Mattia Conti – 5 A Mercurio
Anno scolastico 2010/2011
Le idee di integrazione europea e le politiche dell’Unione attuale
Storia delle idee di cooperazione
Il Manifesto di Ventotene
I trattati
Politiche e direttive
Struttura dell’Unione Europea attuale
Gli Stati
Regime fiscale (direttiva comunitaria sull’IVA)
Istituzioni, organi e loro funzioni
Normativa contabile (schemi di bilancio e criteri di valutazione)
Diritto nell’informatica (firma digitale e trattamento dei dati personali) 2
Indice
I. Introduzione
II. La storia
1. Proposte di integrazione – Il manifesto di Ventotene
2. I trattati
- Trattato CECA - 1951
- Trattati di Roma - 1957
- Trattato di fusione - 1965
- Atto Unico Europeo - 1987
- Trattato sull’Unione Europea - 1992
- Trattato di Amsterdam - 1997
- Trattato di Nizza - 2001
- Trattato di Lisbona - 2007
III. La composizione dell’UE attuale
1. Gli stati
2. Gli organi
- Il Parlamento europeo
- La Commissione europea
- Il Consiglio dell’Unione Europea
- Il Consiglio europeo
- La Banca centrale europea ed il SEBC
- Altre istituzioni e organi
IV. Le politiche principali
1. Regime fiscale
- Sintesi
- Ambito di applicazione
- I soggetti passivi
- Aliquota dell’IVA
2. Normativa contabile
- Schemi di bilancio
- Criteri di valutazione
3. Il diritto nell’informatica
- La firma digitale
- La protezione dei dati personali
V. Conclusioni
VI. Bibliografia
3 I. Introduzione
Per la pace
Kant, L’idea di un unico stato europeo era stata coltivata più volte da intellettuali (I. perpetua: "Il diritto internazionale dev'essere fondato su un federalismo di liberi Stati”), scrittori (V. Discorso di apertura alla Conferenza di pace (1849)
Hugo: “Verrà un giorno nel quale l'uomo vedrà questi due immensi insiemi, gli Stati Uniti d'America e gli Stati Uniti d'Europa”), e politici (G. Mazzini: “L’epoca nuova […] è destinata ad organizzare un'Europa di popoli, indipendenti quanto la loro missione interna, associati tra loro a un comune intento”) già secoli prima della sua effettiva realizzazione.
Ma le diversità tra i popoli e le rivalità politiche impedirono sempre la sua realizzazione. Dopo la fine della seconda guerra mondiale si cominciò però a capire che l'Europa non avrebbe più potuto sopportare altre tragedie simili, per cui occorreva cominciare a lavorare all'idea di un’unità europea.
Ora, l’Unione Europea è diventata una realtà concreta nei diversi aspetti della vita, soprattutto economica, ma, almeno negli intenti, anche civile, sociale e istituzionale dei cittadini e delle nazioni che ne fanno parte.
L’inizio della tesina cerca di delineare le proposte più significative fatte da personalità europee influenti, dalla fine della Prima guerra mondiale al Secondo dopoguerra, di una collaborazione degli Stati per una “soluzione europea” che garantisse per sempre libertà, pace e prosperità economica. Particolare importanza ha in questo quadro il Manifesto di Ventotene, scritto da pensatori, più che politici, in esilio, che prospettavano un’unione forte, addirittura una federazione, dei Paesi europei negli Stati Uniti d’Europa.
La ricerca continua poi con un breve riassunto delle tappe che hanno segnato il cammino di integrazione europea, dal principio (Trattato CECA, 1951) fino al recente Trattato di Lisbona del 2007.
Fino ad arrivare a quella che è l’Unione attuale, un’organizzazione di Stati con legami nei più disparati campi della politica, per così dire “a geometria variabile”, cioè con coinvolgimenti diversi in base alla questione in oggetto. Un’organizzazione che ha comunque i suoi organi permanenti, di cui verranno spiegate sinteticamente composizione, caratteri e funzioni.
