Estratto del documento

A.S. 2007/2008 classe 5° F

“Evoluzioni di forme di Stato e di forme di Governo”

- analisi e confronti attraverso il concetto del Liberismo-

Forme di Stato e forme di Governo

Quando si parla di Stato, s’intende il modo in cui uno stato è strutturato nel complesso, in particolare il modo in cui si strutturano i rapporti tra gli elementi costitutivi dello stesso. S’intende con questo concetto la combinazione dei tre elementi fondamentali, ovvero il popolo, territorio e sovranità.

Per forma di Governo, s’intende invece il modo con cui le funzioni dello Stato sono ripartite tra i diversi organi.

Forme di Stato

C’è stata un’evoluzione storica per quanto riguarda le forme di Stato, ed occorre partire necessariamente dalla fine del Medioevo, quando nell’Europa occidentale si affermano i regimi delle monarchie: con essa si può iniziare a parlare di Stato moderno, ovvero uno stato dove i cittadini decidono, di comune accordo, di darsi delle regole, in altre parole un governo. Le sue origini s’incarnano nella forma dello Stato Assoluto. Lo stato moderno è caratterizzato dal fatto che il suddito diventa cittadino, e gli sono riconosciuti quindi diritti civili e politici, e nessuno è al di sopra della legge.

Stato assoluto

Il sovrano non si preoccupava dei cittadini, chiedeva imposte alte e aveva l’appoggio dei borghesi poiché garantiva un equilibrio interno.

Questa prima forma di stato non si costituisce correttamente, in quanto mancano gli elementi fondamentali, tra cui l’elemento della politicità. La sua struttura era fondata ancora sul diritto reale, tutto ciò che era presente sul territorio statale era considerato proprietà della Corona, e il monarca lo gestiva. È una forma di stato di tipo interventista, diventa così tutore dell’interesse generale. La borghesia appoggiò questa forma di stato dalla nascita poiché assicurava la pace, la stabilità governativa e garantiva le regole. Collegato a questo concetto c’è lo stato di polizia.

Stato di polizia

Esso si afferma con la costruzione di un sistema tributario e l’introduzione di elementi di politicità dell’ordinamento giuridico, quindi il sovrano ha come fine pubblico quello di garantire un benessere completo di ogni individuo e, tramite esso, il benessere generale.

Viene meno la trascendenza, non essendo più il Re estraneo rispetto all’ordinamento.

Si introduce una tutela giurisdizionale del singolo nei confronti degli atti di gestione dello Stato, a cui si affianca la nascita e lo sviluppo di due istituti di garanzia, che sono la distinzione tra la legge e l’ordinanza ed il fisco.

TESINA DI MATURITÀ Stolder Nunzia

Stato liberale

Si occupava solo della sicurezza all’interno del paese, tutelava assolutamente la proprietà privata e non si interessava di erogare spese pubbliche per i cittadini. Detto anche stato gendarme.

Dal momento in cui le prerogative della borghesia ed il mantenimento dei suoi privilegi divenne troppo difficile a causa dell’aumento delle imposte, lo Stato di polizia entra così in crisi.

Successivamente alle rivoluzioni industriali avvenute in Inghilterra, Francia, sviluppa lo Stato liberale, dove era affermata la classe sociale borghese. Questa forma di stato è definita anche:

  • Stato non interventista: in quanto attua la politica del minimo intervento, e non interviene assolutamente nell’economia;
  • Stato gendarme o Stato di diritto, si occupa della libertà dei singoli e di far valere i propri diritti;
  • Stato elitario.

Si ottiene così il concetto di nazione e di sovranità nazionale. L’organizzazione delle stato liberale si fonda sui principi di libertà ed indipendenza le cui caratteristiche fondamentali sono le seguenti:

  • Stato estraneo alla società e il suo compito è quello di garantire le condizioni legislative e di ordine pubblico;
  • Repressione di tutto ciò che viola le libertà borghesi basate sulla proprietà;
  • Non deve intervenire né in materia economica né in materia morale e religiosa;
  • Principio della legalità;
  • Diritto di voto limitato per censo.

