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A. S. 2009-2010
Istituto Professionale Di Stato Per I Servizi Sociali
“Matilde Quattrino”
Piazza Armerina
Tesina sulla famiglia
Candidata:
Pocorobba Megghy Aries
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Indice
- Storia: il ruolo della donna nella famiglia p. 3
- Psicologia: affidamento familiare p. 4
- Letteratura italiana: “Giovanni Verga e I Malavoglia” p. 5
- Tecnica amministrativa: azienda (di consumo) p. 6
- Inglese: Family Evolution through centuries p. 7
- Igiene: la gravidanza e il parto p. 8
- Matematica: la statistica p. 9
- Bibliografia e sitografia p. 10
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Il ruolo della donna nella famiglia
La famiglia è un’istituzione che ha subito molti cambiamenti, dalla famiglia patriarcale a quella nucleare fino alle famiglie mononucleari.
La famiglia patriarcale era costituita da famiglie contadine con numerosi figli o fratelli che, pur sposati, vivevano nella stessa casa, lavorando in gruppo con l’aiuto delle mogli, dei figli e dei nonni.
La figura più importante era il patriarca, cioè il membro maschile più anziano del gruppo, che comandava gli adulti e i ragazzi.
Quando il vecchio patriarca non dominava più la grande famiglia per colpa di malattie, le donne di casa lo assistevano fino alla fine.
La famiglia nucleare è formata da una sola coppia: da padre, madre e figli, senza la convivenza di altre persone, mentre nella famiglia patriarcale la donna svolgeva esclusivamente il ruolo di madre, che assicurava di fare arrivare i figli all’età adulta, preservandoli dalle malattie infantili, e puliva la casa.
Oggi, nelle famiglie nucleari, la donna non ha l’obbligo delle continue gravidanze e ciò migliora le condizioni di salute e, pur conservando i vecchi compiti domestici, spesso svolge un lavoro esterno, perché in città con un solo stipendio non si riesce a sopravvivere.
Negli ultimi anni anche il ruolo dei padri è cambiato grazie al lavoro, che concede una maggiore quantità di tempo libero, e così i papà trascorrono più tempo a casa e hanno più dialogo con i propri figli.
La famiglia mononucleare è composta in genere da donne o uomini indipendenti che scelgono di vivere da soli invece di vivere insieme al partner, oppure possono essere anziani oltre i sessanta anni rimasti soli dopo la morte del coniuge.
La famiglia allargata è quando insieme ai coniugi e ai loro figli abitano altre coppie o fratelli e sorelle di uno di loro; invece la famiglia di fatto si forma quando un uomo e una donna separati dai rispettivi coniugi o celibi
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decidono di vivere insieme senza matrimonio, portando i figli avuti dal precedente legame.
L’affidamento familiare e l’adozione
La tendenza ad avere meno figli è compensata dal forte aumento dell’interesse verso la possibilità di adottare un bambino.
Il fenomeno è diventato importante.
La legge n° 149 del 2001 afferma due principi fondamentali, che sono il diritto del minore a crescere ed essere educato nella propria famiglia e il diritto del minore di essere affidato ad un’altra famiglia quando la propria non sia temporaneamente in grado di provvedere alla sua crescita e alla sua educazione.
L’affidamento familiare è un provvedimento temporaneo mediante il quale il minore viene accolto presso una famiglia o affidato ad una singola persona o a parenti entro il quarto grado, nel caso in cui la famiglia d’origine sia in una fase di difficoltà, come un periodo di malattia o detenzione, e non riesca a garantire il soddisfacimento dei bisogni del minore.