Estratto del documento

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Istituto comprensivo "G. Pascoli", plesso "N. Andria"

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Massafra

Anno scolastico 2013/2014

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Percorso pluridisciplinare

"Il sogno: oltre l'impercettibile limite della conoscenza"

Allieva: Sara Fanigliulo

3^B

Introduzione

Nessuno sa, fino al risveglio, se il sogno è vita o se invece la vita è sogno.

Siamo gli inventori dei nostri sogni, gli artefici e poi li disconosciamo come creazioni che non ci appartengono più.

Come fossimo attori a metà delle nostre stesse commedie-tragedie notturne, dobbiamo spartire la scena con quel qualcuno che è in noi, per metà familiare e per metà estraneo: un essere che ricorda le cose che noi ricordiamo, conosce le stesse persone, gli stessi luoghi, ma spesso risponde, agisce, reagisce come noi non oseremmo fare mai.

Fin dal principio del mondo il sogno ci ha attratti e catturati, e non cesserà di farlo neppure ora.

È proprio per questa ragione che ho scelto il sogno come tematica, perché io stessa sono stata affascinata dal mistero che lo avvolge e che lo avvolgerà per sempre.

I sogni

Un terzo circa della vita si trascorre dormendo, un'attività fisiologica necessaria all'organismo tanto quanto respirare o nutrirsi.

Il sonno è costituito da quattro fasi: la prima fase è detta di sonno leggero ed è seguita da quella di sonno medio e poi da quella di sonno profondo.

Durante la quarta ed ultima fase, la cosiddetta REM (dall'inglese Rapid Eyes Movements, letteralmente "movimenti rapidi degli occhi") i nostri occhi si muovono incessantemente sotto le palpebre: è proprio in questa fase che sogniamo.

Il significato fisiologico dei sogni è ancora poco chiaro.

Si pensa che, attraverso il sogno, il cervello possa scaricare l'eccesso di informazioni che ha accumulato durante la veglia.

È certo, invece, che quanto più un individuo è giovane e intellettualmente attivo tanto più sogna.

Un uomo in media sogna complessivamente per sei anni durante la sua vita (circa due ore per ogni notte).

Non si conosce ancora l'area del cervello in cui hanno origine i sogni, né sappiamo se ciò avviene in una singola area o se più parti del cervello sono coinvolte.

Nel 1953, Eugene Aserinsky scoprì la fase REM notando che gli occhi dei dormienti, durante il sonno, si muovono pur con le palpebre chiuse.

Successivamente pubblicò il risultato degli studi effettuati sulla rivista "Science".

Uno studio del 2001 ha dimostrato l'evidenza che sognare aiuta il cervello a fortificare il consolidamento della memoria semantica, quella cioè che ci permette di ricordare conoscenze generali riguardo al mondo che ci circonda.

Ciò potrebbe realmente verificarsi in quanto, durante la fase REM, la memoria unisce ricordi apparentemente lontani fra loro che, tuttavia, sono correlati.

I livelli in aumento dell'ormone dello stress Cortisolo fanno inoltre decrescere, spesso durante il sonno di REM, la comunicazione.

Una tappa del consolidamento della memoria è il concatenamento di ricordi distanti ma correlati.

Ci sono molte ipotesi relativamente alla funzione dei sogni.

Durante la fase REM ci possono essere molti stimoli esterni che la mente rielabora, facendone parte integrante del sogno stesso, nell'ordine in cui il sonno procede.

I sogni possono permettere anche alle parti represse della mente di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tengono la mente lontana da pensieri che causerebbero un risveglio improvviso.

I sogni lasciano anche esprimere alla mente sensazioni che sarebbero normalmente soppresse da svegli, tenendosi così in armonia.

Sigmund Freud

Sigismund Schlomo Freud, conosciuto come Sigmund Freud, nacque il 6 maggio del 1856 a Freiberg, nell'odierna Repubblica Ceca, al tempo chiamata Moravia.

Quando Sigmund aveva appena quattro anni, la famiglia si spostò a Vienna per motivi legati al lavoro del padre, un ebreo che commerciava la lana.

