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Tesina di Lisa Pianezzola

Tra le righe dei Promessi sposi… c’è il mondo dell’horror

La reale ipotesi che Alessandro Manzoni sia autore di un romanzo di vampiri è stata ampiamente dimostrata dall’intraprendente scrittore Renato Giovannoli nel suo

Il vampiro innominato, Dracula Promessi sposi

libro: “applicando” sui. I promessi

La natura vampirica dell’affermato e rispettato romanzo ottocentesco

sposi, è stata svelata attraverso l’uso sistematico di una tecnica, non propriamente scientifica, che consiste nel selezionare nel testo comparato e in quello comparante pochi caratteri a discapito di tutti gli altri.

I punti notevoli dei due romanzi si susseguono attraverso una struttura ciclica, un disegno simmetrico, la struttura narrativa appariva anche se sfumata come un omeomorfismo.

L’esordio e l’intervento dell’aiutante

L’esordio di entrambi i romanzi prevede l’imposizione della volontà dell’Avversario, impersonato da un tirannico feudatario che in un caso risponde al nome di Don Rodrigo e nell’altro a quello di Dracula; di appropriarsi della vergine promessa all’Eroe, le due eroine sono, fortunata omonimia Lucia e Lucy.

Dopo i primi successi dell’Avversario, ecco l’intervento dell’Aiutante impersonato da Fra Cristoforo e Van Helsing, dotto ammazza vampiri; entrambi rappresentanti della Chiesa cattolica; “noi deputati alla cura delle anime […], abbiamo […] le più ampie facoltà della Chiesa”, dice Fra Cristoforo, mentre Van Helsing, parlando degli esorcismi, dirà di essere stato autorizzato dalla Chiesa.

Con l’intervento dell’aiutante e i primi illusori successi delle “forze del bene” prende corpo la speranza di sconfiggere l’Avversario.

Le due fanciulle vengono messe al sicuro, Lucia è ospitata nel monastero di Monza. Lucy è presa dal dottor Seward, che la sottopone ad un trattamento antivampirico a base di forti dosi di aglio.

Promessi sposi

A questo punto nei si verifica una sostituzione dell’Avversario: Don Rodrigo chiede aiuto all’Innominato, che si fa carico del rapimento di Lucia.

L’Innominato e Dracula

Dal punto di vista narratologico dobbiamo a questo punto puntualizzare che l’omeomorfismo di cui abbiamo parlato riguarda il livello profondo degli attanti, le funzioni dei personaggi, e non quello superficiale degli attori; un cambio di attore mantiene nello schema narrativo la presenza dell’attante.

Non si può non notare l’ulteriore somiglianza tra l’Innominato e Dracula, che nel Fermo e Lucia si chiamava il Conte del Sagrato, comunemente soprannominato “il Conte”, proprio come Dracula.

Nella versione definitiva del romanzo leggiamo: “Era soggetto a racconti popolari; e il suo nome significava qualcosa di irresistibile, di strano, di favoloso” oppure “Quel nome, quante volte [Lucia] l’aveva sentito ripetere con orrore in più di una storia, in cui figurava sempre come in altre storie come l’orco”; dall’orco al vampiro il passo è breve.

Manzoni dirà che è innominato perché gli storici hanno messo “un grande studio a scansarne il nome, quasi avesse dovuto bruciar la penna, la mano dello scrittore”; vicenda non troppo diversa dal silenzio dei sudditi del Conte Dracula, che preferiscono non parlare di lui.

Jonathan Harker, appena giunto nel suo alloggio in Transilvania, chiese informazioni riguardo a Dracula al proprietario della taverna, ma questi “è parso reticente e ha finto di non capire il mio tedesco […]. Egli e la moglie […] si scambiavano occhiate che direi impaurite”.

Il tradimento

Siamo giunti all’ora del Tradimento.

Due traditori, entrambi vittime di un internamento, rendono vane le gesta dei due Aiutanti; Gertrude, monacata a forza, consegna Lucia all’Innominato; Renfield, un folle ricoverato nell’ospedale psichiatrico del dottor Seward, “apre la porta” a Dracula: “Entrate, Signore e Padrone!”, secondo una legge che delimita il potere: un vampiro “non può entrare ovunque in un primo momento, se non è uno di casa che lo chiama perché venga”.

Nei vangeli la casa è simbolo dell’anima, in cui i demoni vogliono stabilire la propria abitazione. Quindi, affinché il maligno prenda possesso di una persona, occorre che essa o qualcuno della casa, con qualche facoltà dell’anima, sia consenziente.

La struttura ciclica e la crisi

La simmetria degli eventi è divisibile in due parti, una discendente e una ascendente, un’andata e un ritorno rispetto a un punto culminante che è la Crisi.

Se applichiamo una regola empirica che vale per molti altri romanzi dell’Ottocento e del Novecento, dividendo per due il numero dei capitoli di Dracula e dei Promessi sposi, si ottiene il numero dei capitoli che la registra.

