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Concetti Chiave

  • La prima rivoluzione industriale iniziò in Inghilterra intorno al 1780, grazie all'invenzione della macchina a vapore da parte di James Watt.
  • Il cambiamento demografico fu significativo: città come Birmingham passarono da 2.000 a 200.000 abitanti, evidenziando l'urbanizzazione rapida.
  • Le condizioni lavorative nelle miniere erano gravose e pericolose, con famiglie intere, compresi donne e bambini, costrette a lavori massacranti.
  • La rivoluzione agricola raddoppiò la produzione alimentare in 50 anni, introducendo nuove tecniche di coltura e macchinari agricoli.
  • Movimenti di protesta come il luddismo e il socialismo emersero in risposta alle dure condizioni di lavoro, cercando di difendere i diritti dei proletari.

L'inizio della rivoluzione industriale

Intorno al 1780 iniziò la prima rivoluzione industriale in Inghilterra.

Ci fu un radicale cambiamento nel modo di produrre per via dell’avvento della macchina a vapore, inventata nel 1769 da James Watt.

La macchina a vapore consisteva in un fuoco alimentato a carbone con sopra una conca d’acqua. Il fuoco faceva evaporare l’acqua e il vapore andava dentro dei pistoni i quali generavano un movimento.

La macchina a vapore fu utilizzata in tutti i settori dell’industria, soprattutto quello tessile, nelle attività minerarie, nell'agricoltura ed anche nei trasporti con la locomotiva a vapore inventata nel 1814.

Qual è l'impatto demografico e sociale?

La prima rivoluzione industriale cambiò radicalmente anche l’aspetto demografico dell’Inghilterra. Un esempio è Birmingham, visto che era ricca di carbone fu trasformata da una semplice cittadina di 2000 abitanti ad una zona industriale di 200.000 abitanti fino ad arrivare ai 2,5 milioni di oggi.

Condizioni lavorative nelle miniere

Durante la rivoluzione industriale le attività minerarie furono intensificate per via del continuo bisogno di carbone ma le condizioni lavorative erano pessime.

Intere famiglie di contadini si trasferivano a lavorare nelle miniere, comprese donne e bambini.

Gli uomini scavavano il carbone e a donne e bambini toccava trasportare pesanti vagoncini. Il luogo di lavoro era buio, sporco, freddo e umido. Agli operai veniva concessa una piccola pausa per mangiare, ma il cibo era poco e poco nutriente. Il salario era molto basso e si ci ammalava spesso.

Per scaricare la tensione dopo il lavoro gli operai andavano ad ubriacarsi, infatti ci fu un aumento degli alcolizzati.

Rivoluzione agricola e innovazioni

Si parla di rivoluzione agricola perché in soli 50 anni (1800-1850) la produzione agricola raddoppiò, soprattutto perché i contadini non dipendevano più dai nobili.

Cambiò anche la tecnica di coltura, la rotazione triennale fu sostituita da quella quadriennale. Furono importati ortaggi dall'America: il mais, la patata e la barbabietola da zucchero. Tutti più redditizi del grano.

Grazie alla rivoluzione industriale nelle campagne si usarono le prime macchine agricole, come la mietitrice inventata nel 1812. Si utilizzarono fertilizzanti chimici e i governi si impegnarono in opere di bonifica e ampliamento delle reti di irrigazione.

Miglioramenti sanitari e demografici

Prima della rivoluzione industriale c’erano carestie per mancanza di cibo, mortalità infantile perché i bambini nascevano in luoghi poco igienici e la gente moriva anche per un comune raffreddore perché la medicina era poco avanzata. Ma dopo la prima rivoluzione industriale i medicinali furono prodotti in serie dalle macchine, quindi c’è n’erano di più e a costo minore. La mortalità infantile diminuì, l’igiene aumentò e furono inventati nuovi strumenti per migliorare gli interventi chirurgici.

Si ebbe anche una crescita demografica senza eguali: da 600 milioni la popolazione mondiale passò a 1,2 miliardi.

Aspetti negativi dell'industrializzazione

Ora passiamo all'aspetto negativo dell’industrializzazione. I proletari (anche donne e bambini) erano costretti a lavorare 15 ore al giorno tra i rumori assordanti delle macchine ed in pessime condizioni. Il loro unico svago era quello di andare ad ubriacarsi nelle osterie.

Ogni volta che si acquistava un nuovo macchinario venivano licenziati degli impiegati, quindi i proletari avevano anche paura di perdere quella misera paga.

Movimenti di protesta e solidarietà

Si sviluppò il fenomeno del luddismo, nato da Ned Ludd che ruppe un telaio meccanico in segno di protesta. Il luddismo consisteva nel rompere i macchinari. Il governo reagì con tanti arresti e 13 pene di morte.

Nacque il movimento socialista che si interessava allo sfruttamento dei lavoratori. Nel 1792 a Londra fu fondata la prima associazione di lavoratori che andava in difesa dei proletari ma non ebbe molto successo.

Nacquero soprattutto le società di mutuo soccorso: associazioni che sostenevano i lavoratori con del denaro. Ogni membro metteva una quota che andava a finire nella cassa mutua a cui si metteva mano quando un membro era stato licenziato, era ammalato, infortunato o morto per aiutare la famiglia ad andare avanti.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata l'innovazione tecnologica chiave che ha avviato la rivoluzione industriale?
  2. La macchina a vapore, inventata da James Watt nel 1769, ha rappresentato un cambiamento radicale nel modo di produrre, influenzando vari settori industriali, tra cui quello tessile e minerario.

  3. Come ha influito la rivoluzione industriale sulla demografia in Inghilterra?
  4. La rivoluzione industriale ha trasformato città come Birmingham, che è passata da 2.000 a 200.000 abitanti, fino a raggiungere i 2,5 milioni di oggi, evidenziando un significativo impatto demografico.

  5. Quali erano le condizioni lavorative nelle miniere durante la rivoluzione industriale?
  6. Le condizioni lavorative nelle miniere erano estremamente difficili, con famiglie intere che lavoravano in ambienti bui e umidi, guadagnando salari molto bassi e affrontando malattie frequenti.

  7. In che modo la rivoluzione agricola ha contribuito all'industrializzazione?
  8. La rivoluzione agricola ha raddoppiato la produzione agricola in 50 anni, introducendo nuove tecniche di coltura e macchine agricole, permettendo così una maggiore disponibilità di cibo e manodopera per le industrie.

  9. Quali movimenti di protesta sono emersi in risposta alle condizioni dei lavoratori?
  10. Il luddismo, che consisteva nella distruzione dei macchinari, e il movimento socialista, che si occupava della difesa dei diritti dei lavoratori, sono emersi come risposte alle difficili condizioni di lavoro e sfruttamento.

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