Estratto del documento

Istituto di Istruzione Secondaria Superiore Statale

“Antonio Canova”

Tesina interdisciplinare

Nuove modalità costruttive in campo

antisismico e contratto di locazione attraverso

l’esperienza del progetto “Alternanza

scuola/lavoro” Moro Daniele cl. V

sez. C

07 Luglio 2009

Moro Daniele Tesina Interdisciplinare 07 Luglio 2009

Sommario

1. INTRODUZIONE . . . . . . . pag. 02

- 2. NOZIONI SULLA PROGETTAZIONE ANTISISMICA . . . pag. 02

- 2.1. IL TERREMOTO . . . . . . pag. 02

o 2.1.1. LE SCALE DI MISURAZIONE . . . . pag. 03

2.1.2. LE ONDE SISMICHE . . . . . pag. 04

2.1.3. UN EVENTO SISMICO PUÒ ESSERE PREVISTO? . . pag. 05

2.2. ATTUALE SITUAZIONE NORMATIVA IN CAMPO ANTISISMICO . pag. 06

o 2.2.1. LA PERICOLOSITÀ SISMICA . . . . pag. 07

2.2.2. IL RISCHIO SISMICO . . . . . pag. 08

2.2.3. NORME TECNICHE PER LE COSTRUZIONI 2008 . . pag. 09

2.3 IL CALCOLO ALLO STATO LIMITE . . . . pag. 12

o 2.3.1. RESISTENZE CARATTERISTICHE E DI CALCOLO . . pag. 13

2.3.2. AZIONI CARATTERISTICHE E DI CALCOLO . . pag. 14

2.3.3. STATI LIMITE ULTIMI . . . . . pag. 16

2.3.4. STATI LIMITE DI ESERCIZIO . . . . . pag. 17

2.3.5. SOLLECITAZIONI DERIVANTI DALLE AZIONI . . pag. 17

2.3.6. VERIFICHE . . . . . . pag. 18

2.3.7. CONFRONTO TRA I DUE METODI DI VERIFICA: “TA” E “SL” pag. 19

- 3. LOCAZIONE DEGLI IMMOBILI . . . . . pag. 20

3.1 CONTRATTI AD USO ABITAZIONE . . . . . pag. 20

o 3.1.1. TIPOLOGIE DI CONTRATTO . . . . . pag. 21

3.1.2. NORME PER IL CANONE E GLI ORGANI ACCESSORI . pag. 21

3.1.3. RINNOVO, RECESSO E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO . pag. 22

3.1.4. REGISTRAZIONE DEL CONTRATTO . . . pag. 23

3.2. CONTRATTO AD USO DIVERSO DA ABITAZIONE . . pag. 24

o 3.2.1. RINNOVO DEL CONTRATTO . . . . pag. 24

3.2.2. L’INDENNITÀ DI AVVIAMENTO COMMERCIALE . . pag. 24

- BIBLIOGRAFIA . . . . . . . . pag. 25 1

Moro Daniele Tesina Interdisciplinare 07 Luglio 2009

1. Introduzione

Durante gli ultimi due anni scolastici la nostra classe, IV e V C (rispettivamente negli anni scolastici 2007/08 e 2008/09), ha aderito al progetto di alternanza scuola/lavoro, il quale si prefiggeva di far partecipare ogni alunno alla vita lavorativa di un’azienda per un arco di tempo di almeno due settimane:

  • Il primo anno sono stato assegnato a un’agenzia di mediazione immobiliare affiliata Tecnocasa di Cavazzale.
  • Il secondo anno, invece, ho svolto tale attività presso un’impresa edile vicentina, l’impresa di costruzioni edili Vescovi Antonio.

Partendo da queste due esperienze (delle quali allego i rispettivi diari di bordo) ho voluto approfondire un aspetto importante e caratteristico del lavoro di un agente di mediazione immobiliare, e approfondire un argomento di grande importanza per la costruzione edilizia:

  • L’affitto di beni immobili.
  • Alcune nozioni sulla progettazione antisismica.

2. Nozioni sulla progettazione antisismica

Durante la mia permanenza all’impresa edile ho potuto intuire quanto sia importante la progettazione antisismica e quanto siano restrittive le norme in vigore, ma dopo quanto è avvenuto in Abruzzo nella città di Aquila il 6 aprile 2009, ho capito quanto essa è necessaria, affinché possano essere evitati disastri di una tale entità.

