Tesina sull’India, pag. 1
Indice
1 - Geografia generale dell’India, p. 3-6
2 - Storia, p. 7
3 - Letteratura, p. 8
4 - Il fiume Gange (religione, geografia, scienze), p. 9-12
5 - Artistica, p. 13-15
6 - Musica, p. 16-17
7 - Francese, p. 18-20
Tesina sull’India, pag. 2
1 - Geografia generale dell’India
L’India è una repubblica federale che raccoglie popoli diversi in 28 Stati e 7 territori amministrati direttamente dal governo centrale. L’ordinamento democratico resiste nonostante le spinte centrifughe dei vari Stati (alcuni, come il Punjab e il Kashmir, minacciarono la secessione), le differenze etniche e le turbolenze sociali. Resta aperto un contenzioso con il Pakistan circa il confine tra i due Paesi nella regione del Kashmir, dove in effetti il confine non è tracciato. Lo Stato interno più esteso è quello del Rajastan.
Il volto del territorio
La “storia geografica” dell’India inizia circa 75 milioni di anni fa, quando la placca su cui si trova, che a quell’epoca faceva parte del subcontinente Gondwana, si mise in movimento in direzione nord-est e attraversò tutto l’oceano Indiano, che era ancora in via di formazione. Dalla collisione di quella placca con la placca eurasiatica posizionata più a nord, nacque la catena dell’Himalaya, che difatti cinge l’India a settentrione. Nei fondali a sud della catena montuosa si crearono avvallamenti in seguito riempiti dai sedimenti dei fiumi, che formarono la pianura del Gange. A ovest della pianura si estende il deserto di Thar, noto anche come Gran Deserto Indiano, il settimo della Terra per estensione. Le antiche pianure di Gondwana sopravvivono ancora nella parte meridionale dell’India, nella Penisola del Deccan, che è la parte più antica e più stabile dal punto di vista geologico di tutto il Paese. L’India ha più di 7500 km di coste e include le isole Andamane, Nicobare e Laccadive. In generale possiamo suddividere il territorio dell’India in tre aree: l’area himalayana, la pianura del Gange e la Penisola del Deccan.
L’area himalayana
L’area himalayana comprende la regione del Kashmir (contesa con il Pakistan) e quella del Sikkim. Nel Kashmir si trovano rilievi collinari incisi da ampie e fertili valli, fittamente popolate, dette dun, e gigantesche montagne. Il Nanda Devi raggiunge i 7816 m di altezza ed è considerato dagli indù “la dea della beatitudine” e un’immagine di Parvati, la moglie di Shiva; oggi è il cuore di un vasto parco nazionale e dal 1992 questa montagna è decretata Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. A nord-est si trova invece il Sikkim, un piccolo Stato federale indiano di alta montagna, stretto tra il Nepal e il Bhutan.
Il fiume Gange nasce nell’Himalaya meridionale, alimentato dall’acqua di una serie di ghiacciai fra cui quelli del Nanda Devi.
La pianura del Gange
La pianura del Gange è una delle più vaste pianure alluvionali della Terra. Una grande zona di risorgive ha creato terreni paludosi, i terai, che oggi sono stati in parte bonificati. Il Gange, il fiume sacro degli induisti, è la personificazione della dea Ganga e molti indù pensano che un bagno nelle sue acque purifichi lo spirito e curi le malattie del corpo. Il Gange sfocia con un delta nel Golfo del Bengala, dopo essersi unito con il Brahmaputra. “Il Gange è il fiume dell’India, che ha preso prigioniero il cuore degli indiani e ne ha attirato milioni sulle sue rive. La storia del Gange è la storia stessa della civiltà e della cultura indiane.” (J. Nehru, Discovery of India)
Tesina sull’India, pag. 3
La Penisola del Deccan
La Penisola del Deccan si protende nell’oceano Indiano. È formata da un altopiano che s’innalza tra i 300 e i 900 m di quota, circondato da montagne che degradano verso l’oceano: i Ghati Occidentali e i Ghati Orientali. Il suo clima alterna due stagioni all’anno: quella calda e piovosa (luglio-settembre) e quella fresca e secca (ottobre-dicembre). Nelle zone interne la piovosità è più scarsa, mentre lungo le coste le piogge copiose alimentano una vegetazione lussureggiante che forma la giungla tropicale.
