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Stars’ dust:

God’s spell

The essence of

emptiness

La vastità e l’età del cosmo sono al di là della comu-

ne capacità di immaginazione umana.

Il nostro minuscolo pianeta, la nostra casa, si perde

fra l’infinito e l’eternità. Carl Sagan Esame di stato A.S. 2007/2008

Approfondimento di:

Pippolo Angelina

Classe 5° A

Pippolo Angelina – Star’s Dust, God’s Spell : the Essence of Emptiness

Introduzione.

Introduzione

Ho sempre fissato il cielo con lo stesso occhio che avevo da bambina, a 7 anni. Non ho mai smes-

so, e non me ne pento. Era la mia passione; quelle lucine, che si facevano mirare con innocua malizia,

sembravano fissate con degli spilli su quel manto nero come la pece che si stendeva sopra la mia testa,

come quella di tutti. Ero solita prendere il mio libro di astronomia (ovviamente per bambini) e la sera usci-

vo di casa, cominciavo a puntare il dito al cielo parlando da sola e nominando, ogni volta, quasi con

orgoglio, una costellazione che ero in grado di riconoscere. Cose semplici, forse anche banali, ma per i

miei 7 anni erano scoperte sensazionali.

Con il passare del tempo, crescendo, non sono sicuramente divenuta un’esperta in Astrofisica, Astrono-

mia, Cosmologia, ma quel calore che sentivo in petto molti anni fa, ora, a 18 anni, lo sento ancora,

quando penso allo spazio, al tempo, al “vuoto”, alle stelle cadenti, quando vedo quel cielo, sdraiata su di

un prato a mezzanotte, con un’aria fresca estiva che si fa respirare con tanto piacere, quel cielo che sia

di giorno che di notte ci copre le teste e che fa parte di noi, come noi di “lui”. L’idea di essere polvere

di stelle mi ha sempre fatta sentire dispersa, sperduta, nel mio piccolo, in un remotissimo angolo

dell’universo. Ma nella mia insignificanza, ritengo che questa situazione, questo contesto, sia una magia, un

incantesimo. E spero non finisca mai. profilo fisico

Con questo lavoro ho pensato di “dar vita” al vuoto, presentandolo sotto un . Ho pensato

di non ampliare troppo questo testo, per non risultare pesante, o esageratamente scientifica. Ho preferito

vuoto interiore

fare qualcosa di un po’ più specifico, per quanto “semplice”; il vuoto (associabile al nulla, al ,

alla solitudine, ad un nichilismo collegabile sia alla letteratura sia alla filosofia) nelle materia umanistiche

leggerezza

(nel mio caso le scelte sono state filosofia e italiano) verrà trattato con più (nonostante sia un

argomento che mi interessa in tutto e per tutto), per quanto le conclusioni alle quali sono pervenuta, svi-

luppando, nel corso del tempo, questo lavoro, siano soprattutto di stampo umanistico e filosofico. E credo

di poter asserire che queste pagine scritte, con il lavoro di ricerca che vi è alla base, mi hanno fatta

crescere e resa più consapevole di me stessa quanto delle persone che mi stanno accanto. Spiegherò il

perché. Pippolo Angelina, classe 5ª A A.S. 2007/2008

Dedico questo lavoro (realizzato e completato anche grazie ai consigli di alcuni inse-

gnanti, che ringrazio caldamente) alla mia famiglia, al mio migliore amico Alessandro, a

Marta, amica sin dall’infanzia, e a tutte le persone alle quali voglio bene, perché senza di

voi la mia vita non avrebbe senso. Con affetto.

Ci che si fa per amore sempre al di l del bene e del male.

" Friedrich Nietzsche

" ò è à - 1 -

Pippolo Angelina – Star’s Dust, God’s Spell : the Essence of Emptiness

Indice dei paragrafi

Introduzione ……………………………………………………………………………………………………………………………………………………..