Quindi si occupa di garantire il mantenimento dello status quo, riservando i diritti politici agli appartenenti della classe dominante. Ed è proprio a causa di ciò che si arriverà al suo superamento.

Stato fascista o totalitario

Si afferma per la prima volta in Italia negli anni Venti del ‘900, e si è poi diffuso in Germania, Spagna e Portogallo.

Questa forma di stato non è solo garante ma anche artefice degli interessi della collettività; per questo motivo lo stato pretende di intervenire in ogni articolazione della società ed in ogni forma.

Solo l’economia non risulta completamente statizzata, poiché viene mantenuto il diritto di proprietà.

Furono abolite le libertà civili e politiche, e inoltre non era ammessa alcun tipo di associazione, né politica né sindacale, a meno che non era fascista; fu soppresso il diritto di sciopero; la stampa venne messa sotto censura.

“Evoluzioni di forme di Stato e di forme di Governo” - analisi e confronti -

2 / 5

TESINA DI MATURITÀ Stolder Nunzia

In ogni caso l’esperienza fascista cessò in Italia e in Germania con la fine della seconda guerra mondiale, quando anche in questi due paesi si affermò lo stato democratico; mentre in Spagna e Portogallo superarono il regime fascista solo negli anni Settanta.

Stato socialista

Lo stato socialista nasce intorno alla metà dell’Ottocento e ha anticipato la crisi dello stato liberale, ma si è affermato storicamente solo con la rivoluzione russa del 1917, ed è crollato con la disgregazione dell’URSS.

Secondo il filosofo tedesco K. Marx la società si fonda sulla disuguaglianza sociale e sullo sfruttamento; la libertà è un principio riservato esclusivamente ai proprietari capitalisti finché permane la divisione in classi, affermava che l’uguaglianza si realizzava nei confronti della legge, ma era applicata a soggetti diseguali. Nasce così una società senza classi. Ma ci fu una successiva presa di potere da parte del proletariato.

I regimi di socialismo reale sono basati sul partito unico e motore di tutto il sistema, la caratteristica fondamentale è che i mezzi di produzione sono proprietà dello stato, l’economia è di tipo collettivista, quindi pianificato.

Il regime mostrò nel tempo di non essere capace di attuare un reale sviluppo, anzi la pianificazione non seppe nemmeno mantenere livelli produttivi sufficienti ad assicurare il benessere economico per tutta la popolazione.

Democratico

Qualcuno arrivò direttamente a questo tipo di stato. Mentre altri passarono la fase dello stato totalitario e socialista, come si è dimostrato prima. Entrambi gli stati ebbero una crisi interna. E finite le due dittature, simbolo di questo periodo, si arrivò allo stato democratico. Rousseau affermava il concetto di democrazia in maniera errata. Con l’evoluzione si arriva alla democrazia indiretta grazie alla votazione dei rappresentati in parlamento.

Il fatto che esistevano anche classi non possidenti portò la nascita dello Stato democratico, caratterizzato:

  • Principio di rappresentatività;
  • Riconoscimento dei diritti inviolabili dell’uomo;
  • Principio di legalità;
  • Votazioni a suffragio universale.

“Evoluzioni di forme di Stato e di forme di Governo” - analisi e confronti -

3 / 5

TESINA DI MATURITÀ Stolder Nunzia

Forme di Governo

Le forme di governo possono essere classificate in base alla natura dell’organo cui è affidato il potere sovrano, ossia la funzione primaria, che può essere definita come funzione di indirizzo politico, e al modo in cui tale organo è individuato e/o eletto.

La prima forma di governo fu elaborata da Aristotele, che individuò tre modelli: monarchia, cioè governo di uno solo, aristocrazia, cioè governo di pochi, e democrazia, cioè governo del popolo.

