Estratto del documento

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La scelta di analizzare la figura di un supereroe deriva dalla mia passione per i nuovi metodi comunicativi, tra cui il fumetto, e la relazione tra personaggi fantastici e la società che li crea.

Infatti, nel corso dello studio ho messo in evidenza innanzitutto il periodo storico in cui il personaggio è stato ideato, sia negli Stati Uniti dove è nato, sia in Italia dove si è diffuso circa 10 anni dopo.

In questa sezione ho analizzato anche la comunicazione grafico-artistica del periodo, per meglio inquadrare la sensibilità della società in quel momento.

In seguito all’analisi psicologica del personaggio, sono andato a cercare altri esempi di eroi presenti nella letteratura e nella Storia, cercando di evidenziare come l’eroe sia una parte essenziale della natura umana.

Dato che Spiderman è un personaggio americano, ho poi riassunto lo studio fatto anche in inglese e ho allegato alcune tavole in lingua originale del fumetto.

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Indice

Introduzione PAG 3

La storia PAG 5

Il fumetto PAG 6

La psicologia del personaggio PAG 8

1960 – 1970 La storia e l’arte americana negli anni di Spiderman PAG 9

1970 – 1980 La storia italiana negli anni di Spiderman PAG 14

Eroi d’altri tempi: esempi nella letteratura PAG 15

Eroi contemporanei: esempi in Italia PAG 17

Spiderman… Parla inglese PAG 18

Bibliografia e sitografia PAG 20

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Spider-Man

Un giovane supereroe di 48 anni

Introduzione

Vengo a contatto con Spiderman per la prima volta grazie a Max Pezzali e al suo primo album uscito nel 1992: “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”.

L’audiocassetta dell’album mi viene comprata poco dopo la sua uscita e ricordo ancora i minuti passati ad ascoltare la canzone principale.

L’album ebbe molto successo, probabilmente per la novità che esso rappresentava in quegli anni: come se una ventata di freschezza avesse colpito il panorama musicale dell’epoca.

Le canzoni degli 883 raccontavano delle esperienze quotidiane, anche banali, in cui gli adolescenti potevano finalmente riconoscersi, un po’ come Spiderman.

“L’Uomo Ragno rappresentava la purezza adolescenziale ammazzata dal mondo degli adulti. Forse non è morto. Mi piace pensare che sia ancora da qualche parte a coltivare il sogno, la chimera...”

Queste le parole di Max Pezzali interrogato sul personaggio.

Il motivo per cui ho scelto di sviluppare questo argomento va ricercato nella mia grande passione per i fumetti, ma soprattutto per quelle storie in cui i “buoni” sconfiggono i “cattivi”, in cui c’è qualcuno che riporta un ordine prestabilito laddove c’era il caos.

È questa la figura dell’eroe, dunque, trasformato poi in “super”-eroe dalla moderna visione fumettistica e da una società sempre alla ricerca di nuovi e più forti contrasti nella natura umana.

Del resto già gli eroi della mitologia classica avevano poteri soprannaturali, nascevano dall’unione di un dio con un umano e perciò erano dotati di caratteri distintivi che permettevano loro di fare ciò che i comuni mortali non potevano…

Perciò potremo pensare che quando l’umanità non si sente adeguata a ciò che percepisce intorno a sé… “inventa” l’eroe, o il super-eroe che dir si voglia, perché riporti il mondo alla normalità, dentro i canoni della sicurezza e della certezza.

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In tempi vicini a noi, i super-eroi nascono dalla fantasia di disegnatori e sceneggiatori con poteri acquisiti non più per l’influenza di un dio capriccioso, ma per incontri più o meno ravvicinati con apparecchiature altamente tecnologiche, manipolazioni genetiche o sostanze chimiche dagli effetti imprevedibili.

La finalità però non cambia: il supereroe, come l’eroe greco, si mette al servizio della società in cui vive.

Tra queste figure fantastiche mi ha colpito in particolar modo Spider-Man per diversi motivi tra cui:

  • La sua comparsa in America e in Italia in periodi storici diversi ma entrambi significativi.
  • Le sue caratteristiche umane che ne fanno un “eroe-non eroe”.

