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Sintesi
Italiano: Giovanni Pascoli (Lavandare, il Decadentismo)

Storia: Adolf Hitler (i campi di concentramento)

Arte: Edvard Munch (Il grido; l'Espressionismo)

Scienze: i terremoti; i maremoti

Francese: Victor Hugo (Demain dès l'aube, le Romantisme)

Inglese
: Mother Theresa

Ed.civica: la mafia (Giovanni Falcone; Paolo Borsellino; la legge del più forte)
Estratto del documento

TESINA: I SENTIMENTI

INTRODUZIONE

Se noi cerchiamo sul vocabolario la parola "sentimento" troviamo: stato affettivo più durevole

dell'emozione e meno intenso della passione. Ma molto probabilmente è molto più di questo. I

sentimenti sono così unici da non poter essere descritti con delle semplici parole. Sono proprio loro

che guidano le azioni quando l'uomo si fa sopraffare da quello che prova, perché loro sono la

nostra forza più grande. Certo a volte si compiono delle azioni riprovevoli, ma altre volte con la

forza dei sentimenti si fanno cose che a volte sembrano possibili solo nei film. Inoltre ci sono

sentimenti che non sappiamo neppure che esistono, e quando li proviamo le parole svaniscono, e

non riusciamo a descrivere come ci sentiamo. L'uomo inoltre è colpito continuamente da stimoli

esterni o interni, è questo il processo che fa nascere le sensazioni, le emozioni, ognuno di noi ha un

modo differente di reagire di fronte agli avvenimenti. E' per questo che ho scelto di fondare il mio

percorso su questo argomento, ho cercato di descrivere i vari sentimenti e le varie sensazioni

ritrovate nelle materie scolastiche. LA SOLITUDINE

La solitudine è quel sentimento collegato allo stato in cui non si ha compagnia, non si ha vicino

nessuno, quindi al concetto di relazione con altri simili. Nel corso della vita ogni uomo ha provato

l’esperienza della solitudine, e quando l’ha confrontata con gli altri si è accorto che non ne esiste

una sola. Ognuno di noi ha un modo proprio di rappresentarsela, di viverla e d’immaginarsela.

Esiste dunque una solitudine diversa per ognuno di noi.

Nel periodo tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, si diffonde a partire dalla Francia il

Decadentismo. Gli scrittore decadenti sono accomunati da alcune caratteristiche:

 Nelle loro opere di diffonde un senso di profonda angoscia esistenziale e di solitudine;

 Il poeta si sente superiore, libero da ogni dovere nei confronti degli altri uomini e delle

regole morali della società;

 La parola poetica diventa uno strumento per alludere a verità nascoste o per rivelare

l'impossibilità di ogni comunicazione;

 La vita deve essere un'opera d'arte in cui massimo valore è la bellezza.

In Italia il Decadentismo si diffuse un po' più tardi rispetto al resto dell'Europa, e si espresse

attraverso figure importanti: per la poesia Giovanni Pascoli e Gabriele D'Annunzio; per la prosa

Luigi Pirandello e Italo Svevo.

Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna nel 1855. La sua giovinezza fu segnata

dell'assassinio del padre che contribuì a creare nel poeta un senso pessimistico e tragico della vita.

Nel 1891 pubblicò la sua prima raccolta di liriche, Myricae. Nelle sue opere gli elementi

fondamentali sono le vicende personali, che si associano alla rappresentazione dell'ambiente

naturale e della civiltà contadina. Questi elementi sono però sempre visti nei loro aspetti più tristi e

malinconici ed hanno un valore simbolico: diventano rappresentazioni dello stato d'animo del poeta.

La natura diventa simbolo della tragica condizione umana. Accanto a parole di uso quotidiano o

anche dialettali, compaiono termini colti e ricercati.

Lavandare

Nel campo mezzo grigio e mezzo nero

resta un aratro senza buoi che pare

dimenticato, tra il vapor leggero.