…………………………………….. pag. 1

………………………………………………………………………………………………………………

1. Il nero come sinonimo di vuoto - …………………. pag. 4

La “tappezze

e

ria” cosmica: vuoti e materia

“tappezz

2. Il vuoto vero e proprio in astronomia e fisica classica ……………………………………………. pag. 7

3. I

l principio di indeterminazione di Heisenberg … … ……………………………………………………………… pag. 8

4. … ………………….. pag. 9

e la visione del vuoto grazie all’avvento della Fisica Quantistica

alternativo

5. Montale: un vuoto … …………………………………………………………………………………………………………. pag. 16

6. … e altri filosofici: Nietzsche. …………………………………………………………………………………………………….

…………………………………………………………. pag. 18

………………………………………… pag. 21

7. Conclusioni personali …………………………………………………………………………………………………………………………….

Bibliografia pag. 27

7

…………………………………………………………………………………………………………………………………………………….. 2

Indice delle figure e tabelle

Fig. 1.1. / Fig. 1.2. Via Lattea

attea magnificamente visibile in una chiara notte pag. 4

L

Fig. 1.3. “Questi vuoti hanno la forma di grandi cavità quasi sferiche, e sono intercon

n

nesse in una specie

interco di

rete tridimensionale, come se fosse una ragnatela, ma non regola

a

re.” pag.

g. 5

sterminata regol pa

buio? pag.

Fig. 1.4. Perché lo spazio è 5

pag. 6

Fig. 1.5. Diffusione della luce

luu pag. 6

Fig. 1.6. Cielo, nuvole,, l ce. pag. 7

Fig. 2

.

1 . Tabella dei gradi di “vuoto”

Fig. 4

.1.

. / Fig. 4

.

2 . Le fluttuazioni quantistiche.

. Il concetto di probabilità nella Meccanica

ca Quantistica è

.1 quantistiche Meccani

I m

portantissimo pag. 9 /10

Fig. 4

.

3 . Fantasiosa (almeno in teoria) rappresentazione di una coppia particel

l

la-

- antiparticella pag. 11

partice la

Fig. 4.4

4 . Il principio di indeterminazione in relazione

e a tempo ed e nergia. pag. 13

4. relazion - 2 -

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Indice delle citazioni

1. Bibbia pag. 6

2. Seneca | Libro 16, Lettera 99 pag. 7

3. Clerk Maxwell pag. 8

James Canti

| A se stesso (dai ) pag.

4. Giacomo Leopardi 14

Pascolili vertigine

5. Giovanni Pasco | La pag. 15

6. Pier Paolo P asolini

olini | Senza di te tornavo, come eb

b bro pag. 15

as e

Montale | da Ossi di seppia,

, 1925

7 . Eugenio seppia pag. 16

| Ad Angelo Mai quand'ebbe trovato i libri di Cicerone

8 . Giacomo Leopardi della Repubblica pag. 16

Satura)

) Satura II

9 . Eugenio Montale | (da Satura pag. 17

10.

. Eugenio Montale | “Confessioni di scrittori (Intervista con se stessi)”, Milano 1976 pag. 18

10

11. Friedrich Nietzsche | “ Die frÖhliche pag. 19

fr

Öhliche Wissenschaft” (1882), tr. It. “La gaia scienza”

| “ Frammenti postumi 1887-

- 1888”

” ,fr 9 (35) pag. 19

12. Friedrich Nietzsche 1887 1888

Marr “ La questione dell’essere (Sopra la linea) “ pag. 19

1

3 . Ma tin Heidegger |

1

4 . Friedrich Nietzsche | Wille zur Macht (La volontà di potenza) (ed. Kröner) 200

pag. 2

15.. “ L’essere e il nulla”

” 211

15 Jean Paul Sartre | “L’être et le néant” (1943), tr. It. nulla pag. 2

16. the answers 222

16 . Ilse deLange | All pag. 2

17. - il nichilismo e i giovani (2007) 233

17 . Umberto Galimberti | L'ospite inquietante pag. 2

18.

