Gabriele Belardi
Percorso scolastico: “L’uomo e gli animali”
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Percorso scolastico Gabriele Belardi Pagina 2 di 16
Introduzione: Cimitero Casa Rosa
Sarà la mia passione per gli animali, sarà l'amore per il mio cane, sarà la spensieratezza che questi trasmettono, fatto sta che quando sono venuto a conoscenza del fatto che andrò ad esporre, ho subito deciso di farlo diventare argomento della mia tesina.
Per verità non mi sono mai posto la domanda di dove potessero finire i nostri compagni di vita, gli animali domestici, una volta finito il periodo trascorso al nostro fianco. Per questo sono rimasto particolarmente incuriosito dal fatto che esistesse un Cimitero per animali dedicato a loro, in cui ogni padrone potesse fare loro visita nell'intento di ricordare i piacevoli momenti trascorsi insieme.
Casa Rosa è il cimitero per animali più antico d'Italia, l'unico con licenza comunale, con circa 1.000 lapidi per oltre 1.000 metri quadri di terreno in via dell'Imbrecciato a Roma. Non è semplicemente un cimitero, è un angolo di ricordi privato, un luogo in cui rendere omaggio a qualcuno di caro che non c'è più e che ti ha amato per tutta la vita. Esattamente come nei normali cimiteri ci sono lapidi con le dediche, con le stesse parole d'affetto che si scriverebbero per parenti e amici. Ogni incisione racchiude in poche e semplici parole una storia d'affetto, un legame indissolubile che lega gli animali ai padroni. Il Sig. Luigi Molon spiega che quando vivi per tanti anni assieme a un cane, un gatto o un coniglio, questo diventa parte di te e della tua famiglia, come se si trattasse di un parente o di un caro amico.
D'altronde, quello di seppellire un cane o un gatto è un atto di riconoscenza: gli animali, a differenza delle persone, non tradiscono mai.
È molto significativa la citazione di John Grogan incisa sulla targa posta all'ingresso del Cimitero:
“Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido... se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo”
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Storia: Mussolini e la gallina compagna di gioco dei figli
Il Cimitero nacque per caso con la gallina del Duce. Nel 1923 Antonio Molon, padre di Luigi Molon, attuale proprietario di Casa Rosa, curava gli animali di casa Mussolini. Fu il Duce a chiedere ad Antonio di seppellire l'amata gallina, compagna di giochi dei suoi figli in un piccolo terreno di proprietà dei Molon. La voce si sparse velocemente, e presto molti altri iniziarono a chiedere sepoltura dei propri animali, tra cui membri della Casa reale della più recente Repubblica, tra cui i Presidenti Sandro Pertini e Giovanni Leone.
La storia
Benito Mussolini, di estrazione popolare (il padre, Alessandro, era fabbro e la madre, Rosa Maltoni, maestra), dotato di una personalità ribelle e intemperante, aderì giovanissimo alle idee socialiste e rivoluzionarie professate dal padre. Espatriato in Svizzera (1902-04) per sottrarsi alla leva, si sostenne facendo vari mestieri e si segnalò come acceso propagandista soprattutto sul versante anticlericale.
Condannato per diserzione e poi amnistiato, rientrò in Italia nel gennaio 1905, espletò gli obblighi di leva e si impiegò come maestro. Nel febbraio 1909, assunse la segreteria della camera del lavoro di Trento e la direzione dell'Avvenire del lavoratore.
In questo periodo si unì con Rachele Guidi, che avrebbe sposato nel 1915, dalla quale ebbe i figli Edda, Vittorio, Bruno, Anna Maria e Romano, tutti compagni di gioco dell'amata gallina
Nel 1911 subì una nuova condanna per aver guidato, con il repubblicano P. Nenni, le manifestazioni contro l'intervento in Libia, ma stava ormai emergendo come il più noto oratore e giornalista socialista, per cui, allorché i massimalisti prevalsero sui riformisti (congresso socialista di Reggio Emilia, luglio 1912), fu acclamato tra i maggiori dirigenti del partito e gli venne affidata, nel dicembre, la direzione dell'Avanti!.
Nel dibattito sulla guerra Mussolini sostenne per vari mesi una posizione rigidamente neutralista, anche in contrasto con i molti che avevano fatto un percorso politico analogo al suo e che ora andavano orientandosi in favore dell'intervento, finché il 18 ottobre 1914, con una svolta improvvisa, pubblicò un proprio editoriale interventista. Il partito reagì immediatamente sottraendogli la direzione dell'Avanti! ed espellendolo, ma già il 14 novembre usciva il primo numero del Popolo d'Italia, quotidiano interventista da lui diretto.
Nelle tensioni del dopoguerra Mussolini operò dapprima un cauto avvicinamento alle posizioni nazionaliste con la fondazione dei Fasci di combattimento (Milano, 23 marzo 1919), costituiti da un centinaio di ex combattenti (tra questi sindacalisti, arditi, ex socialisti, repubblicani, futuristi), il cui programma manteneva visibili impronte socialiste; quindi, anche alla ricerca di una base di massa per il suo movimento, intessé un confronto con i dannunziani, che avevano motivazioni largamente analoghe alle sue, e fece propria la parola d'ordine della vittoria mutilata; ma soprattutto cercò di unificare in un'unica tendenza i movimenti antiliberali e antigiolittiani, di destra come di sinistra, senza peraltro conseguire un successo nelle elezioni politiche del novembre 1919.
