Irene Pistis
VE
Liceo Scientifico “G. Marconi”.
Tesina di approfondimento.
SURRISCALDAMENTO GLOBALE
LA COLLISIONE TRA LA NOSTRA CIVILTA’ E LA TERRA
“La vita attuale è inquinata alle radici.
L’uomo s’è messo al posto degli alberi e delle bestie
Ed ha inquinata l’aria, ha impedito il libero spazio.
Può avvenire di peggio”.
Italo Svevo : “La coscienza di Zeno”.
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SOMMARIO ………………………………………………………………………… Pag.4
INTRODUZIONE
I. ………………………………… Pag.6
LE CAUSE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
- I fattori che influenzano il clima ……………………………………………………. Pag.6
- Il contributo dei “gas serra” ………………………………………………………... Pag.8
II. GLI EFFETTI DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
…………………………………………………………… Pag.12
E GLI SCENARI FUTURI
- Lo scioglimento dei ghiacciai ………………………………………………………. Pag.13
- L’aumento del livello dei mari …………………………………………………….. Pag.14
- Variazione delle precipitazioni ……………………………………………………. Pag.15
- Ripercussioni sulla produzione agricola …………………………………………. Pag.17
- Effetti sulla salute umana ………………………………………………………….. Pag.17
- Conseguenze per gli animali ……………………………………………………… Pag.18
III. …………….. Pag.20
LE STRATEGIE ADOTTATE PER RISOLVERE IL PROBLEMA
Politiche climatiche nel mondo ……………………………………………………. Pag.21
-
- Il Protocollo di Kyoto ………………………………………………………………. Pag.22
- Politiche climatiche in Europa …………………………………………………….. Pag.24
IV. …………………………………………………………………….. Pag.26
CONCLUSIONI
BIBLIOGRAFIA …………………………………………………………………………. Pag.28 3
ELENCO DELLE ILLUSTRAZIONI
I. Contributo dei gas serra al riscaldamento globale …………………………… Pag.10
II. Concentrazione CO ……………………………………………………………… Pag.10
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III. Scioglimento dei ghiacciai in Groenlandia …………………………………….. Pag.13
IV. Piattaforma Lasern B, Antartide ………………………………………………… Pag.13
V. Alluvione di New Orleans, 2005 ………………………………………………… Pag.17
ELENCO DELLE TABELLE
I. Caratteristiche dei principali gas serra …………………………………………. Pag.9 4
INTRODUZIONE
Ognuno di noi è in continuo rapporto con ciò che lo circonda e di ciò non è possibile fare a
meno per il solo fatto di vivere; l’ambiente è infatti un sistema basato sui rapporti tra gli esseri
che lo abitano.
Si può dunque dire che l’uomo è allo stesso tempo creatura e artefice del proprio ambiente
che gli assicura la sussistenza fisica e gli offre la possibilità di uno sviluppo intellettuale,
morale e sociale.
L’uomo però è ritenuto anche uno dei principali artefici degli sconvolgimenti climatici che
si sono intensificati negli ultimi cinquant’anni, comunemente conosciuti col nome di
“surriscaldamento globale”.
L’interesse per il surriscaldamento globale iniziò già nel 1896, quando lo scienziato svedese
Svante Arrhenius, premio Nobel per la Chimica nel 1903, ipotizzò una relazione tra la
concentrazione di anidride carbonica e la temperatura atmosferica, che prende il nome di
effetto serra naturale. La temperatura media del nostro pianeta è infatti di circa 15°C, poiché i
gas presenti naturalmente nell’atmosfera, come l’anidride carbonica, l’ozono o il vapore
acqueo, sono in grado di trattenere, sotto forma di calore, parte dell’energia proveniente dal
Sole.
Il surriscaldamento globale potrebbe essere visto come un’alterazione di questo equilibrio
naturale dovuto principalmente all’aumento dei gas serra nell’atmosfera, causato dalla
crescente industrializzazione.