Inizio individuando e descrivendo per prima cosa la causa, ossia il terremoto: cos’è, il perché e il come si sviluppa.

2.1. Il terremoto

I terremoti sono vibrazioni della crosta terrestre, provocate da un’improvvisa liberazione di energia in un punto profondo della crosta terrestre; da questo punto si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette “onde sismiche”.

I terremoti tettonici sono i più comuni e spesso quelli più violenti. Si producono quando le masse rocciose si fratturano improvvisamente in zone sottoposte a forti tensioni, causate da forze geologiche interne. I terremoti tettonici si verificano spesso in corrispondenza delle faglie. A causa del movimento, le rocce vengono deformate, ma quando il moto è troppo rapido o le rocce non riescono più a deformarsi si verifica un terremoto.

N.B.: TETTONICA A ZOLLE → Sulla base di studi geofisici e petrologici si è riconosciuto che la crosta terrestre, insieme alla parte più esterna del mantello superiore sottostante, forma la cosiddetta litosfera, un involucro caratterizzato da un comportamento fragile anche alla scala del tempo geologico, con uno spessore che va da 0 a 100 km per la litosfera oceanica raggiungendo un massimo di 200 km per quella continentale (in corrispondenza di orogeni – o fasce orogeniche – ). La litosfera è suddivisa in una decina di “zolle” (o “placche”) principali di varia forma e dimensione, più numerose altre micro zolle; queste zolle si possono paragonare a zattere che “galleggiano” (in equilibrio isostatico) sullo strato immediatamente sottostante del mantello superiore, l’astenosfera. Per effetto combinato delle elevate temperature, pressioni e dei lunghi tempi di applicazione degli sforzi l’astenosfera, pur essendo allo stato solido, ha un comportamento plastico, ovvero si comporta come un fluido ad elevata viscosità, i cui movimenti sono significativi su scala geologica, ovvero per tempi dell’ordine dei milioni di anni. Le zolle tettoniche si possono muovere sopra l’astenosfera e collidere, scorrere l’una accanto all’altra o allontanarsi fra loro. Per tale motivo, nel corso della storia della terra, l’estensione e la forma di continenti ed oceani hanno subito importanti trasformazioni.

I terremoti vulcanici sono invece collegati all’attività vulcanica. Spesso accompagnano o precedono le eruzioni vulcaniche. Sono in una percentuale limitata (il 7%) dei terremoti ha questa origine. L’attività sismica che accompagna i fenomeni vulcanici è in genere debole e si intensifica solo occasionalmente, in particolare quando si verificano eruzioni improvvise.

I terremoti possono essere anche causati da crolli, come per esempio alcuni piccoli terremoti locali che avvengono in regioni ricche di grotte sotterranee o di miniere, oltre che da esplosioni in seguito a detonazioni di dispositivi chimici o nucleari sotterranei.

2.1.1. Le scale di misurazione

Gli strumenti utilizzati per la registrazione di un sisma vengono chiamati sismografi, i quali sono in grado di rilevare con precisione l’ora, la direzione e la durata di una qualsiasi scossa, per quanto lieve.

Le scale di misurazione sono principalmente di due tipi:

La scala Mercalli è una scala che misura l’intensità di un terremoto tramite gli effetti che esso produce su persone, cose e manufatti.

La Scala Richter (o, più correttamente, la scala M della

L

magnitudo locale) è un sistema usato per la misurazione dell’intensità di un terremoto, e consiste nella valutazione dell’energia liberata da quest’ultimo tramite il confronto con un indice, chiamato magnitudo. Nella definizione data di qualsiasi terremoto è data

da Richter, la magnitudo M

L

dal logaritmo in base dieci del massimo spostamento della 3

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traccia (rispetto allo zero, espresso in micrometri) in un sismografo a torsione di Wood-Anderson calibrato in maniera se l’evento si fosse verificato a una distanza epicentrale di 100 km. Lo zero della scala standard, equivale ad una energia liberata pari a 1 chilogrammo

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di dinamite, o circa 4*10 J. In pratica la scala non fa altro che paragonare l’energia liberata dal sisma a un’equivalente ed ipotetica esplosione di dinamite nel sottosuolo.

