I’ve had a dream…
Prima di parlare dei sogni bisogna capire che cosa è il sonno. Il sonno è un processo fisiologico che coinvolge il sistema nervoso centrale e il sistema nervoso autonomo.
Tutto quello che oggi si conosce sul sonno è frutto di particolari esami basati sul monitoraggio delle onde cerebrali, il classico encefalogramma, che registra gli impulsi elettrici del cervello, sull’elettrooculografia, che registra i movimenti oculari, e sull’elettromiografia, che registra i movimenti muscolari.
Dopo vari studi si è arrivati alla conclusione che il sonno non è tutto uguale, ma è diviso in due fasi: la fase non-REM e la fase REM.
Nella fase non-REM si passa dalla fase di addormentamento, uno stato tra veglia e sonno leggero, alla fase di sonno profondo, il momento più profondo del sonno, fase in cui il nostro organismo si rigenera.
La fase REM, Rapid Eye Movements, è caratterizzata da movimenti oculari rapidi e ritmici, si verifica circa quattro o cinque volte per notte e in essa si fanno sogni molto intensi. Queste fasi durano circa 15 minuti: una volta passata questa fase si ritorna alla fase di addormentamento.
Tuttavia la durata di questa fase aumenta di volta in volta; la fase REM più lunga è quella che precede il risveglio. Un uomo adulto impiega circa 90 minuti prima di giungervi. In questa fase si fanno i sogni più intensi.
Le fasi del sonno vennero scoperte solo a partire dalla metà degli anni Novanta. Nel 1953, Eugene Aserinsky scoprì la fase REM. Aserinsky notò che gli occhi dei dormienti, durante il sonno, si muovono pur con le palpebre chiuse, mentre usava un poligrafo per registrare le onde cerebrali durante questi periodi.
In una sessione svegliò un paziente che stava piangendo durante la fase REM, potendo quindi trovare conferma in quanto aveva presupposto precedentemente. In definitiva tutti i nostri sogni più intensi, più “proibiti”, vengono fatti in questa fase.
Ora che sappiamo come si arriva al sogno ci manca ancora una cosa, o meglio, una domanda: ma perché sogniamo ciò che sogniamo?
A questo quesito, che si posero in molti, nel 1899 Sigmund Freud diede una risposta abbastanza esauriente con il suo libro “L’interpretazione dei sogni”. Questo libro fu la base per la psicoanalisi e per lo studio dell’inconscio; scoprì molte cose che oggi diamo per scontate, come la fase REM del sogno.
Ma perché Freud lo scrisse? Il tutto nacque la notte del 23 luglio 1895, quando il dottor S. si svegliò da un sogno e, invece di girarsi dall’altro lato e mettersi a dormire, prese appunti sul sogno.
Da qui iniziò a tenere un diario dove, ogni volta che si svegliava, trascriveva tutto quello che si ricordava. Alla fine arrivò a raccogliere centinaia di sogni, tra i suoi e quelli dei pazienti.
Il sogno che fece quella notte lo chiamò “sogno dell’iniezione di Irma”. La descrizione del sogno è molto lunga e ricca di particolari reali; questo qui è un frammento:
“Un grande salone – stavamo ricevendo numerosi ospiti – tra di essi c’è Irma. La presi in disparte, come per rispondere alla sua lettera e rimproverarla di non aver ancora accettato la mia «soluzione». Le dissi: «Se hai ancora dei dolori è davvero solo colpa tua». Mi rispose: «Se solo tu sapessi che dolori ho ora in gola, nello stomaco e nel ventre, mi soffocano».
Io mi spaventai e la guardai. Era pallida e gonfia. Pensai che dopo tutto dovevo aver trascurato qualche disturbo organico. La portai vicino alla finestra e le guardai in gola, e lei mostrò una certa riluttanza, come le donne con la dentiera. Io pensai che veramente non c’era bisogno di farlo.
Poi lei aprì bene la bocca e sulla destra trovai una grande macchia bianca; in un altro punto vidi delle estese croste grigiastre su delle forme notevolmente incurvate, che imitavano evidentemente le cavità nasali. Chiamai subito il Dr. M. ed egli ripeté l’esame e lo confermò… Il Dr. M. sembrava molto diverso dal solito, era pallido, zoppicava e non aveva la barba…
Anche il mio amico Otto era ora vicino a lei, e il mio amico Leopoldo stava percuotendo il suo petto e diceva: «Ha un’area ottusa in basso a sinistra». Indicò anche che una parte della pelle sulla spalla sinistra era infiltrata, lo sentii come lui, nonostante il vestito…
M. disse: «Non c’è dubbio, si tratta di un’infezione, ma non importa: interverrà la dissenteria e le tossine saranno eliminate»… Noi conoscevamo anche l’origine dell’infezione.
Non molto prima, quando lei si sentiva poco bene, il mio amico Otto le aveva fatto un’iniezione di propile… propili… acido propionico… trimetilammina, e vidi davanti a me la formula stampata in grassetto… Iniezioni di quel genere non si dovrebbero fare così sconsideratamente… E probabilmente la siringa non era pulita.”
Vediamo ora quanto di reale c’è in questo sogno: Irma era un’amica di famiglia che, presentando una forma di angoscia isterica, andò da Freud per farsi curare, ma ottenne risultati solo parzialmente soddisfacenti.
Ora tra Irma e Sigmund si era creata una relazione un po’ strana, in quanto era a metà fra quella amichevole e quella professionale; lui stesso ammetterà che questo limbo era “fonte di turbamento per un medico, in particolare per uno psicoterapeuta”, perché in caso di fallimento la vecchia amicizia sarebbe stata minacciata.
Ora successe che Otto, un collega di Freud, che incontrò Irma durante le vacanze estive, riferì al dottor S. che lei non era del tutto guarita, ma lo disse con un tono che lasciava intendere un rimprovero per aver fatto promesse di guarigione che non era stato in grado di mantenere, e questo lo irritò molto.
Quindi la sera prima del sogno si accinse a scrivere la cartella clinica di Irma per farla avere al Dottor M., amico comune e principale esponente del loro gruppo di lavoro.
A questo punto non resta che vedere l’interpretazione che Sigmund diede del suo stesso sogno. Innanzitutto la vicenda si svolgeva in un salone che lui ricollegò a quello della sua casa a Bellevue, dove di lì a breve si sarebbe svolta la festa di compleanno di sua moglie.
Naturalmente il suo sogno aveva uno scopo, che lui identificò come quello di punire e umiliare Irma, Otto e il Dottor M.: