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Classico latino

Tacito presenta il popolo dei Germani in chiaroscuro, da una parte sottolineandone gli aspetti positivi, la mancanza di corruzione e il lusso che li rende moralmente migliori dei Romani, dall’altra mette in luce una mancanza di costanza nel sopportare laboris et operum. Sanno tollerare la poco siti et aestum, mentre sono abituati per il loro clima e per il suolo arido ad affrontare il freddo e la fame.

È come se Tacito volesse implicitamente giustificare la superiorità romana che si basa su una grandezza politica, ma nello stesso tempo nel paragrafo 19 della Germania stessa mette in risalto una superiorità morale dei Germani che vivono nel pudore, nel matrimonio unico per la vita e che per quanto inferiori giuridicamente in quanto non hanno bonae leges sono superiori perché presso di loro valgono i boni mores.

Paragrafo 4.1 di Tacito

Ipse eorum opinionibus accedo, qui Germaniae populos nullis aliis aliarum nationum conubiis infectos propriam et sinceram et tantum sui similem gentem exstitisse arbitrantur. Unde habitus quoque corporum, tamquam in tanto hominum numero, idem omnibus: truces et caerulei oculi, rutilae comae, magna corpora et tantum ad impetum valida: laboris atque operum non eadem patientia, minimeque sitim aestumque tolerare, frigora atque inediam caelo solove adsueverunt.

Paragrafo 19 di Tacito

Ergo saepta pudicitia agunt, nullis spectaculorum inlecebris, nullis conviviorum inritationibus corruptae. Litterarum secreta viri pariter ac feminae ignorant. Paucissima in tam numerosa gente adulteria, quorum poena praesens et maritis permissa: abscisis crinibus nudatam coram propinquis expellit domo maritus ac per omnem vicum verbere agit; publicatae enim pudicitiae nulla venia: non forma, non aetate, non opibus maritum invenerit. Nemo enim illic vitia ridet, nec corrumpere et corrumpi saeculum vocatur.

Melius quidem adhuc eae civitates, in quibus tantum virgines nubunt et eum spe votoque uxoris semel transigitur. Sic unum accipiunt maritum quo modo unum corpus unamque vitam, ne ulla cogitatio ultra, ne longior cupiditas, ne tamquam maritum, sed tamquam matrimonium ament. Numerum liberorum finire aut quemquam ex adgnatis necare flagitium habetur, plusque ibi boni mores valent quam alibi bonae leges.

Letteratura latina

La vita di Seneca può essere divisa in due parti dal rapporto che intrecciò con gli imperatori: subito ebbe difficoltà con Caligola che voleva farlo uccidere con Claudio che lo condannò in esilio, ma l’imperatore che maggiormente segnò la sua produzione e la sua vita fu Nerone.

Alla morte di Claudio, Agrippina volle Seneca come precettore per il figlio e nei primi anni di principato Seneca ebbe l’illusione di fare del giovane un sovrano esemplare. Ma quando Nerone fece uccidere Agrippina e assunse atteggiamenti tirannici Seneca si ritira dalla vita politica dedicandosi alla filosofia.

Nemmeno questo bastò per salvarlo dall’accusa di aver partecipato alla congiura dei Pisoni per la quale fu costretto al suicidio. La durezza del potere imperiale lo spinse ad affrontare nelle sue opere tematiche importanti come l’ira considerata pericolosa, funesta e rappresentata da Caligola o l’ozio che viene considerato l’unica scelta per il saggio che non può più dedicarsi alla vita politica.

Tuttavia Seneca per tutta la vita si sforzerà di suggerire una monarchia illuminata; nel De Clementia egli esorterà Nerone a scegliere la moderazione, a punire solo quando indispensabile e a non travalicare le leggi.

Purtroppo il bisogno di equilibrio del filosofo stoico si scontra con l’arroganza imperiale e un senso di pessimismo pervade soprattutto le epistulae in cui spesso si parla di morte come liberazione dai mali dell’esistenza.