Dracula

In Dracula il XIV capitolo su ventisette è quello dove si scopre che Lucy è stata vampirizzata; nei Promessi sposi i capitoli XX-XXI su trentotto sono quelli dove Lucia viene rapita e imprigionata nel castellaccio dell’Innominato.

“Dall’alto del castellaccio, come l’aquila dal suo nido insanguinato, il selvaggio signore dominava all’intorno tutto lo spazio dove piede d’uomo potesse posarsi”; troviamo menzionato il sangue in un contesto “predatorio” e un castellaccio che non può non rammentarci quello di Dracula.

In rapporto con il castello c’è sempre la taverna che Manzoni chiama Malanotte, che ha la funzione di anticamera.

Tutta la vicenda considerata verte sul desiderio dell’Avversario di impossessarsi dell’Eroina. Nel centro dei due romanzi la temuta eventualità si realizza, le Eroine toccano il fondo dell’Abisso, la Crisi coincide con il solstizio d’inverno, quando la notte è la più lunga dell’anno.

Lucia e Lucy

Il significato del nome Lucy/Lucia è riconducibile al simbolismo della luce. “Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia”: il rapimento di Lucia avviene proprio questo giorno, che prima della riforma gregoriana del calendario coincideva con il solstizio d’inverno.

Lucia è la luce che vince le tenebre da cui è inghiottita. Prigioniera che non soccombe ma anzi rinforza la sua purezza; il suo cognome Mondella deriva dal latino munda, cioè “pura”, e pertanto capace di redimere l’Avversario.

La Lucy di Stoker è preda del Signore delle Tenebre, a differenza della Lucia manzoniana; come indica il suo cognome Westerna, nel quale possiamo leggere la parola West, cioè un riferimento al tramonto, soccombe all’Avversario senza risalire l’Abisso, diventa un vampiro, salvata dalla dannazione eterna attraverso l’impalettatura del cuore, ma mai più ricongiunta all’amato, Arthur Holmwood.

Il cambio di eroina

Dracula vuole allora Mina, da poco moglie di Jonathan Harker, che assume da adesso il ruolo di Eroina e lo ricoprirà fino alla fine.

Promessi sposi

È il medesimo scambio che nei avviene tra Don Rodrigo e l’Innominato. Manzoni sostituisce gli Avversari, Stoker le coppie di Eroi.

Possiamo vedere come il nome Mina, letto al contrario, dia “anim(a)”, il cui significato secondo i miti agnostici è: scintilla di luce dispersa nelle tenebre del mondo, che riconosce nel Conte un arconte, che sempre secondo la medesima tradizione è colui che impedisce alla scintilla di luce di ricongiungersi col divino.

Il superamento della crisi

In Manzoni il cambio di attore è di breve durata; l’Innominato presto si converte e Don Rodrigo allora fuggirà a Milano.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: Tra le righe dei Promessi Sposi...

Autore: Pianezzola Lisa

Descrizione: La reale ipotesi che Alessandro Manzoni sia autore di un romanzo di vampiri è stata ampiamente dimostrata dall'intraprendente scrittore Renato Giovannoli nel suo libro: Il vampiro innominato, "applicando" Dracula sui Promessi sposi. La natura vampirica dell'affermato e rispettato romanzo ottocentesco I promessi sposi, è stata svelata attraverso l'uso sistematico di una tecnica, non propriamente scientifica, che consiste nel selezionare nel testo comparato e in quello comparante pochi caratteri a discapito di tutti gli altri. I punti notevoli dei due romanzi si susseguono attraverso una struttura ciclica, un disegno simmetrico, la struttura narrativa appariva anche se sfumata come un omeomorfismo.

L'esordio di entrambi i romanzi prevede l'imposizione della volontà dell'Avversario, impersonato da un tirannico feudatario che in un caso risponde al nome di Don Rodrigo e nell'altro a quello di Dracula; di appropriarsi della vergine promessa all'Eroe, le due eroine sono, fortunata omonimia Lucia e Lucy. Dopo i primi successi dell'Avversario, ecco l'intervento dell'Aiutante impersonato da Fra Cristoforo e Van Helsing, dotto ammazza vampiri; entrambi rappresentanti della Chiesa cattolica; "noi deputati alla cura delle anime [ ], abbiamo [ ] le più ampie facoltà della Chiesa" dice Fra Cristoforo mentre Van Helsing parlando degli esorcismi dirà di essere stato autorizzato dalla Chiesa.

Con l'intervento dell'aiutante e i primi illusori successi delle "forze del bene" prende corpo la speranza di sconfiggere l'Avversario. Le due fanciulle vengono messe al sicuro, Lucia è ospitata nel monastero di Monza. Lucy è presa dal dottor Seward, che la sottopone ad un trattamento antivampirico a base di forti dosi di aglio. A questo punto nei Promessi sposi si verifica una sostituzione dell'Avversario: Don Rodrigo chiede aiuto all'Innominato che si fa carico del rapimento di Lucia.

Materie trattate: Italiano (Alessandro Manzoni)

Area: umanistica

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