. Greene | elegante – dimensioni na

a scoste la ricerca teoria ultima pag. 24

4

18 Brian L’universo Superstringhe, n e della 2

19. Brian | L’universo – Superstringhe, na

a scoste e ricerca della ultima 25

5

19 . Greene elegante dimensioni n la teoria pag. 2

20. Brian Greene L’universo elegante Superstringhe, dimensioni na

a scoste e la della teoria 26

6

20 . | – n ricerca ultima pag. 2 - 3 -

Pippolo Angelina – Star’s Dust, God’s Spell : the Essence of Emptiness

1. Il nero come sinonimo di vuoto

- La “tappezzeria” cosmica: vuoti e materia

Alzando gli occhi al cielo, di sera,

o di notte, qualsiasi occhio nota im-

mediatamente il colore cupo, denso,

del cielo, che sembra quasi asfittica-

mente costituito da neri abissi vuoti,

più che da stelline luminose, galassie,

dalla Via Lattea. Sembra esserci pro-

prio una predominanza di un “nulla”, i

più lo chiamano “lo spazio”, o si Fig. 1.1. / Fig. 1.2. Via Lattea magnificamente visibile in una chiara notte

vuoto , inteso come

spingono più in là definendolo proprio

spazio privo di materia. In un certo senso è indiscutibile,

se ci mettiamo dalla parte del “senso comune”; le stelle,

come le galassie, i superammassi di galassie, i pianeti

(la Terra non fa eccezione) sono dei granellini di sabbia

dispersi in questo spazio, e ai giorni d’oggi, si può asse-

rire che l’universo conoscibile è costituito per il 10% dal-

vuoto, ossia privo di

la materia, e per ben il 90% è.. “

materia”

.

L’universo può essere immaginato come una “bolla di

sapone” (la cui superficie può rappresentare, indicativa-

mente, i “concetti” di spazio e il tempo) che trascina se-

co la materia, le stelle, le galassie, nel mentre in cui

possono essere visibili dei grandi “vuoti cosmici” (di recente sono state scoperte zone prive di

materia con diametri anche di diecimila miliardi di chilometri): nell’universo esistono delle grandi

regioni “vuote”, del diametro, mediamente, di decine di milioni di anni luce e prive di ga-

- 4 -

Pippolo Angelina – Star’s Dust, God’s Spell : the Essence of Emptiness

lassie. Questi hanno la forma di grandi cavità

quasi sferiche, e sono interconnesse in una spe-

cie di sterminata rete tridimensionale, come se

fosse una ragnatela, ma non regolare.

Pensiamo di essere distesi, ora, e di fissare

il cielo. Sono le due di notte, e non c’è una

sola nuvola che copre la volta celeste. Perchè è

Perché parliamo di miliardi di

nero, questo cielo? Fig. 1.3. “Questi vuoti hanno la forma di grandi cavità

miliardi di miliardi di stelle, galassie, superam- quasi sferiche, e sono interconnesse in una specie di

sterminata rete tridimensionale, come se fosse una ra-

massi di galassie, e in contemporanea ci ritro- gnatela, ma non regolare.”

viamo a fissare una volta celeste che è praticamente nera? La risposta è abbastanza sempli-

ce, e la si può spiegare in due modi diversi, a seconda che si studi la cosa da un punto

di vista soggettivo (ossia partendo dalla considerazione del fatto che noi viviamo qui, sul pia-

neta Terra, che ha come caratteristica fon-

damentale la presenza di una particolare

atmosfera, e di una particolare posizione

nel sistema solare) e da un punto di vista

oggettivo, ossia considerando l’universo a

partire da ciò che gli studi scientifici e le

ricerche hanno potuto costruire riguardo al

suo passato e, volendo, al suo possibile

futuro.