Anche nelle tragedie egli mette in scena un dualismo tra “ratio e furor” accentuando particolari macabri e atroci quasi a voler trasmettere il bisogno di equilibrio.

Questo equilibrio si ritrova anche in un passo delle epistulae ad Lucilium in cui l’autore vuole sottolineare l’importanza di un comportamento razionale tra gli uomini che si basi sulla solidarietà.

E ispirandosi a un verso di Terenzio “homo sum, nihil humani a me alienum puto” vuole affermare l’importanza della tolleranza tra gli uomini e della capacità di accettare nell’umanità pregi e difetti.

La società è vista come un arco di pietre che devono sostenersi a vicenda. Solo un’indole irrazionale non arriva a comprendere che la forza dell’uomo è nell’umanità unita.

Filosofia

Marx individua il dualismo come conflitto sociale all’interno della società capitalistica, potremmo dire che il dualismo è l’aspetto più originale della filosofia di Marx inteso come legge dialettica.

Per il filosofo la storia umana si sviluppa per contrasti, per contraddizioni. Così per esempio è dalla società feudale che è sorta la borghesia, ma la borghesia è anche la negazione della società feudale; dal canto suo la borghesia alimenta in se stessa il proletariato che secondo Marx prenderà poi le armi contro la borghesia fino ad arrivare ad una società senza classi e quindi ad annientare il dualismo.

Ancora si riscontra il dualismo nella sua concezione materialistica della storia quando il filosofo ci parla di struttura e sovrastruttura identificando la prima nell’economia che condiziona gli altri aspetti del vivere umano quali la politica, la sociologia, la psicologia e la cultura stessa.

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Sintesi

Introduzione tesina sulla razionalità e l'irrazionalità

Questa tesina di maturità descrive la razionalità e l'irrazionalità dell'uomo. Tesina maturità argomenti: in Italiano Leopardi e il dissidio tra ragione e sentimento, Il passero solitario, il XXXIII Canto del Paradiso e l'impossibilità di comprendere l'infinito col finito, in Storia la razionalità di Roosevelt e l'irrazionalità di Hitler, in Filosofia Marx e il contrasto tra borghesia e proletariato, Freud, es e superego, in Letteratura latina l'antitesi tra filosofo stoico e il potere imperiale, in Latino la Germania 4.1 di Tacito, "Germania 19" di Tacito, in Letteratura greca Apollonio Rodio: Medea eroina al di sopra di Giasone, in Greco Antigone, contrasto insanabile tra uomo e Stato; Creonte e Antigone vv. 69 a 91, in Fisica le tre leggi di Keplero, in Geografia astronomica la terra e i suoi movimenti, in Matematica il teorema di Carnot, in Storia dell'arte il "viandante sul mare di nebbia" contrasto tra finito e infinito.

Collegamenti

Tesina sulla razionalità e l'irrazionalità

  • Italiano: Leopardi e il dissidio tra ragione e sentimento, Il passero solitario, XXXIII Canto del Paradiso: l'impossibilità di comprendere l'infinito col finito.
  • Storia: La razionalità di Roosevelt e l'irrazionalità di Hitler.
  • Filosofia: Marx e il contrasto tra borghesia e proletariato, Freud, es e superego.
  • Letteratura latina: L'antitesi tra filosofo stoico e il potere imperiale.
  • Latino: Germania 4.1 di Tacito, "Germania 19" di Tacito.
  • Letteratura greca: Apollonio Rodio: Medea eroina al di sopra di Giasone.
  • Greco: Antigone, il contrasto insanabile tra uomo e Stato. Creonte e Antigone vv. 69 a 91.
  • Fisica: Le tre leggi di Keplero.
  • Geografia astronomica: la terra e i suoi movimenti.
  • Matematica: il teorema di Carnot.
  • Storia dell'arte: il "viandante sul mare di nebbia", contrasto tra finito e infinito.
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