Estratto del documento

Istituto sperimentale Duca degli Abruzzi, Treviso

Anno scolastico 2006/2007

Il profumo

di Giulia Franceschin

classe V D Scientifico 2

Indice

1. Introduzione p. 3

2. Che cos’è un profumo p. 4

3. Come si percepisce un profumo p. 9

4. Lo sviluppo della società “microsmatica” p. 11

5. Il profumo nella letteratura p. 13

5.1. The theme of perfume in English literature p. 16

6. Conclusione p. 17

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1. Introduzione

Ho scelto questo argomento perché penso che sia estremamente affascinante. Il profumo può essere, infatti, affrontato da molti punti di vista diversi, in quanto la sua percezione è legata sia ad un processo chimico e fisiologico, sia ad un processo psicologico, mediante il quale ognuno di noi può dare un significato preciso ad ogni stimolo olfattivo, in base alle proprie esperienze.

Benché l’olfatto sia stato a lungo considerato come trascurabile, in quanto si pensava che fosse un senso poco utile all’uomo, da qualche tempo è stato ripreso in considerazione, tanto che numerose pubblicazioni scientifiche, professionali e giornalistiche riflettono il vivo interesse suscitato da questo senso ancora in parte misterioso. Ci si chiede, per esempio, se anche noi, come gli altri mammiferi, veniamo manipolati a nostra insaputa dagli odori; domanda alla quale non si ha ancora una risposta definitiva. Si era infatti consolidata tra filosofi e sociologi della fine del XIX secolo l’idea per cui l’uomo, con la diffusione della civilizzazione e dell’igiene, avrebbe perso nei secoli l’uso dell’olfatto, senso che quindi oggi risulta poco sviluppato. Tuttavia, le ricerche scientifiche sono in grande espansione e contribuiscono ad un movimento di riabilitazione, sorto una dozzina di anni fa, favorevole ad una facoltà sensoriale da noi dimenticata e che, invece, ci metterebbe in contatto profondo con il mondo esterno e gli altri esseri viventi.

Nello stesso tempo, però, odori, fragranze e profumi hanno accompagnato da sempre la vita dell’uomo, prima in ambito religioso, poi pagano, fino all’800, quando iniziò una sorta di connubio tra il mondo dei profumi e quello della moda. Inoltre nell’antichità si attribuivano ai profumi dei poteri sulla stessa salute dell’uomo, per cui i cattivi odori erano considerati portatori di malattie o persino di morte, mentre i buoni odori curativi e portatori di serenità ed equilibrio. Non si deve inoltre trascurare il fatto che il senso dell’olfatto è involontario, in quanto legato allo stesso respiro, e quindi, privo di ostacoli di trasmissione, ci permette di conoscere il mondo esterno in modo puro e diretto. Queste caratteristiche, infatti, sono state da sempre motivo d’interesse non solo per chimica o biologia, ma anche per la letteratura, che ha cercato sempre modi migliori per esprimere un senso così misterioso, affascinante, intimo e legato all’essere. 4

2. Che cos’è un profumo

Il profumo è una soluzione più o meno concentrata di esalazioni odorose, di origine naturale oppure ottenute per sintesi chimica, piuttosto gradevoli, cioè di sostanze che, essendo volatili, si dissolvono facilmente nell’aria, attraverso la quale entrano nel naso e vengono percepite da dei recettori (come spiegherò successivamente). In genere gli odori derivano da sostanze organiche, tuttavia esistono anche alcune sostanze inorganiche, come l’ammoniaca, che possiedono un loro odore caratteristico. Ogni profumo può essere suddiviso in differenti note olfattive; esistono tre tipologie di note olfattive, divise a seconda della durata:

  • Le note di testa durano soltanto alcuni minuti ed emanano un profumo leggero ed effimero, in quanto associate ai composti più volatili; corrispondono alla prima impressione e si arricchiscono gradualmente unendosi alle note di cuore, che sono le note dominanti del profumo. Tra le note di testa si possono trovare sostanze come il limone, il mandarino, l’arancio, la salvia, la lavanda o il rosmarino.
  • Le note di cuore durano alcune ore, la loro fragranza ha bisogno di tempo per svilupparsi e sono quelle che determinano il carattere del profumo. Generalmente corrispondono a profumi fioriti, come la rosa e il mughetto, oppure speziati, come il chiodo di garofano o la cannella.
  • Le note di fondo sono quelle a durata maggiore, infatti possono permanere anche per 10 ore. Per questa loro caratteristica, intensificano il carattere del profumo e gli conferiscono la tenuta, in quanto agiscono anche “controllando” le diverse velocità di evaporazione delle note di testa e delle note di cuore. Sono spesso date da sostanze balsamiche come la mirra oppure legnose come vetiver o sandalo.