Dopo Arrhenius furono numerose le ricerche in proposito sino a quella forse più
significativa degli anni 80 del secolo scorso sulle “carote” di ghiaccio antartico (campioni
cilindrici dello strato di ghiaccio perenne nelle calotte polari), che aprì il discorso sulle
variazioni climatiche del nostro pianeta. Col sistema del “carotaggio” si può risalire, infatti,
alle condizioni climatiche presenti nel periodo in cui il ghiaccio stesso si è formato proprio
come se si scorresse una registrazione delle fluttuazioni climatiche della Terra.
Questa notevole rivelazione della storia della Terra ha inoltre un valore paradigmatico per
capire il tipo di consapevolezza mondiale e di coinvolgimento internazionale che sono
necessari per avere una visione complessiva dei problemi climatici; infatti, persino nei giorni
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oscuri del confronto fra Est e ovest, dei primi anni ’80, mentre gli uomini politici e diplomatici
della NATO e del Patto di Varsavia si scambiavano pesanti minacce attraverso i loro canali di
comunicazione, gli scienziati russi affidavano preziose confezioni del millenario ghiaccio
antartico ai piloti americani perché questi le portassero in volo, intatte e ben ghiacciate, al
gruppo francese di studio del ghiaccio di Grenoble, per le successive analisi di laboratorio.
Oggi il compito di predire le conseguenze dell’effetto serra e gli scenari futuri sul nostro
pianeta è svolto dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), fondato nel 1988
dal programma ambientale delle Nazioni Unite e dall’organizzazione meteorologica
mondiale. L’IPCC riunisce più di 2500 scienziati provenienti da tutto il mondo e specializzati
in settori di ricerca molto diversi compresi climatologia, ecologia, economia, medicina ed
oceanografia. L’ultimo dei rapporti redatti dall’IPCC è stato presentato nel febbraio 2007 a
Parigi e gli scenari regionali e globali che presenta descrivono un pianeta che sta cambiando
straordinariamente in fretta, talmente in fretta da non lasciare il tempo a molti ecosistemi, e
forse anche alle comunità umane, di adattarsi.
I dati raccolti negli ultimi cinque anni confermano che gli effetti del riscaldamento globale
iniziano a farsi sentire e ad avere conseguenze dirette sugli esseri viventi e gli habitat del
pianeta. Se i primi allarmi lanciati dai climatologi si basavano su previsioni teoriche, ora si
fondano su osservazioni empiriche, ma tuttavia l’opinione pubblica è ancora divisa riguardo
la reale entità e gli effetti del surriscaldamento. Infatti, se la maggior parte degli scienziati
ritiene che siamo ormai giunti ad un punto in cui si debba agire presto e bene per frenare il
surriscaldamento globale, c’è invece chi sostiene che la Terra attui un meccanismo di
feedback per il quale l’equilibrio climatico si ristabilirà da sé senza gravi conseguenze per
l‘uomo, altri invece ipotizzano addirittura la possibilità di una prossima era glaciale.
Ciononostante i dati relativi allo scioglimento dei ghiacciai, all’innalzamento dei mari, alla
crescente siccità e al moltiplicarsi di alluvioni e uragani hanno portato numerosi Paesi a
rivedere gli accordi del protocollo di Kyoto (trattato internazionale sottoscritto nel 1997 da
oltre 160 Paesi ed entrato in vigore il 16 febbraio del 2005) riguardo la riduzione delle
emissioni antropogeniche di gas serra e di adottare nuove fonti di energia con la speranza di
ridurre gli effetti del surriscaldamento globale ormai in atto. 6
LE CAUSE DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
I FATTORI CHE INFLUENZANO IL CLIMA
Individuare le cause del fenomeno del surriscaldamento globale è complicato perché, in
primo luogo, il clima della Terra è un sistema complesso, in secondo luogo alcuni fattori che
influiscono sul clima possono variare ciclicamente come per esempio le precipitazioni o la
elementi del clima fattori del clima,
copertura del cielo; inoltre questi dipendono a loro volta dai
che agiscono sui valori della temperatura, della pressione e dell’umidità delle singole regioni
della Terra (la latitudine, l’altitudine, la distanza dal mare, l’influenza delle correnti marine, la
direzione delle catene montuose rispetto a quella dei venti dominanti, l’esposizione al Sole e
ai venti e altri ancora).