2. Il volto dei popoli
Con una popolazione di circa 1 miliardo e 200 milioni di abitanti, l’India è il secondo Paese più popoloso della Terra dopo la Cina, 20 volte più popolato dell’Italia. Con un’età media di 25 anni la popolazione è molto giovane e il tasso di crescita demografico di 1,4 l’anno è elevato, anche se è diminuito grazie alle campagne di pianificazione familiare volute dai governi. La densità media della popolazione non è elevata (314 ab./km2) perché il territorio è vastissimo; tuttavia in alcune aree si raggiungono densità altissime, come nella provincia della capitale, Delhi, che conta 9294 abitanti per km2. Ancora oggi due indiani su tre risiedono in villaggi di campagna, sovente privi di acquedotti, fogne e dei servizi minimi. Per questa ragione l’emigrazione verso le città è massiccia e alcuni centri urbani hanno raggiunto dimensioni esagerate, al limite della vivibilità.
Un Paese multietnico e multiculturale
In India vivono popoli diversi, che hanno lingue, culture, usanze e religioni differenti. Per esempio, le lingue che appartengono al gruppo arya sono parlate nel nord del Paese, mentre a sud si parlano lingue del gruppo dravida. Quelle riconosciute ufficialmente sono sedici, ma esistono migliaia di dialetti. Raggiunta l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1947, il governo aveva deciso che l’hindi fosse la lingua di tutto il Paese, affiancata dall’inglese. Molti Stati interni però si opposero rivendicando il diritto di parlare la propria lingua. Così l’inglese rimane l’idioma più usato. In campo religioso, la maggioranza della popolazione indiana è induista; tuttavia i musulmani costituiscono la maggioranza in Kashmir, Jammu e sulle isole Laccadive. I sikh sono la maggioranza nel Punjab, con i loro edifici dedicati al culto chiamati gurdwara, mentre i buddhisti sono la maggioranza nel Sikkim.
Le caste
La società indiana si suddivide in caste, gruppi sociali chiusi in cui ogni persona nasce, vive, lavora e muore senza possibilità di uscita. I brahmani, originariamente i sacerdoti che dedicano la vita alla ricerca del divino, sono la casta più alta. L’origine delle caste è antichissima e risale al I millennio a.C. All’inizio, all’epoca delle grandi migrazioni, le caste servivano a tenere separati i ruoli dei dominatori (indoeuropei, chiari) da quelli dei dominati (indigeni, scuri). Secondo l’interpretazione religiosa, le caste sarebbero invece sorte dal corpo stesso del dio creatore Brahma. Le principali caste erano quella dei sacerdoti (brahmani), dei guerrieri, dei mercanti e artigiani, dei servi e infine dei “fuori casta”, detti paria o intoccabili. Oggi si stima che esistano 2000 caste e sottocaste, ma la più numerosa è quella dei paria, che Gandhi chiamò “figli di Dio”. Sia i buddhisti che i sikh sono contrari alle caste, che furono formalmente abolite nel 1950 dalla Costituzione, ma rappresentano ancora oggi una struttura sociale ed economica dell’India da rispettare, perché molte persone credono nella loro origine sacra e ne applicano i precetti.
Tesina sull’India, pag. 4
I grandi centri urbani
La trama del territorio indiano è basata sui villaggi di campagna, che in antichità facevano capo alle città dei principi locali, sedi del potere politico. Queste città avevano una pianta regolare: al centro dell’abitato c’erano il palazzo del principe e il tempio indù, dove convergevano le strade e dove i contadini portavano i loro contributi. Questa organizzazione feudale si ruppe con l’arrivo dei colonizzatori europei e mentre decaddero le attività commerciali e artigianali locali, i centri urbani posti sulle grandi vie di comunicazione assunsero una posizione migliore. Sotto la dominazione britannica si svilupparono alcune città che oggi sono diventate grandi metropoli con milioni di abitanti. La capitale dell’India è New Delhi, situata nell’area metropolitana di Delhi, un gigantesco agglomerato urbano che conta quasi 16 milioni di abitanti e si trova al centro del Paese. Delhi è una città di origini antichissime, “abituata” a fare la capitale: infatti fu la capitale di vari imperi indiani. Sorge in un punto strategico, che domina il passaggio dalla valle dell’Indo a quella del Gange. Per questa ragione alcuni storici ritengono che il suo nome significhi “soglia”, cioè ingresso. Delhi ha un clima secco, ma la pianura che la circonda è soggetta a ricorrenti inondazioni provocate dalle acque dei fiumi. Delhi è una città dai contrasti sociali incredibili, con zone affollatissime e aree quiete, in cui convivono vagabondi e mendicanti insieme con scienziati e intellettuali di fama mondiale, storpi, lebbrosi e santoni insieme con addetti all’industria informatica.