Nonostante il disinteresse paterno per l'argomento, Freud iniziò ad appassionarsi allo studio del testo biblico sin da giovane, e la storia e la tradizione del suo popolo giocheranno un ruolo non indifferente nella sua produzione successiva, peraltro, in un contesto sociale come quello viennese di strisciante antisemitismo.

Sigmund conseguì il diploma a diciassette anni e s'iscrisse alla Facoltà di Medicina dell'università di Vienna, concludendo gli studi nel 1881.

Nel frattempo, decise di dedicarsi anche alla ricerca psicoterapeutica.

Nonostante il successo ottenuto in questo campo, Freud si dedicò alla pratica clinica per tre anni all'Ospedale Generale di Vienna, curando i pazienti del reparto psichiatrico.

Poi, tra il 1885 e il 1886, collaborò con Charcot a Parigi, e si avvicinò così all'ipnosi come cura per i malati nervosi, metodo clinico che Freud voleva poi diffondere al suo ritorno a Vienna.

Egli iniziò ad applicare il metodo ipnotico anche sui pazienti isterici, e a pubblicare i primi studi su questo metodo catartico (Studi sull'isteria, 1895).

Tuttavia, Freud stava già lavorando alle opere maggiori; nel 1900 pubblicò uno studio, risultato del lavoro di cura sui propri pazienti e su se stesso, L'interpretazione dei sogni, che fissò i paletti della futura psicoanalisi.

La nomina a professore universitario nel 1902 si affiancò allo sviluppo della nuova teoria, a cavallo tra interpretazione del mondo dell'inconscio e pratica terapeutica per i disturbi psicoanalitici.

L'ascesa al potere del nazismo hitleriano costrinse però Freud, da anni malato di cancro, all'esilio a Londra nel 1938, dove lo psicoanalista morì l'anno seguente, nel 1939.

La psicoanalisi

La medicina ottocentesca tendeva ad interpretare tutti i disturbi della personalità in chiave somatica, ma Freud si dedicò allo studio dell'isteria con metodi completamente nuovi.

Insieme allo psicoanalista Charcot cominciò ad utilizzare il metodo dell'ipnosi ma, a differenza di quest'ultimo, il medico viennese si dedicò anche allo studio dell'eziologia, letteralmente "studio delle cause" (dal latino aetiologia, che deriva a sua volta dal greco αἰτία λογία, causa e studio).

Questa scienza si proponeva infatti di scoprire la causa delle psiconevrosi e Freud giunse alla scoperta che l'eziologia è da ricercarsi in un conflitto tra forze psichiche inconsce, ovvero che operano al di là della nostra consapevolezza.

La scoperta dell'inconscio segnò l'atto di nascita della psicoanalisi.

Prima di Freud si riteneva che la psiche si identificasse con la "coscienza": il medico viennese invece affermava che la maggior parte della vita mentale si svolge fuori dalla coscienza e che l'inconscio è la realtà primaria di cui il conscio, simile alla punta di un iceberg, è solo la manifestazione visibile.

Nel 1920 Freud elabora una topica psicologica distinguendo tre istanze: l'Es, l'Io e il Super-io, che interagiscono tra loro.

L'Es o energia psichica inconscia preme per soddisfare le pulsazioni collegate con la sopravvivenza, la fame, la sete, ecc., e con l'aggressività.

L'Io rappresenta la "punta dell'iceberg" della struttura della personalità, cioè una piccola parte in cui troviamo le percezioni, i pensieri, le valutazioni, i giudizi e i ricordi di cui siamo coscienti.

L'Io viene anche definito "l'esecutivo" della personalità, in quanto decide le nostre azioni e funge da mediatore tra le esigenze dell'Es e le richieste del mondo esterno, quindi le norme morali.

Il Super-io può invece essere paragonato alla "voce della coscienza" che ci suggerisce i criteri in base ai quali valutiamo ciò che è giusto o sbagliato e che giudica le nostre azioni accompagnandole con sentimenti di colpa o di orgoglio.

Di conseguenza, chi ha un Super-io forte sarà tendenzialmente onesto o travolto dai sensi di colpa; chi invece è in possesso di un Super-io debole sarà permissivo e ansioso.

Nella teoria psicoanalitica bisogna evidenziare un processo psicologico molto importante: la rimozione.