Poi c’è quello che può essere forse il punto centrale della tesina, e cioè una breve istantanea, una dimostrazione, degli esempi a campione, di alcune delle politiche attuate dall’UE, tramite direttive o regolamenti comunitari, nei campi che più interessano il nostro indirizzo di studi, quello fiscale, contabile ed informatico.
Infine nella parte di inglese, avendo già spiegato organi e composizione dell’UE, sono elencati e spiegati brevemente i simboli dell’Unione, che erano stati inseriti nella (mai entrata in vigore) Costituzione europea. 4
II. La storia
1. Proposte di integrazione
Comunque, detto dei teorizzatori del ‘700-‘800 (Kant, Hugo, Mazzini e altri), per trovare le vicende storiche che hanno portato a creare l’Europa come la si intende adesso, bisogna arrivare a epoche più vicine, soprattutto nel periodo tra le due guerre mondiali.
Successivamente alla creazione della Società delle Nazioni, dopo la pace sancita dal Trattato di Versailles il 28 giugno 1919, le aspirazioni ad un’unità europea trovarono grande affermazione sia in Italia, con gli scritti dell’economista Luigi Einaudi, il quale sosteneva che senza una soluzione comune i paesi dell’Europa sarebbero ‘scomparsi’, sia in molti altri stati europei (Austria, Belgio, UK, Germania, ecc.). In particolare, il francese Aristide Briand, leader del partito socialista e primo ministro in ben 10 governi dal 1909 al 1929, espose proprio nel ’29 davanti alla Società delle Nazioni la proposta più avanzata fra quelle presentate fino ad allora: un’unione di tipo federale basata sulla riconciliazione con la Germania, che garantisse la sicurezza. Questo progetto ebbe un’accoglienza sostanzialmente favorevole, ma venne abbandonato in seguito all’avvento al potere di Hitler. Dopo di ciò per molti anni non venne avanzata più nessuna idea simile riguardo ad un’organizzazione unitaria europea.
Durante i primi anni della Seconda guerra mondiale, quest’idea fu rilanciata a Ventotene, un’isola del mar Tirreno dove venivano confinati molti antifascisti italiani tra cui Altiero Spinelli. Nel ’41 essi elaborarono un progetto di Manifesto “Per l’Europa libera e unita”, che assumeva la convinzione centrale che la causa essenziale delle crisi e delle guerre fosse nell’esistenza di stati sovrani viventi in una relazione di perpetua belligeranza tra di loro. Inoltre questo progetto rappresentava una svolta, in quanto non conteneva solo principi astratti, ma un programma di iniziative concrete per un organismo europeo. Il Manifesto gettò le basi per la nascita, nel ’43, del Movimento federalista europeo guidato dallo stesso Spinelli.
Il Manifesto di Ventotene
Scritto nel 1941 da Altiero Spinelli insieme ad Enrico Rossi, è stato pubblicato clandestinamente a Roma nel 1944. Esso, essenzialmente, espone il modo in cui l’Europa sarebbe dovuta uscire dal disastro della guerra e come si sarebbe potuto instaurare una situazione di pace che fosse strutturale e non solo momentanea.
Il mezzo principale è l’abolizione della divisione dell’Europa.
Infatti, alla fine della guerra si sarebbe proposto il problema della riforma della società, ormai distrutta in ogni suo aspetto. La base, secondo Spinelli, sarebbe dovuta essere una rivoluzione europea di tipo socialista, quindi nel senso dell’emancipazione delle classi lavoratrici e di condizioni di vita più umane. Non sarebbe dovuta passare, però, dal principio esclusivo dell’abolizione della proprietà privata (perché crea una classe di burocrati gestori dell’economia), bensì distintamente caso per caso, ad esempio per i cosiddetti monopoli naturali, perché, per Spinelli, l’interesse individuale porta al progresso.