Uno degli elementi periodici che influenza il clima di alcune regioni è il fenomeno del
riscaldamento delle acque dell’Oceano Pacifico centrale. Questo fenomeno, che prende il
El Niño,
nome di si verifica quando l’acqua calda del Pacifico occidentale fluisce inusualmente
verso est, in direzione del Sud America. Questo modifica profondamente l’andamento delle
precipitazioni nelle regioni che vanno dalla California al Perù, dal Borneo al Brasile
nordorientale e perfino nelle terre che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.
Anche la geografia inoltre condiziona il clima a livello locale in diversi modi. Ad esempio:
- L’istmo di Panama devia il flusso delle acque caraibiche spinte verso ovest dall’effetto
della rotazione terrestre, generando la corrente del Golfo. Questa mitiga il clima della costa
orientale degli Stati Uniti e di alcune regioni dell’Europa settentrionale.
- Le distese di ghiaccio dell’Antartide, invece, riflettono grandi quantità di luce solare,
sottraendola al sistema climatico globale.
Oltre a fattori relativi alla geografia del pianeta e agli elementi periodici che da essa
dipendono, il clima della Terra è influenzato anche dai moti principali e millenari del nostro
pianeta.
Il moto di rotazione terrestre comporta infatti la periodica variazione dell’intensità di
illuminazione solare nell’arco di un giorno, mentre il moto di rivoluzione influenza l’intensità
di illuminazione nell’arco di un anno, con la conseguente alternanza delle stagioni. Queste
variazioni generano correnti atmosferiche e oceaniche che continuamente trasferiscono calore
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da una parte all’altra del pianeta. Nella circolazione atmosferica generale, inoltre, l’aria calda
delle regioni equatoriali, che sono sottoposte a un’insolazione più intensa e prolungata, si
innalza verso l’alto e migra verso i poli, dove si raffredda, per poi ridiscendere verso quote e
latitudini più basse.
Per quanto riguarda i moti millenari, fu l’astronomo serbo Milankovitck che, dal 1912 al
1940, calcolò gli effetti sull'energia solare irradiata sulla Terra di tre ordini di fenomeni:
• la variazione dell'eccentricità dell'orbita ellittica della Terra con periodo di 100.000 anni;
• la variazione dell'inclinazione dell'asse terrestre (tra 22° e 25°) con periodo di 40.000 anni;
• la precessione degli equinozi che ha un periodo di 22.000 anni;
La concomitanza di queste tre periodicità, secondo Milankovitch, costituisce il più
importante fattore causale delle ere glaciali verificatesi negli ultimi 600.000 anni.
Combinando insieme questi cicli si è trovato, dallo studio delle “carote” di ghiaccio e dei
sedimenti oceanici, che esiste una singolare corrispondenza tra le variazioni della radiazione
solare e le variazioni delle condizioni climatiche che si sono alternate sulla Terra sino ai giorni
nostri.
Nell’acqua che cade sotto forma di precipitazione nevosa, infatti, si trovano, ovviamente,
atomi di ossigeno. In relazione alla temperatura dell’aria nella quale si è prodotta la
condensazione, nella neve varia la percentuale di ossigeno-18 (un isotopo dell’ossigeno): più
bassa è la temperatura, tanto più bassa sarà la presenza di questo isotopo nell’aria. Le
misurazioni hanno mostrato che le variazioni del rapporto isotopico dell’ossigeno avevano
una frequenza proprio
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Introduzione che riassume in breve quanto esposto nella tesina e presenta il problema. È suddivisa in 4 parti principali: introduzione, le cause, gli effetti e gli scenari futuri, le strategie adottate per risolvere il problema e infine le conclusioni.
Materie trattate: in particolare geografia e filosofia, sono presenti accenni alla letteratura italiana (Svevo, Leopardi).