Legale sì, intelligente no
  4. Cosa puoi fare tu?

Cosa dice la legge?

Secondo la normativa italiana, nessuna legge obbliga un commerciante a farti provare un prodotto prima dell'acquisto. La prova in camerino è considerata una cortesia, un servizio che il negozio può decidere liberamente di offrire o meno.

Quindi sì, se un negoziante decide che nel suo store non si prova nulla, è nel suo pieno diritto.

Ma c'è di più: può anche farti pagare per la prova. Incredibile ma vero. Alcuni negozi, soprattutto di calzature, hanno iniziato a chiedere una piccola somma (tipo 5 euro) per permettere ai clienti di provare i prodotti. Il motivo? Combattere il cosiddetto showrooming.

Showrooming: il vero nemico dei negozi fisici

Lo showrooming è quella pratica (molto Gen Z, ammettiamolo) per cui vai in un negozio fisico, provi il prodotto, capisci taglia e vestibilità, e poi... lo compri online a prezzo più basso.

Per i negozianti è una mazzata: sostengono i costi di gestione del punto vendita e del personale, ma alla fine la vendita va ad Amazon o a qualche e-commerce.

Ecco perché alcuni hanno pensato di far pagare la prova: per scoraggiare chi entra solo per "testare" senza intenzione di comprare.

Legale sì, intelligente no

Massimiliano Dona è chiaro: far pagare il camerino è legale, ma autolesionistico. Perché? Semplice: non è mettendo barriere economiche che fermi l'e-commerce. Anzi, rischi solo di allontanare anche i clienti davvero intenzionati ad acquistare.

La vera soluzione? Offrire un'esperienza d'acquisto superiore. Consulenza personalizzata, atmosfera accogliente, servizio post-vendita impeccabile. Insomma, dare al cliente un motivo per preferire il negozio fisico rispetto al click online.

Cosa puoi fare tu?

Se ti trovi davanti a un negozio che non ti fa provare o ti chiede soldi per farlo, la risposta è semplicissima: vota con i piedi. Vai altrove. Non sei obbligato a comprare da chi non ti offre il servizio che cerchi.

E se proprio quel prodotto ti piace troppo? Considera se vale la pena comprare "al buio" o se magari cercarlo online (con reso gratuito) non sia l'opzione migliore.

 

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