E cadenzato della gora viene

lo sciabordare delle lavandare

con tonfi spessi e lunghe cantilene:

Il vento soffia e nevica la frasca,

e tu non torni ancora al tuo paese!

quando partisti, come son rimasta!

come l'aratro in mezzo alla maggese

La poesia "Lavandare" fa parte di Myricae, la prima raccolta del poeta Giovanni Pascoli. In questa

poesia la descrizione del paesaggio autunnale, resa con rapide immagini che suscitano impressioni

visive e sonore, sfuma nel malinconico canto delle lavandaie. L'aratro diventa, nella strofa finale, il

simbolo di una donna abbandonata da un uomo, che non tornerò. In realtà, la campagna autunnale

costituisce solo lo scenario su cui il poeta proietta uno stato d'animo smarrito e malinconico. La

poesia è composta da due terzine e una quartina con versi endecasillabi e rime alternate. Ciascuna

strofa ha una particolare caratteristica:

 La terzina iniziale non descrive nessun tipo di azione e ci sono sensazioni visive che l'autore

comunica attraverso l'enjabement presente nel secondo e nel terzo verso "pare/dimenticato";

 Nella seconda terzina invece prevalgono sensazioni di tipo acustico, infatti le parole

"sciabordare" e "tonfi" sembrano riprodurre rumori. Questa terzina risulta essere dinamica in

quanto le rime interne contribuiscono a velocizzare la strofa;

 La terza ed ultima quartina può essere definita drammatica perché riporta un triste canto di

amore e nostalgia e il ritmo sembra improvvisamente rallentato.

LA DISPERAZIONE

La disperazione è un'angoscia insopportabile, è l'impressione di non farcela più perché anima e

corpo sembrano essersi spinti sino ai limiti estremi della loro possibilità di resistenza. Uno dei tanti

volti dell'angoscia è dato dalla paura di entrare nell'arena della vita, dalla tentazione di

rinchiudersi in un interminabile stato di attesa. La disperazione possiede una sfumatura

depressiva:si perde interesse nei confronti della vita e non si riesce a trovare un senso nei riguardi

del futuro.

Il concetto dell'immagine come espressione del proprio mondo interione è alla base

dell'Espressionismo. L' Espressionismo è un movimento d'avanguardia che nasce nei primi anni del

Novecento e avrà un'ulteriore affermazione tra le due guerre mondiali. Esso non riguarderà solo

l'arte, ma costituirà un vasto movimento culturale, investendo anche la letteratura, la poesia, la

musica, il teatro e il cinema. Secondo gli Espressionisti il dipinto è la visualizzazione di uno stato

interiore. Gli artisti si allontanano dalla rappresentazione della realtà esterna, non si affida più

all'osservare con gli occhi, ma al sentire attraverso le proprie emozioni. Munch viene considerato il

precursore della corrente espressionista che si affermerà nel nord Europa, soprattutto in Germania e

in Francia, ma con caratteri diversi.

Dal 1893 Edvard Munch sgomenta il pubblico con un dipinto, intitolato "Il grido". La linea fluente

si scioglie in pennellate di colore violento, sporcato di nero. Sul ponte, che attraversa obliquamente

la composizione, la figura in primo piano ha il volto che sembra un teschio. Le sue mani chiudono

le orecchie, per proteggere dello scoramento che suscita il suo stesso grido. In fondo, sullo stesso

ponte, due piccole figure si allontanano, rivolte verso l'orizzonte di un tramonto infuocato. Il pittore

racconta di aver voluto rappresentare l'angoscia che ha provato quando, durante una passeggiata con

gli amici, d'improvviso si è sentito assalire da un'inspiegabile malinconia. Ignari, gli amici hanno

continuato a camminare, senza accorgersi di averlo lasciato indietro.

LA PAURA

La paura è un'emozione dominata dall'istinto che ha come obiettivo la sopravvivenza del soggetto

ad una suffragata situazione pericolosa. La paura è una delle sensazioni che più colpiscono

l'uomo. Si ha paura in vari modi, in varie occasioni. Ho analizzato la paura di fronte ad eventi

naturali, gli argomenti che più si addicono a questa sensazione sono i maremoti e i terremoti.

Lo strato superficiale della Terra, la crosta, è suddiviso in enormi pezzi, che si toccano lungo

fratture chiamate faglie, e che possono spostarsi l'uno rispetto all'altro. In corrispondenza delle

faglie, le masse di roccia sono sottoposte a una forte pressione e si deformano accumulando energia

elastica. finché, superato un certo limite, si spezzano e scorrono l'una rispetto all'altra. A questo

punto i bordi della frattura entrano in oscillazione, liberando sotto forma di onde sismiche l'energia

accumulata per lungo tempo. Le onde sismiche si propagano e provocano un improvviso e rapido

scuotimento del suolo: il terremoto. Il punto in cui si verifica la rottura all'origine del sisma si

chiama ipocentro. Il punto della superficie posto sulla sua verticale si chiama epicentro e a esso

corrisponde la zona più colpita dal terremoto.

