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Il nazifascismo

Il Partito nazista

Subito dopo la fine della guerra, uno dei tanti gruppi che formavano la galassia dell’estrema destra militarista e nazionalista fu il Partito nazista.

Il Partito nazista divenne un’organizzazione gerarchica, capace di una moderna ed efficace azione di propaganda, dotato di strutture paramilitari forti e aggressive come le SS (squadre di protezione), che negli anni seguenti avrebbero seminato il terrore in Germania e in Europa.

Antisemitismo

Un ruolo fondamentale ebbe l’antisemitismo ossessivamente propagato da Hitler sin dall’inizio.

Gli ebrei divennero il capro espiatorio della situazione di crisi.

L’antisemitismo era già tradizionalmente presente in Germania, ma, con Hitler, esso venne messo al servizio della politica: Hitler non predicava l’odio verso gli ebrei, ma li qualificava come razza inferiore, contrapponendovi i tedeschi “ariani” come razza eletta.

Agli scoppi di violenza della devastazione egli oppose sempre la necessità di un antisemitismo programmato e istituzionale, finalizzato a “estirpare la razza ebraica”.

L’effetto fu tragico perché l’antisemitismo non fu utilizzato da Hitler solo come strumento per acquisire il consenso necessario alla presa del potere, ma fu uno degli ingredienti fondamentali della sua dittatura.

La svolta

Il progetto nazionalsocialista ebbe successo perché si inserì nella profonda crisi in cui precipitò la Repubblica di Weimar.

La svolta decisiva si ebbe tra il 1939-1932, anni caratterizzati dal debole governo del cattolico Heinrich Brüning, ormai Hitler, che alle elezioni aveva battuto Brüning, era l’unico uomo su cui la destra conservatrice puntava.

L’ascesa elettorale

Nel 1932 Hindenburg affidò ad Hitler la carica di cancelliere, come unica via per uscire dallo stallo politico e per riportare l’ordine nel paese.

Hitler offrì ai tedeschi una prospettiva di radicale mutamento e di “redenzione”: il sogno di un risorgimento della Germania e di una “comunità nazionale”. Salito al potere come Mussolini, alla testa di un governo di coalizione, Hitler impiegò 6 mesi per distruggere la democrazia e per costruire uno stato totalitario. Nel marzo 1933 si tennero le nuove elezioni.

Al voto Hitler ottenne la maggioranza assoluta in parlamento.

In un’aula dominata da una grande svastica, il partito comunista fu messo fuori legge e i suoi parlamentari privati del mandato.

In pochi mesi, ogni garanzia costituzionale e ogni libertà e possibilità di dissenso vennero abolite.

I giornali di opposizione furono chiusi e lo stesso accadde alle sedi sindacali.

Nel luglio l’approvazione della “Legge contro la formazione di nuovi partiti” lasciava il Partito Nazista unica forza politica legale in Germania.

Il 20 marzo 1933 venne costituito a Dachau il primo campo di concentramento per prigionieri politici; nelle piazze di tutta la Germania ardevano roghi per i libri antitedeschi; nel 1934 il governo emanava una legge che dichiarava sciolti tutti i partiti.

Alla morte di Hindenburg, Hitler assunse anche la carica di capo dello stato, concentrando su di sé tutti i poteri.

Un fattore preminente del successo di Hitler fu certamente l’ideologia nazista basata su un socialismo antimarxista e soprattutto sull’antisemitismo.

La persecuzione contro gli ebrei

La persecuzione nazista contro gli ebrei seguì una crescita impressionante; prima la loro esclusione della pubblica amministrazione, poi le leggi di Norimberga, che privavano i non ariani della cittadinanza del Reich e proibivano i matrimoni fra ariani ed ebrei; successivamente la tragedia della “notte dei cristalli”, gli arresti e le deportazioni nei campi di concentramento e infine il genocidio.

Il sistema concentrazionario nazista

Mai una guerra aveva coinvolto la maggioranza dei paesi del mondo in una spirale di distruzione paragonabile a quella del secondo conflitto mondiale: la guerra nazista, campagna d’annientamento e ordine, lo sterminio degli ebrei, il genocidio.