Monarchia

Nella storia sono state grandi monarchie quelle dell’Inghilterra, la Francia e la Spagna, basate su un modello di monarchia assoluta, dove il potere sovrano era nelle mani del Re. L’avvento dello Stato liberale portò un’apertura verso i parlamenti con cui il Re doveva condividere la gestione. Nasce così la monarchia costituzionale in cui il Re rimane ancora titolare del potere esecutivo, ma perde il potere legislativo che viene affidato al Parlamento, ed il potere giudiziario esercitato da una magistratura.

La trascendenza era incompatibile con le nuove tendenze democratiche del Novecento, per questa ragione il re cominciava a perdere ogni voce in capitolo. Nacque la monarchia parlamentare, dove il monarca diventava solo il rappresentante dell’unità nazionale.

Repubblica

La repubblica (dal latino “res publica”, ovvero “cosa pubblica”) è una forma di governo in cui la sovranità risiede nel popolo ed il potere esecutivo è esercitato dai cittadini che sono stati eletti suffragio universale per un periodo di tempo determinato.

“Evoluzioni di forme di Stato e di forme di Governo” - analisi e confronti -

4 / 5

TESINA DI MATURITÀ Stolder Nunzia

Ci sono tre tipi fondamentali di forme di governo repubblicane, e sono:

  • La repubblica presidenziale deriva dalla monarchia costituzionale pura. Il presidente è diretta espressione della volontà popolare; non è responsabile di fronte al parlamento, quindi questo ultimo non può costringerlo alle dimissioni con un voto di sfiducia. Esso svolge sia le funzioni di capo dello stato e di capo del governo. Il potere legislativo è esercitato dal congresso eletto direttamente dal popolo. Il potere giudiziario è affidato alla corte suprema. Si può notare un bilanciamento dei poteri (checks and balances), nel senso che ogni organo ha la possibilità di controllare gli altri nell’esercizio delle rispettive funzioni. La camera dei rappresentanti su deliberazione del senato ha il potere di mettere in stato d’accusa il presidente (impeachment) il quale può interferire sul congresso inviando messaggi e porre il veto sulle leggi.
  • La repubblica semipresidenziale ha caratteristiche sia della repubblica presidenziale sia di quella parlamentare. In tale sistema, il governo viene a dipendere sia dalla fiducia della maggioranza parlamentare, ma contemporaneamente anche dalla volontà politica del Presidente della Repubblica, che è eletto dal popolo. Si tratta dunque di una forma di governo dualistica, in quanto il voto popolare investe sia il Parlamento che il Capo dello Stato. Il primo ministro è nominato dal Parlamento; esso può essere anche di un partito diverso da quello del presidente della Repubblica, si parla così di cohabitation.
  • La repubblica parlamentare è una forma di governo nella quale i poteri pubblici, in particolare legislativo ed esecutivo, collaborano, ed il governo risponde politicamente attraverso l’istituto di fiducia, davanti al parlamento eletto a suffragio universale dai cittadini. Il capo dello stato è eletto dal parlamento e quindi è un rappresentante indiretto del popolo. Non ha responsabilità politiche poiché non è a capo di alcuno specifico potere, ma partecipa in modi diversi a tutti e tre i poteri; è garante della costituzione. Il parlamento è l’unico organo eletto direttamente dal popolo, non ha solo funzione legislativa, ma ha il compito di dare o togliere la fiducia al governo. Il governo, sottoposto alla fiducia del parlamento, è formato dal capo del governo nominato dal capo dello stato, e dai ministri designati dal capo del governo e nominati dal capo dello stato.

Quello italiano è un tipo di governo alquanto instabile dato che è un modello con prevalenza del parlamento;

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 17
Evoluzione di forme di stato e governo Pag. 1 Evoluzione di forme di stato e governo Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Evoluzione di forme di stato e governo Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Evoluzione di forme di stato e governo Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 17.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Evoluzione di forme di stato e governo Pag. 16
1 su 17
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi