“Liceo artistico Preziosissimo Sangue” Monza
La forza di sfuggire alle logiche del determinismo
Samantha Sala
Classe 5^A
Anno scolastico 2012 – 2013
:
Indice 1
Motivazione personale … p. 4
Capitolo uno: il determinismo ambientale
- Tra geografia umana e sociologia ambientale … p. 6
- La letteratura del determinismo … p. 10
Capitolo secondo: influenze dei moti sull’uomo
- Come il nostro organismo viene influenzato dal moto di rotazione … p. 17
- Influenze dalla luna … p. 24
Capitolo terzo: The concept of paralysis by James Joyce
- Dubliners … p. 29
- Eveline … p. 30
Capitolo quarto: la “morte”
- Francis Bacon, la prigione dell’anima … p. 31
Capitolo conclusivo: estromissione volontaria
- Estromissione volontaria … p. 36 2
“Sai cosa penso? Che questo aeroporto in fondo non è brutto, anzi, visto così dall’alto. Uno sale qua sopra e potrebbe
anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo, e invece non è così. In fondo tutte le
cose anche le peggiori una volta fatte poi si trovano una logica una giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno
ste case schifose con le finestre in alluminio i muri di mattoni, i balconcini, la gente ci va ad abitare e ci mette le
tendine, i gerani, la televisione... dopo un po’ tutto fa parte del paesaggio. Cioè esiste, nessuno si ricorda più di
com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.” Ho capito e allora? “ ” e allora invece della lotta politica,
la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ste fesserie bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza,
aiutare a riconoscerla a difenderla. “Sai cosa penso? Che questo aeroporto in fondo non è brutto, anzi, visto così
dall’alto. Uno sale qua sopra e potrebbe anche pensare che la natura vince sempre, che è ancora più forte dell’uomo,
e invece non è così. In fondo tutte le cose anche le peggiori una volta fatte poi si trovano una logica una
giustificazione per il solo fatto di esistere. Fanno ste case schifose con le finestre in alluminio i muri di mattoni, i
balconcini, la gente ci va ad abitare e ci mette le tendine i gerani la televisione... dopo un po’ tutto fa parte del
paesaggio. Cioè esiste, nessuno si ricorda più di com’era prima. Non ci vuole niente a distruggere la bellezza.” Ho
capito e allora? “ ” e allora invece della lotta politica, la coscienza di classe, tutte le manifestazioni e ste fesserie
bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutare a riconoscerla a difenderla.
Peppino Impastato (Luigi Lo Cascio)
dal film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana
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All the seas of the world tumbled about her heart. He was drawing her into them: he would drown her. She gripped
with both hands at the iron railing. James Joyce, Eveline
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Motivazione personale
Il concetto che sta alla base della mia tesina vuole dimostrare che esiste una diretta influenza tra ambiente e società.
Lo stesso tipo di influenza che viene espresso anche da gran parte della letteratura naturalista e verista dalla metà
dell’Ottocento.
Partendo proprio dalla letteratura ho voluto studiare il concetto alla base del determinismo e le cause di quest’ultimo.
Se è vero che la società viene influenzata da tutta una serie di ambienti e tradizioni chissà cosa può generare tutto
ciò in una società complessa come la nostra.
Tutte le realtà del passato hanno, a mio parere, generato una sorta di tradizione comportamentale difficile da
sradicare anche nella società attuale che noi amiamo definire moderna.
La forza delle tradizioni può così essere allo stesso tempo un peso, che impedisce un progresso universale, ed una
grande risorsa in grado di descrivere in modo soggettivo ogni cultura.
In fondo parte tutto dalla sociologia, la quale studia i fenomeni della società umana indagando sui loro effetti e il
rapporto tra l’individuo ed il contesto sociale in cui questi è inserito. La sociologia stessa nasce dall’osservazione che
al mondo ogni individuo nasca come entità globale e per questo vada analizzato in relazione ad un gruppo più ampio.
Questa idea di universo globale mi ha sempre entusiasmato e mi ha spinto verso un’analisi profonda di questo
universo complesso facendomi concentrare più che sui fattori culturali, su quelli ambientali.
In un paese come l’Italia, pieno di tradizioni e cultura non è difficile capire come ciò possa influenzare l’individuo. Più
interessante e complesso è invece comprendere come l’ambiente, sociale e geografico, influenza le nostre scelte di
vita. 5
Due discipline come la geografia umana e la sociologia ambientale possono dare molte risposte in merito a questo
argomento.
Arrivata a questo punto della ricerca però la mia attenzione si è mossa verso un campo più vasto, non più fatto di
culture locali ma basato sullo studio di macro aree.
Mi sono chiesta come certi fenomeni naturali o come certe caratteristiche del nostro pianeta possano realmente
influenzare la nostra psiche e le nostre azioni.
Ho deciso per questo di parlare del moto di rotazione terrestre e delle influenze del moto lunare sulla terra.
Questi fattori che forse non sembrano così rilevanti, invece incidono di gran lunga sulle nostre vite; non solo perché
scandiscono il tempo, ma anche perché hanno un’influenza diretta su di noi.
Studiando fenomeni come il sole di mezzanotte e la notte polare mi sono resa conto dell’importanza che questi
fenomeni hanno su di noi.
Ho deciso poi di analizzare tutte queste teorie sull’impatto impresso su di noi da alcuni fenomeni ed i movimenti
lunari scoprendo che molte idee su questo argomento sono in realtà errate.
Il concetto di determinismo ambientale ben si sposa in letteratura inglese così come in storia dell’arte con la città di
Dublino. Dubliners
James Joyce nella raccolta mostra come questa città sia in grado di costringere i suoi abitanti in una sorta di
stato di prigionia forzato e continuo dal quale non è possibile sfuggire.
Eveline,
Un esempio è la storia della giovane una ragazza che si trova intrappolata in una routine soffocante che non
riesce ad abbandonare. Gente di Dublino,
Questa è la stessa condizione di tutta la che è paralizzata da antiquate e limitate tradizioni culturali.
Per quanto riguarda l’arte contemporanea, una cinquantina di anni più tardi, lo stesso stimolo di denuncia
contraddistingue l’operare di Francis Bacon, pittore dublinese dalle forti contraddizioni. 6
Le opere di questo artista, forti e decise, esprimono appieno il rapporto tra l’artista e la sua città natale. Lo stato di
prigionia di Eveline mi rimanda direttamente alle prigioni di colore dipinte da Bacon.
L’attività di denuncia di questo artista però mostra un vitalismo completamente assente in Eveline.
In Bacon la rabbia scaturita dall’incomprensione sociale lo scuote a tal punto da farlo intervenire sui dipinti con gesti
di rabbia spingendolo a distruggere molte opere appena completate. È stato questo vitalismo a far nascere in me il
pensiero che, forse, riconoscendo queste logiche se ne potesse uscire, riuscendo così a fare quello che risulta invece
impossibile ai protagonisti di Verga, cioè migliorare la propria condizione sociale.
Non volendo andare alla ricerca di grandi personaggi a livello mondiale, di pensatori o di ricercatori, e con il desiderio
di studiare come per Verga gli istinti dei piccoli, ho deciso di collegarmi a qualcosa che aveva già suscitato in me
interesse.
Considero questa parte il fulcro nevralgico della mia tesina. Nei personaggi di Peppino Impastato e Pino Maniaci ho
trovato la mia risposta. Uomini siciliani, coraggiosi e risoluti.
Il primo ha dato la vita per la sua causa e per uscire dalla condizione di determinismo ambientale, sociale e culturale;
il secondo ancora oggi lotta mettendo a rischio la propria stessa vita.
Entrambi contro la mafia come organismo che rende schiavi in una società malata.
Non sono riuscita alla fine a dare una risposta certa sulla reale possibilità di sfuggire o meno dai condizionamenti
sociali e ambientali. Se ci fosse davvero la possibilità di slegarci da questi concetti saremmo liberi, liberi di non lottare
contro niente e nessuno. Non ci sarebbero più vittime della mafia come non ci sarebbe più la mafia perché non
avrebbe nessuna relazione con la società. 7
Capitolo primo: il determinismo ambientale
Tra geografia umana e sociologia ambientale
Il determinismo è il principio scientifico-filosofico secondo il quale ogni evento ha una sua causa e, nelle medesime
condizioni, le medesime cause producono gli stessi effetti.
In particolar modo si parla di determinismo ambientale applicando questo concetto alla relazione tra l’uomo e la
natura. Questo principio è stato studiato da due discipline, la geografia umana e la sociologia ambientale.
Geografia umana: 8
Si tratta di una disciplina geografica che studia la distribuzione dell’uomo nello spazio e le relazioni tra l’uomo e
l’ambiente. Istituzionalizzata alla fine dell’Ottocento, questa giovane scienza era interessata soprattutto ad instaurare
uno scambio di idee con le scienze affini. Fortemente condizionata dal rinnovato clima culturale di fine secolo
dominato dal positivismo e dall’evoluzionismo darwiniano; i suoi postulati erano il metodo sperimentale,
l’osservazione diretta, il ragionamento induttivo.
Il maggiore geografo del tempo Friedrich Ratzel (1844-1904) propose uno schema logico-deterministico, in cui
affermava che l’attività umana sulla Terra fosse largamente determinata dai caratteri dell’ambiente fisico.
Anthropo-Geographie
Nel primo volume della sua opera (1882) sanciva:
- Compito della geografia era la descrizione delle regioni e la distribuzione dei generi umani;
- La conoscenza del popolamento della Terra dipendeva dallo studio dei movimenti migratori, i quali dipendevano
- Direttamente dalle caratteristiche dei suoli (fertilità, conformazione fisica ecc.);
- Dell’ambiente naturale fosse necessario studiare gli effetti sul carattere e sul corpo umano, sia degli individui
- Che di interi gruppi sociali. Il temperamento, la cultura, la religione, le pratiche economiche e la vita sociale,
- Sono tutte derivabili dalle influenze ambientali.