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La storia

Peter Parker è figlio di due agenti dello S.H.I.E.L.D. (organizzazione spionistica e militare internazionale) morti a causa di un criminale chiamato Teschio Rosso; per questo motivo il protagonista vive l’infanzia e l’adolescenza in casa degli zii paterni, Ben e May.

La grande intelligenza e l’aria “da secchione” fanno sì che i compagni del liceo lo prendano in giro.

Durante una dimostrazione sull’energia nucleare e la radioattività, un ragno viene investito dalle radiazioni; fortemente traumatizzato, il ragno cade sulla mano di Peter, mordendolo prima di morire.

Pian piano Peter inizia ad accorgersi di possedere alcuni fantastici poteri, passatigli dal ragno radioattivo: agilità e forza proporzionali a quelle di un aracnide, capacità di aderire alle pareti e un “senso di ragno” che lo rende capace di percepire anticipatamente eventuali minacce.

All’inizio Peter pensa di utilizzare i propri poteri per arricchirsi e divenire famoso, ma il senso di superiorità lo porta a trascurare la fuga di un ladro che avrebbe facilmente bloccato.

Lo stesso ladro, in un momento successivo, uccide Ben, lo zio di Peter.

È così che Peter impara sulla propria pelle una dura ed importante lezione: “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Questo monito accompagnerà sempre la vita di Peter Parker, insieme ad un senso di colpa e di impotenza per le morti delle persone a lui care.

Dopo la morte dello zio Ben, la vita di Peter cambia, si ritrova a combattere i criminali per assicurare il bene della società.

Il nemico più grande è senza dubbio Goblin alias Norman Osborn, padre dell’amico e compagno di scuola Harry.

Ma, mentre l’Uomo Ragno combatte per difendere New York ed i suoi cittadini dai crimini e dalle ingiustizie, inizia ad essere criticato dall’opinione pubblica che lo considera alla stregua di un criminale.

La punta di diamante di questo movimento contro l’Uomo Ragno è senza dubbio J. J. Jameson, allora direttore del Daily Bugle, giornale che vedrà successivamente tra le sue file lo stesso Peter, come fotografo freelance, attività che gli permette di avere a disposizione qualche soldo in più.

Intanto il supereroe si trova di fronte una svariata quantità di nemici ognuno diverso dal precedente e con storie personali sempre più disparate.

Non mancano poi le questioni amorose per il giovane Peter che deve conciliare amore e vita segreta.

Si crea, così, intorno a Peter un mondo coerente ed attendibile, in cui ogni criminale spesso è una persona qualunque.

Negli anni le storie di SpiderMan diventeranno non solo sempre più realistiche, ma sempre più vicine al mondo giovanile e studentesco.

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Il fumetto

Spiderman nasce in America dall’idea di Stan Lee e dalla mano di Steve Ditko nell’agosto del 1962.

La prima storia dell’eroe viene pubblicata dalla Marvel Comics sul numero 15 di Amazing Fantasy.

Il nuovo fumetto si presentava subito come un prodotto nato e destinato principalmente agli adolescenti, i principali fruitori dei fumetti.

Spiderman affronta minacce imponenti pur conservando la sua vera dimensione di “amichevole Spiderman di quartiere”, con i suoi problemi quotidiani (la malattia della zia, i compiti, l’amore), fatto che lo rese così simpatico al pubblico, semplificando l’identificazione con Peter nonostante i suoi superpoteri sovrumani.

A tutto questo si aggiunge che spesso si trovava a dover combattere con i suoi avversari anche in condizioni di menomazione (un braccio slogato, un raffreddore od anche la febbre), o ad affrontare minacce mistiche: in nessuna di queste situazioni, però, ha mai perso le sue peculiari caratteristiche di semplicità e spontaneità.

Nel 1966 Ditko lascia il posto a John Romita Sr che abbandona le trame troppo noir di Ditko e presenta al pubblico storie più romantiche, ma disegnate con uno stile molto più realistico.

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