Esistono quattro diversi metodi principali di estrazione dei profumi dalle sostanze:

  • Macerazione a freddo o enfleurage 5

Si tratta di un procedimento antico utilizzato per l’estrazione di fiori fragili come quelli di arancia, gelsomino e rosa.

Collocazione dei petali raccolti manualmente, su lastre di vetro spalmate di grasso da 24 a 72 ore

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Ripetizione dell’operazione per diverse settimane

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Grasso saturo di olio odoroso

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Riscaldamento dell’olio

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Lavaggio con alcol

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Olio essenziale

Anche se con questo metodo si ottiene il doppio della quantità d’olio essenziale rispetto alla semplice estrazione, è molto costoso ed occorrono migliaia di lastre per ottenere soltanto qualche centinaio di grammi d’essenza. Per questo motivo oggi non viene molto usato.

  • Distillazione

Produzione di vapore che passa attraverso la materia

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Il vapore si carica di oli essenziali

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Passa in un collo di cigno

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Poi nel condensatore

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Gli oli essenziali, più leggeri, vengono separati dalle acque aromatiche, più pesanti

Le acque aromatiche sono utilizzate in profumeria, per esempio, per la produzione di tonici; è il caso dell’acqua di rose o dell’acqua di fiori d’arancio.

Miscela di vapore e olio acqua in uscita dal

Il vapore attraversa il condensatore

Materiale vegetale e

Distilla l’olio CONDENSATORE

RECIPIENTE acqua fredda in entrata

Distillatore separatore

Vapore in ingresso l’idrolato (cioè l’essenza

Essenza oleosa raccolta dalla parte alta del dispersa nell’acqua) esce

Distillato dal basso del separatore

Schema del processo di distillazione in corrente di vapore (steam distillation)

  • Estrazione con il metodo dei solventi volatili

Metodo scoperto da Louis Roure e presentato all’Esposizione Universale di Vienna del 1873. Un solvente assorbe gli elementi aromatici

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Si ottiene una cera chiamata “concreta”, unione di oli essenziali e cere

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Si passa la concreta nell’alcol per eliminare la cera

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Poi nel refrigeratore per rapprendere la cera

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Si filtra e si ottiene l’alcolato

Distillazione dell’alcolato 7

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Assoluta

Ovviamente le materie prime usate per ottenere l’essenza devono essere molto abbondanti e scelte. Per esempio, per ottenere 1kg di assoluta di gelsomino, una delle sostanze più usate nei profumi, occorrono 600kg, cioè 5 milioni, di fiori scelti fra i più freschi.

  • Spremitura

È un metodo usato per estrarre olio essenziale da sostanze come gli agrumi, che contengono gli oli essenziali all’interno di cellule superficiali ed, essendo profumi freschi, non resistono alle alte temperature. In passato questo processo veniva effettuato manualmente, oggi invece l’operazione è meccanica e viene utilizzata sia per le scorze che per il frutto intero. La scorza viene pressata per ricavarne delle gocce d’olio. Il frutto è pressato (o inciso leggermente) senza essere deformato. In ogni caso si ottiene un olio essenziale.

Tuttavia, è da precisare che l’origine dei profumi piacevoli e degli odori sgradevoli è sempre la stessa: le molecole. Non tutte le sostanze, però, profumano: molecole come l’azoto, l’ossigeno, l’anidride carbonica passano costantemente attraverso il nostro naso senza che noi ce ne accorgiamo. La maggior parte degli odori, infatti, è causata da molecole organiche, cioè molecole contenenti uno scheletro carbonioso. In particolare, le sostanze che possiedono una loro fragranza caratteristica sono dette composti aromatici o aromi. Dopo aver determinato la struttura di un certo numero di questi composti, si trovò che il termine più semplice comune a tutti questi era il benzene, con formula grezza C H .

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I chimici discutono ancora oggi su che cosa significhi l’aromaticità, infatti, c’è una certa difficoltà a conciliare l’indubbia tetravalenza del carbonio e la composizione del composto

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