“I popoli d’Europa settentrionale sono energici, seri, previdenti, più riflessivi che emotivi, cauti e non impulsivi. I
popoli del bacino mediterraneo subtropicale sono imprevidenti, emotivi, ricchi di immaginazione, tutte caratteristiche
che fra i neri della fascia equatoriale degenerano in gravi imperfezioni razziali”.
Tale disciplina subì nel tempo le influenze culturali di inizio Novecento e soprattutto fu ridimensionata dopo le guerre
mondiali. L’apertura di nuovi filoni di ricerca, quali geografia umanistica, studi di geografia del comportamento e di
geografia della percezione, ridussero poi maggiormente lo spazio di azione di tale disciplina. 9
Sociologia dell’ambiente:
Scienza dei rapporti tra sistemi naturali e sistemi sociali, è una scienza giovane, nata solo 30 anni fa a partire della
consapevolezza dei problemi ambientali.
Questo studio è basato principalmente sul concetto bidirezionale tra uomo e natura. Il sistema sociale modifica il
sistema naturale e il sistema naturale determina il comportamento del sistema sociale.
L’uomo ha iniziato a trasformare massicciamente il sistema naturale soprattutto dalla rivoluzione industriale in poi, da
questo momento l’uomo iniziò ad allontanarsi dalla natura. Ora l’uomo pur controllando la natura da lontano si sente
in parte ancora minacciato da essa. La natura è tutt’oggi in grado di mettere in pericolo la vita dell’uomo.
L’uomo è stato dunque costretto a fare un passo indietro, a correre ai ripari creando nuove basi per le sue scelte
ambientali. 10
Secondo la sociologia ambientale l’uomo non prescinde dalla natura trattandosi sempre, pur con le giuste proporzioni,
di un organismo animale. Le nostre scelte e le nostre relazioni sarebbero per questo influenzate da un sistema
naturale e dal nostro ecosistema.
La letteratura del determinismo
La cultura romantico-idealistica volse al tramonto attorno agli anni ’40-’50 dell’Ottocento, e progressivamente venne
sostituita dalla cultura positiva che riuscì a recuperare alcuni aspetti progressisti del pensiero illuminista del
Settecento, come la fede nella ragione umana, e li riciclò alla luce delle imponenti scoperte scientifiche del secondo
Ottocento e della nuova realtà storica.
Questo profondo cambiamento avvenne negli anni ’50 a seguito di due grandi fenomeni: il primo fu l’ascesa
vertiginosa della borghesia liberale che portò ad una nuova fiducia nel progresso, il secondo fu l’affermarsi della
scienza che aprì grandiosi orizzonti allo sviluppo.
11
Questi fenomeni resero l’uomo consapevole della propria forza, per la prima volta nella storia, sicuro che avrebbe
potuto dominare la natura, vincere le malattie e la fame.
Il secondo Ottocento si presentò come un’epoca di grande fiducia e di benessere apparente.
Fu l’insieme di esperienze filosofico-culturali e scientifiche a portare alla nascita del positivismo. Non si tratta dunque
di un concetto solo filosofico, ma di un modo di pensare generalizzato che permeò le strutture mentali e concettuali
dell’epoca.
Il positivismo fu il rifiuto di ogni ideale astratto, di ogni retorica, di ogni elemento metafisico, di ogni forma di attività e
di pensiero che non si richiamasse alla scienza e ad un’immediata <<unità>> sociale; tutto l’opposto rispetto alla
mentalità romantica, che trovava le proprie certezze nell’esaltazione degli ideali delle grandi utopie.
La dimensione progressista della nuova cultura, mostrò i propri limiti solo quando si capì che ai vecchi schemi se ne
erano sostituiti di nuovi non meno astratti e, soprattutto, quando si trasformò solo in un’egemonia borghese.
Sul piano filosofico il positivismo si mosse verso una ricerca della realtà, che, utilizzando i metodi della scienza, li
applicò poi all’uomo ed al suo mondo spirituale, favorendo così anche la nascita di nuove discipline quali la psicologia,
la biologia e l’antropologia, applicandole poi alla società e aprendo la strada alla nascita della sociologia.
La scienza diventò così vera religione dei tempi moderni con una fiducia nella liberazione dell’uomo da tutti suoi mali,
nella sua infinita possibilità di progredire e migliorare.
Ogni questione veniva trattata utilizzando gli stessi parametri del metodo scientifico, formulando continuamente
ipotesi da verificare fino alla scoperta di alcune leggi immutabili simili a formule matematiche utili come medicine per
guarire la società. Queste nuove idee furono divulgate da libri, riviste e lezioni universitarie in un linguaggio
accessibile ad un pubblico ampio.
In questa tipologia di pensiero positivista possiamo inserire anche lo scrittore Emile Zola che nel suo <<romanzo
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Italiano: La letteratura del determinismo da Balzac a Verga
Astronomia
Come il nostro organismo viene influenzato dal moto di rotazione e dalla Luna
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Dubliners - Eveline
Storia dell'arte
Francis Bacon, la prigione dell’anima