Lo sterminio fu l’obiettivo perseguito dai dominatori nazisti. L’elemento centrale del “nuovo ordine” nazista fu il sistema dei lager, i campi di concentramento e di sterminio.

La nascita dell’universo concentrazionario nazista è contemporanea alla salita al potere di Hitler.

Nei campi di sterminio vi fu rinchiuso un grosso contingente di ebrei dopo la “notte dei cristalli”.

Il sistema si ampliò enormemente con l’estendersi delle conquiste tedesche.

Il lager era una sorta di microcosmo che riproduceva al suo interno sia l’ideologia nazista di una società ordinata gerarchicamente e dominata dalla “razza eletta”, sia la gerarchia del lager, che aveva regole e contrassegni precisi: al fondo della scala c’erano gli ebrei, segnalati da una stella o da un triangolo giallo, dopo venivano gli omosessuali e gli zingari con triangolo rosa, i detenuti politici con triangolo rosso, i preti e i testimoni di Geova con triangolo viola e i criminali comuni con triangolo verde.

Nei lager sfruttamento economico e ideologia razzista si compenetravano: il lavoro dei prigionieri veniva sfruttato sino all’estremo.

Le punizioni e le privazioni portavano alla morte la gran maggioranza dei detenuti nel giro di alcuni mesi.

Ciò che però caratterizza in modo specifico il sistema concentrazionario nazista è la pianificazione tecnica dello sterminio. Il campo di concentramento comunicava loro, fin dal primo giorno, di “essere giunti ad un campo di concentramento in cui l’unica via d’uscita è quella dei camini dei forni crematori”.

Oltre alle esecuzioni ed alle camere a gas, un efficace mezzo di sterminio era il lavoro. I detenuti erano utilizzati in diversi settori lavorativi.

La Shoah

Questa impresa di “pulizia razziale” portò ad un vero e proprio genocidio in cui morirono tra i 5 e 6 milioni di ebrei...

Prese infine corpo l’idea dello sterminio fisico, che in parte veniva già realizzato con fucilazioni di massa.

Lo sterminio implicava il sistema delle gassazioni, che prima avveniva con la deportazione in appositi autocarri, poi in campi attrezzati allo scopo con camere a gas e forni crematori.

Il campo di Auschwitz, che utilizzò tali sistemi nel massimo grado, fu la più “efficiente” macchina di morte organizzata dal terrore nazista. Qui, all’arrivo, il macabro rituale della selezione scandiva il destino dei deportati: vecchi, malati e bambini venivano subito inviati nelle camere a gas; gli adulti venivano destinati al lavoro e dopo pochi mesi, per fame o malattia, morivano.

In aggiunta alle esecuzioni di massa, i nazisti condussero molti esperimenti medici sui prigionieri, bambini compresi. Uno dei nazisti più noti, il dottor Mengele, era conosciuto per i suoi esperimenti come l’“angelo della morte” tra gli internati di Auschwitz.

La Shoah, parola ebraica che significa “annientamento” (si parla spesso di “Olocausto”, termine improprio perché implica un sacrificio religioso), rappresenta un fenomeno senza precedenti non solo per le enormi dimensioni dello sterminio, ma anche per la motivazione e il metodo con cui fu eseguito.

Shoah: termine ebraico che significa “sterminio”, con il quale si indica la persecuzione e il programmatico genocidio degli ebrei europei da parte del regime nazista nel corso della seconda guerra mondiale.

Come conseguenza delle idee nazionaliste e razziste proclamate da Hitler nel Mein Kampf (1925), il regime nazista, sin dall’inizio, adottò contro

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Sintesi
Introduzione Tesina sul Novecento
Questa tesina di terza media prende in esame il Novecento, collegandolo ai seguenti argomenti: il nazifascismo in Storia, Schindler's List in Italiano, la globalizzazione in Geografia, l'Unione Europea descritta in inglese. La tesina continua con la presentazione delle malattie dei campi di concentramento in Scienze e con i movimenti artistici del Novecento in Arte.
Collegamenti
Tesina sul Novecento
Storia - Il nazifascismo. Italiano - Schindler's List. Geografia - La globalizzazione. Inglese - The European Union. Scienze - Le malattie dei campi di concentramento. Arte - I movimenti artistici del 1900.
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