Estratto del documento

IIS Oriani Mazzini a.s.

2011/2012 

"La gente vede la follia nella mia colorata vivacità e non riesce a vedere la pazzia nella sua noiosa normalità"

[Il Cappellaio Matto: Alice In Wonderland]

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Indice

1. Introduzione alla follia;

Erika Barchitta

Classe 5°C Tecnico dei

2. Quando la follia diventa

Servizi sociali

patologia;

3. Modelli psicopatologici e terapie associate;

4. Storia della malattia mentale;

5. La follia nella letteratura;

Introduzione alla follia

<< in un mondo così pieno di tensione certamente siamo vicini alla pazzia>>

Così canta Giorgio Gaber in ‘’Far finta di essere sani’’. In molte delle sue opere compare il tema che noi comunemente chiamiamo ‘’Pazzia’’, ed è proprio questo tema ad essere l’argomento centrale della mia tesina.

Sin dai tempi più antichi la follia è sempre stata al centro dell’immaginario popolare, soggetto di miti e pretesto di allontanamento per molti.

Ma che cos’è la follia?

Dire che cosa sia realmente la follia è un’impresa piuttosto ardua per chiunque, eppure in tanti hanno provato a dare un valido significato a questo termine. É possibile stabilire che essa abbia un volto diverso secondo il contesto in cui la si considera: così la ritroviamo come espressione del male di vivere in artisti come Van Gogh, come estraniazione dalla realtà in Pirandello, o come patologia se analizzata dal punto di vista medico.

La motivazione che mi ha spinto ad affrontare questa ricerca è la volontà di evidenziare questi diversi aspetti.

I folli, secondo il contesto storico-culturale, furono esorcizzati, perché ritenuti rappresentanti del demonio, rinchiusi in carceri e bruciati sul rogo.

Diventarono i protagonisti di molti film, libri e canzoni per diffondere conoscenze e nuove opinioni positive nei loro riguardi e, magari, permettergli di essere accettati da quella fascia della popolazione considerata normale.

Furono però anche soggetti di esperimenti medici quasi disumani con l’obiettivo di un progresso scientifico.

Per molti questo è un argomento a sé stante, che non li coinvolgerà mai.

Purtroppo non è così.

Ognuno di noi ha un equilibrio interno, la normalità, quando esso si spezza, possiamo essere travolti dal vortice della pazzia.

In molte delle sue canzoni, Gaber, la descrive come la scissione tra mente e corpo: << mi ricordo che correvo/ il mio corpo mi seguiva/ era un corpo primitivo/ ma la mento lo tirava. / la mia mente che trascinava il mio corpo nudo/eravamo in due/ >>

‘’L’elastico’’. Giorgio Gaber

Autoritratto di Van Gogh

Quando la follia diventa patologia

Un tempo era chiamata pazzia, ora ha acquistato il nome di schizofrenia.

Appartiene al gruppo delle psicosi ossia quell’insieme di turbe mentali più gravi a causa di profonde alterazioni della vita psichica.

Un soggetto psicotico, infatti, non sa di essere malato quindi al contrario di un nevrotico vive per la maggior parte del suo tempo estraniato dalla realtà.

La schizofrenia si sviluppa solitamente nell’età adolescenziale. Se compare durante la pubertà, deve presentare almeno due tra questi sintomi: allucinazioni, deliri, disorganizzazione del linguaggio e del comportamento e ripiegamento su se stesso (stati catatonici).

Con allucinazione intendiamo una percezione sensoriale che ha tutte le caratteristiche di una percezione reale, ma che si manifesta senza che avvenga la stimolazione dell’organo di senso relativo. Possono essere di tipo sensoriale (visive, uditive, olfattive, tattili e gustative) o di tipo psichico (il soggetto vive l’allucinazione come pensiero o sentimento, non più come sensazione sensoriale).

Il delirio, invece, è un disturbo del pensiero caratterizzato da idee deliranti, cioè convinzioni del soggetto non corrispondenti alla realtà e che modificano il rapporto con la realtà.

Esordio e decorso

La schizofrenia colpisce in media più frequentemente soggetti nella tarda adolescenza e nella prima fase dell'età adulta, ma alcune forme colpiscono prevalentemente persone adulte o di mezza età. I sintomi si manifestano generalmente prima negli uomini che nelle donne.

Il decorso della schizofrenia è considerato dalla maggior parte degli studiosi tendenzialmente cronico, con l'alternanza di periodi acuti e di remissione dei sintomi.

Solo in rari casi è stata osservata la scomparsa dei sintomi. Inoltre è influenzato dalla scarsa flessibilità delle risposte terapeutiche e dalla ardua integrazione relazionale e sociale in conseguenza allo stigma.

