Ask, il social domandone che spopola in Italia

Margherita Paolini
Di Margherita Paolini

ask.fm il nuovo social spopola in Italia

Il tempo di Facebook sembra volgere al capolinea. Il nuovo social network che sta pian piano prendendo piede tra i giovani adolescenti si chiama Ask.fm, e arriva direttamente da Riga. Tenuto a battesimo nel 2010, il social nel giro di pochi anni, ha conquistato una popolarità clamorosa. E sembra essere frequentato soprattutto dai giovanissimi in età adolescenziale. Tuttavia proprio in questi ultimi tempi sarebbe cascato sotto accusa in Europa settentrionale in quanto ritenuto luogo di cyberbullismo.

ASK.FM - Ask.fm è stato fondato da due fratelli della Lettonia circa tre anni fa, raggiungendo con gran velocità tra i sessanta e i settanta milioni di utenti. L’Italia, è tra l’altro, uno dei Paesi con maggiori iscritti, circa un milione, rintracciabili soprattutto tra gli adolescenti. Il suo nome significa, per l’appunto, “Chiedi”, e il meccanismo su cui si basa è elementare. L’iscrizione è facilissima: basta dichiarare di aver compiuto 13 anni o accedere ad una pagina, corredata da foto e domande a cui rispondere, direttamente da Facebook.

IL QUESTIONARIO - L’iscritto dovrà quindi sottoporsi ad una serie di domande anonime rispetto alle quali, nel caso di risposta corretta, otterrà apprezzamento da parte degli altri utenti, alimentando automaticamente la propria popolarità. Ma per partecipare all’intervista e porre domande non bisogna essere necessariamente iscritti. Il tutto avviene, infatti, nel completo anonimato che risulta essere da un lato la chiave vincente del social, e dall’altro anche il motivo della sua debolezza. Infatti, l’espediente di non aver un volto e un nome identificabile induce molti giovanissimi a utilizzare il sito per insultare e offendere le persone.

LUOGO VIRTUALE DI INSULTI - E così Ask.fm è spesso luogo di parolacce, offese, minacce, accuse e. persecuzione verbale. Per questa ragione il social sta facendo parlare molto di sé, in Italia e all’estero. Il timore, infatti, è proprio quello che i ragazzi lo utilizzino prevalentemente per dare vita ad episodi di cyberbullismo.

MEGA RISSA A BOLOGNA - A Bologna si è arrivati persino alla rissa programmata sul social. I “Bolobene”, figli di papà, e i “Bolofeccia”, ragazzi provenienti dalle scuole periferiche, hanno inaugurato la guerra di insulti su Ask, e poi hanno deciso di passare alle mani, dandosi appuntamento per una mega rissa presso i Giardini Margherita, nel cuore del capoluogo emiliano. La resa dei conti finali è stata preannunciata proprio su Ask.

PERSECUZIONE E SUICIDIO - Purtroppo il caso italiano non è isolato, né si tratta dell’episodio più grave le cui responsabilità vengono imputate, anche se non direttamente, al social. Lo scorso 2 agosto, Hannah Smith, quattordicenne inglese, ha deciso di togliersi la vita, a seguito delle offese a cui era stata ripetutamente sottoposta proprio sul social. E sembra che gran parte degli insulti che trovano luogo in Ask.fm sia di natura omofoba.

E tu hai un profilo su Ask? Ti è mai capitato di assistere ad episodi di cyberbullismo?

Margherita Paolini

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