Si tolga una certa percentuale di non

visibilità dovuta all’illuminazione artificiale

prodotta dall’uomo, che sicuramente rema Fig. 1.4. Perché lo spazio è buio?

contro l’osservazione; il motivo per cui ve-

diamo il cielo nero è il medesimo che ci consente di vederlo azzurro / blu di giorno:

l’atmosfera è tale da “filtrare” i raggi solari. La luce proveniente dal Sole colpisce le molecole

- 5 -

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dell' atmosfera terrestre e viene diffusa in

Fig. 1.5. Diffusione della luce

tutte le direzioni. Il colore blu del

cielo è un risultato del processo di

diffusione. Di notte, quando la parte

della Terra in cui ci troviamo è rivolta

in direzione opposta al Sole, lo spazio è

nero perché non ci sono sorgenti

luminose vicine, come il Sole, la cui luce

possa essere diffusa.

Ora, studiamo la cosa da una

Fig. 1.6. Cielo, nuvole,, luce.

prospettiva un po’ più complessa: se l'Universo è

perché la luce proveniente da tutte le stelle non si somma rendendo il cielo

pieno di stelle,

sempre luminoso ? Se l'Universo fosse infinitamente grande e fosse sempre esistito, ci aspette-

remmo che il cielo notturno fosse chiaro, perché sarebbe illuminato dalla luce di tutte queste

stelle. In ogni direzione tu guardassi nello spazio, troveresti una stella. Tuttavia sappiamo per

Paradosso di Ol-

esperienza che lo spazio è scuro. Questa contraddizione prende il nome di

bers . E' un paradosso perché secondo logica ci aspetteremmo di vedere il cielo notturno lu-

minoso, invece l'esperienza ci dice il contrario. La notte è nera

: in un universo “statico” no

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Sintesi
tesina di maturità sul vuoto

Introduzione

Ho sempre fissato il cielo con lo stesso occhio che avevo da bambina, a 7 anni. Non ho mai smesso, e non me ne pento. Era la mia passione; quelle lucine, che si facevano mirare con innocua malizia, sembravano fissate con degli spilli su quel manto nero come la pece che si stendeva sopra la mia testa, come quella di tutti. Ero solita prendere il mio libro di astronomia (ovviamente per bambini) e la sera uscivo di casa, cominciavo a puntare il dito al cielo parlando da sola e nominando, ogni volta, quasi con orgoglio, una costellazione che ero in grado di riconoscere. Cose semplici, forse anche banali, ma per i miei 7 anni erano scoperte sensazionali.

Con il passare del tempo, crescendo, non sono sicuramente divenuta un’esperta in Astrofisica, Astronomia, Cosmologia, ma quel calore che sentivo in petto molti anni fa, ora, a 18 anni, lo sento ancora, quando penso allo spazio e al tempo, al “vuoto”, alle stelle cadenti, quando vedo quel cielo, sdraiata su di un prato a mezzanotte, con un’aria fresca estiva che si fa respirare con tanto piacere, quel cielo che sia di giorno che di notte ci copre le teste e che fa parte di noi, come noi di “lui”. L’idea di essere polvere di stelle mi ha sempre fatta sentire dispersa, sperduta, nel mio piccolo, in un remotissimo angolo dell’universo. Ma nella mia insignificanza, ritengo che questa situazione, questo contesto, sia una magia, un incantesimo. E spero non finisca mai.

Con questo lavoro ho pensato di “dar vita” al vuoto, presentandolo sotto un profilo fisico. Ho pensato di non ampliare troppo questo testo, per non risultare pesante, o esageratamente scientifica. Ho preferito fare qualcosa di un po’ più specifico, per quanto “semplice”; il vuoto (associabile al nulla, al vuoto interiore, alla solitudine, ad un nichilismo collegabile sia alla letteratura sia alla filosofia) nelle materie umanistiche (nel mio caso le scelte sono state filosofia e italiano) verrà trattato con più leggerezza (nonostante sia un argomento che mi interessa in tutto e per tutto), per quanto le conclusioni alle quali sono pervenuta, sviluppando, nel corso del tempo, questo lavoro, siano soprattutto di stampo umanistico e filosofico. E credo di poter asserire che queste pagine scritte, con il lavoro di ricerca che vi è alla base, mi hanno fatta crescere e resa più consapevole di me stessa quanto delle persone che mi stanno accanto. Spiegherò il perché.

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