Eziopatogenesi

La causa di questa malattia può essere attribuita sia a fattori endogeni (eredogenetici e biologici) che a fattori esogeni (ambiente socio culturale, familiare, condizioni economiche ecc).

Con fattori eredogenetici intendiamo una componente ereditaria che predispone alla malattia. È stato dimostrato infatti che i bambini affetti da schizofrenia presentano anche un anamnesi familiare positiva alla malattia.

Si è avanzata un ipotesi poligenetica ossia: la base ereditaria è costituita, non da un unico gene, ma da un insieme di più geni situati in diversi cromosomi che trasmettono la predisposizione alla malattia.

La schizofrenia si manifesta con la combinazione dei fattori esogeni con quelli endogeni.

Sono state proposte anche ipotesi biochimiche come:

l’alterazione del metabolismo delle catecolamine (neurotrasmettitori come la dopamina, noradrenalina ed adrenalina) capaci di influenzare il sonno, le funzioni motorie e gli stati d’animo.

L’aumento di dopamina, infatti, viene considerato responsabile dei sintomi positivi della malattia (esperienze o comportamenti ‘’in più’’ ai quali lo schizofrenico va incontro rispetto ad un soggetto considerato normale come: allucinazioni, deliri e disturbo del pensiero), mentre una sua diminuzione di quelli negativi (scomparsa o diminuzione di alcune capacità o esperienze come: assenza di emozioni, povertà di linguaggio e incapacità comunicativa).

Un’altra ipotesi biochimica è legata alla produzione di sostanze tossiche endogene che presentano una struttura chimica simile a quella delle sostanze psicotossiche come LSD, la cocaina e le anfetamine.

Diagnosi

Affinché sia possibile diagnosticare un caso di schizofrenia è necessario che il soggetto presenti un costante distacco dalla realtà e frammentazione della personalità per almeno sei mesi in cui deve manifestare anche sintomi allucinatori, di delirio e disturbi del pensiero. Questo perché disturbi dello sviluppo, come l’autismo, possono presentare delle caratteristiche simili alla schizofrenia.

Quadro clinico

Precede l’esordio della schizofrenia la manifestazione di inadeguata affettività o di un comportamento insolito. Tutti gli altri segni diagnostici della malattia possono presentarsi anche nel giro di mesi o anni.

Lo schizofrenico può avere un ritardo nello sviluppo motorio e del linguaggio, scarso rendimento scolastico nonostante un’intelligenza adeguatamente sviluppata e presenta diverse tipologie di disturbi:

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Sintesi
Introduzione Follia tra arte e letteratura - Tesina
"In un mondo così pieno di tensione certamente siamo vicini alla pazzia" così canta Giorgio Gaber in "Far finta di essere sani". In molte delle sue opere compare il tema che noi comunemente chiamiamo ‘’Pazzia’’, ed è proprio questo tema ad essere l’argomento centrale della mia tesina. Sin dai tempi più antichi la follia è sempre stata al centro dell’immaginario popolare, soggetto di miti e pretesto di allontanamento per molti. Ma che cos’è la follia? Dire che cosa sia realmente la follia è un’impresa piuttosto ardua per chiunque, eppure in tanti hanno provato a dare un valido significato a questo termine. É possibile stabilire che essa abbia un volto diverso secondo il contesto in cui la si considera: cosi la ritroviamo come espressione del male di vivere in artisti come Van Gogh, come estraniazione dalla realtà in Pirandello, o come patologia se analizzata dal punto di vista medico. La motivazione che mi ha spinto ad affrontare questa ricerca è la volontà di evidenziare questi diversi aspetti. I folli, secondo il contesto storico-culturale, furono esorcizzati, perché ritenuti rappresentanti del demonio, rinchiusi in carceri e bruciati sul rogo. Diventarono i protagonisti di molti film, libri e canzoni per diffondere conoscenze e nuove opinioni positive nei loro riguardi e, magari, permettergli di essere accettati da quella fascia della popolazione considerata normale. Furono però anche soggetti di esperimenti medici quasi disumani con l’obiettivo di un progresso scientifico. Per molti questo è un argomento a se stante, che non li coinvolgerà mai. Purtroppo non è così. Ognuno di noi ha un equilibrio interno, la normalità, quando esso si spezza, possiamo essere travolti dal vortice della pazzia. In molte delle sue canzoni, Gaber, la descrive come la scissione tra mente e corpo: "mi ricordo che correvo/ il mio corpo mi seguiva/ era un corpo primitivo/ ma la mento lo tirava. / la mia mente che trascinava il mio corpo nudo/eravamo in due/". La mia tesina di maturità inoltre affronta il tema della follia attraverso un percorso multidisciplinare.
Collegamenti
Follia tra arte e letteratura - Tesina
Cultura medica - La schizofrenia. Psicologia - Le terapie di intervento. Storia - La storia della malattia mentale. Italiano - Alda Merini.
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