Questa rappresenta uno dei meccanismi di difesa della nostra psiche che ci permette di vivere perché rimuoviamo nell'inconscio tutti gli eventi dolorosi.

Tuttavia questi sentimenti fastidiosi premono per essere presenti nella parte conscia della nostra psiche e a volte ci riescono attraverso lapsus, dimenticanze e, soprattutto, attraverso i sogni.

Lo stesso Freud, nella notte del 23 luglio del 1895, fece un sogno che intitolò "Sogno dell'iniezione di Irma".

Partendo da questo sogno e convinto che da essi si possa arrivare alla base dei conflitti che causano le nevrosi nei propri pazienti, Freud incominciò una ricerca che darà vita al suo saggio: “L’interpretazione dei sogni”, una delle basi della psicoanalisi.

Freud cominciò a scrivere un diario dei sogni e ogni volta che si svegliava annotava tutto quello che ricorda di essi: così facendo cominciò sempre più a ricordare i propri sogni e arrivò a raccoglierne centinaia suoi e dei pazienti.

Freud era alla ricerca di leggi e di basi comuni nella creazione del sogno e iniziò anche una ricerca tra le fonti che avevano già trattato il sogno all’epoca.

Inaspettatamente, la cultura popolare rispecchiava in parte il pensiero di Freud: infatti in essa i sogni erano presentati come un appagamento di un desiderio.

Egli era convinto che i sogni fossero appunto una forma di pensiero che si manifesta durante il sonno in uno stato allucinatorio controllato che appaga i nostri desideri.

Essi provengono dalla parte non accessibile della nostra mente, l’inconscio.

Quando ci svegliamo ciò che conosciamo del sogno è un ricordo frammentario di esso che ci appare come un'esperienza vissuta a noi sconosciuta.

Questa sensazione viene chiamata contenuto manifesto.

Scomponendo il contenuto del sogno e interpretando ogni frammento di sogno si arriva al contenuto latente, ovvero i pensieri che lo compongono e che ci appaiono immediatamente come propri, questo processo di analisi avviene con l’associazione libera.

La creazione di un sogno parte sempre da una trama di pensieri che ha interessato la nostra giornata e di cui non ci si è occupati abbastanza, essi continuano inconsciamente a occupare il nostro “Interesse”.

Da questa trama di pensieri e da associazioni inconsce incomincia il lavoro onirico che porterà alla nascita del desiderio represso ovvero il fulcro del sogno.

Dopo che il desiderio represso è “nato”, l’embrione del sogno formato dal desiderio e dalle idee associate emerge dall’inconscio in cui supererà due fasi.

La prima parte prevede che la rete di pensieri e di associazioni che formano il sogno diventino un “immagine onirica”, ovvero che le idee guadagnino un carattere rappresentativo non essendo possibile la verbalizzazione di esse; questa fase condensa tutti i collegamenti dei pensieri in un unico quadro visivo.

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Sintesi

Introduzione Sogno, tesina

La seguente tesina di maturità tratta del tema del sogno.

Un terzo circa della vita si trascorre dormendo, un'attività fisiologica necessaria all'organismo tanto quanto respirare o nutrirsi. Il sonno è costituito da quattro fasi: la prima fase è detta di sonno leggero ed è seguita da quella di sonno medio e poi da quella di sonno profondo. Durante la quarta ed ultima fase, la cosiddetta REM (dall'inglese Rapid Eyes Movements, letteralmente “movimenti rapidi degli occhi”), i nostri occhi si muovono incessantemente sotto le palpebre: è proprio in questa fase che sogniamo.

Collegamenti

Sogno, tesina

  • Italiano - Sigmund Freud e “L'interpretazione dei sogni”
  • Storia dell'arte - Il surrealismo
  • Spagnolo - Salvador Dalí
  • Francese - Charles Baudelaire, “Rêve parisien”
  • Geografia - Gli Stati Uniti
  • Storia - Martin Luther King e i diritti dei neri
  • Inglese - “I have a dream”
  • Tecnologia - Energia rinnovabile, il sogno di un mondo meno inquinato
  • Ed. fisica - Paralimpiadi
  • Scienze - Il sistema nervoso
  • Cittadinanza e Costituzione - L'ONU, il sogno del mondo
  • Musica - Dream on, Aerosmith
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