I cambiamenti necessari per la società sarebbero dovuti essere quindi: una riforma agraria e industriale per migliorare le condizioni economiche dei lavoratori, una riforma della scuola per
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offrirla ai più meritevoli, non ai più ricchi, e lo stato sociale per garantire perlomeno vitto e alloggio a tutti.
Le istituzioni fondamentali sarebbero state: organi rappresentativi, magistratura indipendente, libertà di stampa e associazione, stato laico (tramite, per l’Italia, l’abolizione del Concordato del ’29).
Questa rivoluzione avrebbe quindi portato alla riorganizzazione federale negli Stati Uniti d’Europa, perché, secondo Spinelli, la guerra stava dimostrando che:
- Non è possibile mantenere un equilibrio di stati indipendenti;
- L’esperienza della Società delle Nazioni è inutile perché non ha forza per imporre le proprie decisioni;
- Sono assurdi principi come il non intervento e l’autodeterminazione che lasciano liberi i popoli di darsi il governo dispotico che preferiscono;
- La Gran Bretagna si è accorta di non essere più inattaccabile e la Francia si è dissoluta;
- Sono scomparse molte delle grandi dinastie reali, che erano i maggiori detrattori dell’unione e che volevano lo stato per sé;
- Nel quadro europeo c’erano ancora molteplici problemi irrisolti come le zone di popolazione mista, la questione balcanica, la questione irlandese, la difficile difesa delle minoranze.
Dunque, le caratteristiche di questi S.U.E. dovrebbero essere: una forza armata europea, al posto di tanti eserciti nazionali; la fine delle autarchie economiche; deliberazioni europee comuni, pur lasciando autonomia secondo il principio della sussidiarietà verticale.
Il fine ultimo di questo progetto, dopo la creazione di un’Europa forte e influente, è la cooperazione con l’Asia e l’America, per arrivare al miraggio di una unità politica dell’intero globo.
C’è da dire che comunque, non solo con questo episodio ma in molti paesi, il federalismo è stato un fattore comune a parecchi movimenti di Resistenza a fascismo e nazismo.
Finita la Seconda guerra mondiale, l’Europa perse definitivamente il proprio ruolo di protagonista sulla scena internazionale, assunto dalle superpotenze vincitrici USA e URSS; per non venire schiacciati da queste due pressioni, numerose organizzazioni politiche, seppur divise tra unionisti semplici e federalisti, ritornarono a suggerire agli stati del Vecchio Continente di unirsi, coordinate in un certo senso dal Movimento federalista europeo, che iniziò concretamente la propria attività per la realizzazione di una prospettiva unitaria e federale.
I rappresentanti di tali organizzazioni parteciparono nel 1948 al Congresso d’Europa, le cui conclusioni furono esposte il 9 maggio ad Amsterdam: si auspicava un’azione unitaria da parte di tutti i paesi europei per garantire la pace, la libertà dei popoli e tutelare i diritti dell’uomo.
Nel frattempo, per gestire uniformemente gli aiuti statunitensi giunti dal Piano Marshall, sempre nel ’48 venne istituito l’OECE (Organizzazione europea di cooperazione economica), che sanciva una più stretta coesione tra gli stati europei; l’OECE contribuì anche a liberalizzare gli scambi e sviluppare una più concreta cooperazione economica tra i paesi membri.
Dopo questa esperienza, proseguì tra gli stati interessati la volontà verso una collaborazione politica più ampia (NATO, …), e nel 1949 venne sottoscritto il trattato che istituiva il Consiglio d’Europa. Questa era però un’organizzazione classica, molto più vicina alla tesi unionista che a quella federalista, e si rivelò ben presto uno strumento insufficiente visto il suo impegno volto soprattutto a temi di carattere sociale e culturale, e quindi il suo scarso peso politico.
Erano comunque tutti segni di ciò che si sarebbe presto cominciato a realizzare. 6
2. I trattati
Il 9 maggio del 1950, due anni esatti dopo il Congresso d’Europa ad Amsterdam, il ministro degli esteri francese Robert Schuman rilasciò la Dichiarazione che accompagnava l’iniziativa di un mercato comune carbosiderurgico con la Germania, ed esteso agli altri paesi interessati, non solo per ragioni ideali e politiche, ma anche di convenienza, vista la consapevolezza delle tragedie subite e delle difficoltà causate dalla disunione dell’Europa. L’intento era quindi quello di creare una Comunità sovranazionale inizialmente limitata, ma con prospettive di estensioni di carattere economico e, successivamente, politico.
a. Trattato CECA - 1951
Il trattato che istituisce la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio fu firmato a Parigi il 18 aprile 1951 da sei nazioni (Germania, Francia, Italia, Olanda, Belgio, Lussemburgo) ed entrò in vigore l’anno successivo, con durata di 50 anni. Nacque così la CECA, un organo sovranazionale basato sull’integrazione tra i paesi membri con ordinamento di natura confederale. Essa era composta da quattro organi principali: un’Alta Autorità, l’organo esecutivo, composta da 9 membri; un’Assemblea di 78 membri nominati dai parlamenti nazionali; un Consiglio dei ministri, composto da 6 rappresentanti dei governi nazionali, con presidenza a turno; una Corte di giustizia di 7 membri. Il suo compito, facendo passare dei settori strategici dell’economia nazionale degli stati membri sotto il controllo di una comunità internazionale, era essenzialmente di creare un mercato carbosiderurgico comune con la graduale eliminazione dei dazi tra i firmatari; inoltre controllava che le sovvenzioni concesse dagli stati alle imprese non creassero discriminazioni tra i produttori, gli acquirenti e i consumatori.
b. Trattati di Roma – 1957
Questi accordi, firmati il 25 marzo 1957, istituirono la CEE (Comunità economica europea) e l’Euratom (Comunità europea dell’energia atomica) tra i sei stati della CECA, ma erano aperti a chiunque condividesse in pieno i contenuti del trattato.
La CEE aveva la funzione di coordinare le iniziative economiche comuni fra gli stati membri, e la sua maggior realizzazione fu il Mercato europeo comune (conosciuto come MEC) basato sulla libertà di circolazione delle merci. Questo trattato quindi prevedeva l’eliminazione dei dazi doganali e l’introduzione di una tariffa esterna doganale comune, oltre all’istituzione del Fondo Sociale Europeo, della Banca Europea degli Investimenti ed all’attuazione di politiche agricole, commerciali e dei trasporti comuni e coordinate.
L’Euratom, invece, mirava alla ricerca e allo sviluppo per un uso pacifico dell’energia nucleare nei paesi aderenti, e a condividerne le conoscenze, le infrastrutture e il finanziamento.
Le istituzioni previste da questi trattati sono: l’Assemblea parlamentare, con poteri deliberativi e di controllo; la Corte di Giustizia, che assicurava il rispetto del diritto nell’applicazione del Trattato; il Consiglio dei Ministri, costituito dai rappresentanti dei governi nazionali. L’Assemblea e la Corte di Giustizia erano le stesse della CECA.
c. Trattato di fusione – 1965
Firmato a Bruxelles l’8 aprile 1965 ed in vigore dal 1967, creò una Commissione unica ed un Consiglio delle Comunità Europee unico. CECA, CEE ed Euratom, oltre ad avere uno stesso bilancio consolidato, condividevano i medesimi organi (Commissione e Consiglio dei ministri appunto, oltre all’Assemblea e la Corte di Giustizia).
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- Storia: idee di integrazione europea; i trattati
- Italiano: il manifesto di Ventotene
- Diritto: gli organi dell'UE
- Scienza delle finanze: l'IVA
- Economia aziendale: il bilancio (schemi, principi e metodi di valutazione)
- Informatica: la firma elettronica; protezione e privacy
- Inglese: the symbols of the EU