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Dopo l'occupazione delle fabbriche (autunno 1920) e la sconfitta del movimento operaio, nel corso di una crisi politica che vedeva declinante l'iniziativa socialista e in sempre maggior difficoltà la classe dirigente liberale, Mussolini, operando una visibile svolta, tese a presentarsi come capo di una forza capace di rappresentare le tendenze antiliberali della piccola e media borghesia spaventata dall'"ondata bolscevica", nonché il bisogno di ristabilire l'ordine gerarchico dell'organizzazione economico-produttiva scosso dalle lotte proletarie.
Nell'aprile 1921 il movimento elesse oltre trenta parlamentari, tra i quali Mussolini, in liste comuni con i giolittiani, e nel novembre successivo l'ingrossarsi delle sue file consigliò la costituzione del Partito nazionale fascista.
In questa fase Mussolini, che appariva figura emergente in grado di raccogliere una massiccia forza d'urto per dare la scalata al potere, seppe abilmente alternare intimidazioni brutali e rassicurazioni di legalità, fino alla prova di forza che si ebbe con la mobilitazione fascista del 22 ottobre 1922 (la "marcia su Roma") a seguito della quale cadde il governo Facta (durato 156 giorni) e il re lo incaricò di formare il governo.
Mussolini sarebbe rimasto ininterrottamente a capo del governo dal 31 ottobre 1922 al 25 luglio 1943, tenendo altresì per vari periodi i ministeri degli Esteri, degli Interni, delle Colonie, della Marina, delle Corporazioni e altri. Gli anni tra il 1922 e il 1924 videro un governo di coalizione cui partecipavano liberali, nazionalisti, popolari, governo che perseguì una politica genericamente di destra e si servì di norma di mezzi legali per la repressione dell'antifascismo.
Ma il problema di Mussolini era conciliare l'anima "rivoluzionaria" del movimento fascista, che largamente gli sfuggiva e rischiava di coalizzare le opposizioni, con la necessità di consolidare i nuovi equilibri politici governativi.
Con la costituzione del Gran Consiglio del fascismo (dic. 1922), presieduto dallo stesso Mussolini, e l'istituzione della Milizia volontaria per la difesa dello stato (gennaio 1923), che legalizzava e imbrigliava lo squadrismo, Mussolini tentò una prima soluzione del problematico rapporto movimento-governo, apprestandosi a divenire garante di ciascuno nei confronti dell'altro. A interrompere il consolidarsi del connubio tra fascismo e stato intervenne la crisi dell'Aventino, a seguito dell'assassinio da parte di alcuni sicari fascisti del leader socialista G. Matteotti (giugno 1924), fase che poteva segnare la fine del governo di coalizione ma che si concluse con il discorso di Mussolini alla Camera del 3 gennaio 1925.
Sintesi rapporto tra uomo e animali - Tesina
Sarà la mia passione per gli animali, sarà l'amore per il mio cane, sarà la spensieratezza che questi trasmettono, fatto sta che quando sono venuto a conoscenza del fatto che andrò ad esporre, ho subito deciso di farlo diventare argomento della mia tesina. Per verità non mi sono mai posto la domanda di dove potessero finire i nostri compagni di vita, gli animali domestici, una volta finito il periodo trascorso al nostro fianco. Per questo sono rimasto particolarmente incuriosito dal fatto che esistesse un Cimitero dedicato a loro, in cui ogni padrone potesse fare loro visita nell'intento di ricordare i piacevoli momenti trascorsi insieme.
Casa Rosa è il cimitero per animali più antico d'Italia, l'unico con licenza comunale, con circa 1.000 lapidi per oltre 1.000 metri quadri di terreno in via dell'Imbrecciato a Roma. Non è semplicemente un cimitero, è un angolo di ricordi privato, un luogo in cui rendere omaggio a qualcuno di caro che non c'è più e che ti ha amato per tutta la vita. Esattamente come nei normali cimiteri ci sono lapidi con le dediche, con le stesse parole d'affetto che si scriverebbero per parenti e amici. Ogni incisione racchiude in poche e semplici parole una storia d'affetto, un legame indissolubile che lega gli animali ai padroni. Il Sig. Luigi Molon spiega che quando vivi per tanti anni assieme a un cane, un gatto o un coniglio, questo diventa parte di te e della tua famiglia, come se si trattasse di un parente o di un caro amico.
D'altronde, quello di seppellire un cane o un gatto è un atto di riconoscenza: gli animali, a differenza delle persone, non tradiscono mai.
È molto significativa la citazione di John Grogan incisa sulla targa posta all'ingresso del Cimitero: “Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati, un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido... se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo”. La mia tesina di maturità inoltre permette di effettuare dei collegamenti con questi argomenti: Benito Mussolini in Storia, Schopenhauer in Filosofia, l'analisi della poesia di Giovanni Pascoli, "La cavallina storna" e in Inglese l'analisi del romanzo di George Orwell, "Animal Farm".
Collegamenti
Rapporto tra uomo e animali - Tesina
- Storia - Benito Mussolini.
- Filosofia - Schopenhauer.
- Italiano - "La cavallina storna" di Giovanni Pascoli.
- Inglese - "Animal Farm" di George Orwell.
- Geografia astronomica - La Luna.