Un fenomeno collegato ai terremoti è quello dei maremoti, o tsunami. Le onde di maremoto sono

spostamenti istantanei di una grande massa d'acqua causati da terremoti, frane o eruzioni

vulcaniche. Queste onde si propagano molto velocemente e possono viaggiare per migliaia di

kilometri, fino ad abbattersi sulle coste con un'energia devastante. Quando si avvicinano alla costa

rallentano e la loro altezza aumenta sempre di più.

L'ODIO

Il disprezzo nei confronti degli altri può essere visto come un sentirsi superiori nei loro confronti.

Questo molto probabilmente è un bisogno personale di sentirsi migliori. Nella storia questo

sentimento ha portato a risultati davvero tragici. Lo sterminio degli Ebrei è proprio la

personificazione di questo sentimento, dell'odio, del disprezzo nei confronti di questa razza. Il

popolo tedesco considerava gli Ebrei capaci di dominare il mondo.

L'operazione con cui i nazisti, a partire dal 1941, portarono a termine il loro progetto antisemita è

nota sotto vari nomi: i nazisti la chiamano "soluzione finale", molti la chiamano "Olocausto", gli

ebrei la definiscono "Shoà", la scienza la chiama "genocidio", lo sterminio volontario di un intero

popolo. I nazisti avevano paura degli ebrei, Hitler lo aveva scritto in "Mein Kampf" e ormai lo

ripeteva ossessivamente: gli ebrei sono gli unici più forti dei Tedeschi. Le SS procedettero al

rastrellamento di tutti i "giudei" che si trovavano nei territori sottoposti in quel periodo al loro

dominio. Sei milioni di ebrei furono deportati nei lager, come quello di Auschwits.

Vecchi, giovani, donne e bambini arrivavano nei campi di concentramento dopo viaggi allucinanti e,

arrivati, venivano separati dei loro cari e privati della loro identità: spogliati, rasati, rivestiti con un

pigiama a righe e marchiata a fuoco sul braccio con un numero che da quel momento in poi avrebbe

sostituito il suo nome. I letti della baracche erano tavolacci a castello, senza materasso né cuscino,

in cui dormivano dalle tre alle sei persone. A volte i prigionieri venivano costretti a stare per ore con

le braccia alzate, che le abbassava veniva fucilato. Nel filo spinato delle recinzioni passava una

corrente fulminante, molti ci si buttarono sopra per smettere di soffrire. Gli internati erano costretti

a fare lavori pesantissimi per il Reich. Quando un uomo non serviva più veniva mandato in una

camera dove usciva un gas che li portava alla morte, poi venivano bruciati nei forni crematori.

All'inizio i condannati erano stati mitragliati, ma poi le industrie tedesche avevano dimostrato che il

gas costava meno dei proiettili e uccideva in minor tempo un numero maggiore di persone. Accanto

a ogni lager c'era la residenza del comandante del campo, che aveva il diritto di viverci con la sua

famiglia. L'AMORE

L’amore una parola troppo piccola ma con un significato troppo grande e complicato .

Comunemente l’amore è un sentimento che si prova verso qualcuno o qualcosa. Dovrebbe essere

considerato come il sentimento più bello in assoluto, anche se molte volte è considerato il più

brutto. Forse perché è quello che più ci fa soffrire.

Le romantisme est un muovement culturel qui s'addresse à tous les domaines. Les théme

fondamentaux du Romantisme français sont:

 Le retour au sentiment, à l'amour;

 Le retour à la fois chrétienne (les Illuministes étaient athées):

 L'amour puor la patrie;

 L'admiration puor les littératures anglaise et allemande;

 L'importance de la nature qui régflechit les états d'ame de l'écrivain;

 L'écrivain écrit à la première personne, sans règles, pour décrire ses sentiments, ses passion.

Dans l'art il faut rappeller Delacroix et Rude. En musique Chopin et Berlioz. Victor Hugo et

Lamartine sont les chefs du Romantisme français dans la lettérature.

Demain dès l'aube.

Demain, dès l'aube, à l'heure où blanchit la campagne,

Je partirai. Vois-tu, je sais que tu m'attends.

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