Dell’area metropolitana di Delhi fa parte New Delhi, fondata nel Novecento, e capitale dell’India; essa sembra un mondo a parte, con i giardini ben tenuti, i viali alberati e gli alberghi sfarzosi. Kolkata (fino al 2001 chiamata Calcutta), città dell’India orientale sorta su uno dei rami principali del delta del Gange, ha un agglomerato urbano che conta quasi 16 milioni di abitanti. Fu la capitale dell’India britannica, collegata all’entroterra da una ferrovia che consentiva ai benestanti del tempo di sfuggire dal clima afoso e umido della città per trovare refrigerio sui monti dell’interno. A causa della sua origine multiculturale, gli edifici presentano una grande varietà di stili architettonici: alcuni quartieri sembrano europei con alti grattacieli, altri sono tipicamente indiani con strade strette e caotiche; s’incontrano templi induisti accanto ad austere moschee musulmane; quartieri residenziali eleganti e distese sterminate di capanne e baracche delle bidonville. Mumbai (chiamata Bombay fino al 1995) è la prima città dell’India per numero di abitanti: 12 milioni in città e quasi 19 con l’hinterland.
Sorge sulla costa occidentale del Paese. È la città più viva dal punto di vista economico (il 40% del commercio dell’India si svolge qui); eccelle nel settore delle tecnologie avanzate e dell’intrattenimento, grazie all’industria cinematografica, chiamata confidenzialmente Bollywood (Bombay + Hollywood): Mumbai è la capitale del cinema indiano e produce più di 1000 film all’anno nelle varie lingue parlate nel Paese. Bangalore, nel sud del Paese, ha più di 6 milioni di abitanti; è un centro aeronautico e scientifico d’eccellenza, famoso per la costruzione di apparecchiature informatiche e digitali e per l’elaborazione di programmi informatici.
3. Il volto del lavoro
Raggiunta l’indipendenza dall’Inghilterra nel 1947, l’India ha adottato un’economia quasi socialista, con un forte controllo dello Stato sulle attività delle aziende private. Tuttavia, a partire dal 1991 il Paese ha aperto i propri commerci e ridotto i controlli sugli investimenti fatti da aziende straniere. Con un tasso di crescita del 9,4% nel 2007, davvero straordinario, l’India ha fatto giganteschi passi avanti, che si sono uniti a una crescente domanda di energia.
Tesina sull’India, pag. 5
L’India è, per prodotto interno lordo, la quarta economia nel mondo, ma la crescita economica poderosa è stata diseguale tra i vari gruppi sociali e le disuguaglianze sono cresciute.
L’agricoltura è la risorsa principale
L’agricoltura è l’attività prevalente e occupa due terzi degli indiani. I diversi ambienti del Paese offrono opportunità agricole differenti. Tuttavia molti terreni non sono coltivati. Il 70% dei campi non è irrigato e solo le piogge monsoniche provvedono a dare l’acqua necessaria. Un anno di siccità può significare per l’India una carestia pericolosa. Ci sono ancora povere comunità di raccoglitori che praticano un’agricoltura itinerante, basata sull’incendio delle foreste per aprire i campi destinati alla semina dei cereali: esaurita la fertilità del campo, la comunità emigra. All’opposto ci sono le ricche piantagioni moderne: il caucciù a nord-ovest, il tè a nord-est, la canna da zucchero e il cotone al centro e la juta nella zona del Bengala. L’India è il primo produttore mondiale di tè e uno dei maggiori per quanto riguarda il cotone. I numerosi bovini non vengono macellati per motivi religiosi, ma sono allevati solo per il latte.
L’industria è all’avanguardia nelle tecnologie informatiche
Le risorse minerarie dell’India sono importanti, ma vengono quasi interamente esportate all’estero, anziché lavorate sul posto. La crescita dell’industria è avvenuta grazie a vari fattori che non riguardano la disponibilità di materie prime: i capitali stranieri, soprattutto americani, giapponesi e russi sono stati abbondanti; le imprese si sono localizzate tutte insieme in distretti geografici ristretti; lo Stato ha favorito gli investimenti stranieri; sovente si è fatto ricorso a lavoro nero poco pagato e mal tutelato nei diritti. La zona di Bangalore è chiamata la “Silicon Valley indiana” per il gran numero di imprese del settore elettronico. Grande importanza ha l’industria cinematografica (Bollywood) e quelle della chimica, soprattutto dei fertilizzanti agricoli.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Introduzione Tesina sull'India
Questa tesina di terza media descrive l'India. La tesina permette questi collegamenti: in geografia la geografia generale dell’India, in Storia l’indipendenza dell’India, in Letteratura Mahatma Gandhi , in religione, geografia, scienze Il fiume Gange, in Artistica il Taj Mahal , in Musica la musica classica indiana, in Francese Pondichérry.