N.B.: Due terremoti di magnitudo identica possono avere diversa intensità, se per esempio hanno ipocentri posti a differenti profondità, oppure si verificano in zone con una diversa antropizzazione.

L’esempio classico è quello del terremoto di altissima magnitudo che però avviene in mezzo al deserto, dove non ci sono costruzioni e che potrà avere intensità minore (quindi un Grado Mercalli inferiore) rispetto ad un altro, di magnitudo inferiore che però avviene in una zona rurale densamente abitata, dove le costruzioni non sono antisismiche.

2.1.2. Le onde sismiche

I terremoti di maggiore magnitudo sono di solito accompagnati da altri eventi secondari (e non necessariamente meno distruttivi) che seguono la scossa principale e si definiscono (spesso repliche

definite in modo non corretto Quando si verificano contemporaneamente o quasi, scosse di assestamento).

allora si tratta di (quando il sisma innesca la rottura di altra roccia che era già prossima al

terremoti indotti

punto critico di rottura). La fonte del terremoto è distribuita su un’area significativa -nel caso dei terremoti più devastanti, ha un raggio di oltre un migliaio di chilometri- ma è normalmente possibile identificare un punto preciso dal quale le onde sismiche sono apparentemente partite. Questo si chiama “ipocentro” e qui si è originato il movimento della frattura (faglia) o la sua improvvisa generazione. La proiezione verticale dell’ipocentro sulla superficie terrestre viene invece detta “epicentro”, ed è il punto in cui si verificano i maggiori danni.

Le onde sismiche si propagano a partire dall’ipocentro, ossia il punto all’interno della Terra da dove si sprigiona l’energia. Si distinguono tre tipi di onde sismiche:

Onde longitudinali o di compressione (P)

Le onde P (onde primarie) fanno oscillare la roccia avanti e indietro, nella stessa direzione di propagazione dell’onda. Esse generano quindi “compressioni” e “rarefazioni” successive nel materiale in cui si propagano.

La velocità di propagazione dipende dalle caratteristiche elastiche del materiale e dalla sua densità. Poiché le onde P si propagano più rapidamente, sono anche le prime (P = Primarie) a raggiungere i sismometri, e quindi ad essere registrate dai sismografi. Nella crosta terrestre tali onde viaggiano a una velocità che può raggiungere anche i 10 km/s. 4

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Onde di taglio o trasversali (S)

Le onde S, ovvero onde “secondarie” muovono la roccia perpendicolarmente alla loro direzione di propagazione (onde di taglio).

Esse sono più lente delle onde P, viaggiando nella crosta terrestre con una velocità fra 2,3 e 4,6 km/s. Le onde S non possono propagarsi attraverso i fluidi perché questi non oppongono resistenza al taglio.

Onde superficiali (R e L)

Le onde superficiali, a differenza di quello che qualcuno potrebbe pensare, non si manifestano dall’epicentro, ma solo ad una certa distanza da questo. Tali onde sono il frutto del combinarsi delle onde P e delle onde S, sono perciò molto complesse. Le onde superficiali sono quelle che provocano i maggiori danni.

Le onde di Rayleigh, dette anche onde R, muovono le particelle secondo orbite ellittiche in un piano verticale lungo la direzione di propagazione, come avviene per le onde in acqua.

Le onde di Love, dette anche onde L, muovono invece le particelle trasversalmente alla direzione di propagazione (come le onde S), ma solo sul piano orizzontale.

N.B.: Nel periodo della guerra fredda, i due blocchi studiavano i progressi nucleari del blocco contrapposto grazie allo studio delle onde P (in quanto esse sono le prime onde percepibili causate da un’esplosione di una bomba atomica) attraverso l’utilizzo dei sismometri, al punto che i test nucleari (sotterranei o in atmosfera) sono stati usati sia dagli USA che dall’URSS come una sorta di col

comunicazione indiretta

nemico. Inoltre alcune esplosioni nucleari sotterranee sono state abbastanza forti da inviare onde sismiche attraverso l’interno dell’intero globo.

2.1.3. Un evento sismico può essere previsto?

Già dall’ottocento sono state studiate le correlazioni tra le variazioni dell’altezza della falda idrica e della gravità locale, oltre che dell’emissione di radon, ma purtroppo allo stato delle conoscenze non sono ancora stati elaborati modelli che permettano di evidenziare segnali utili alla previsione di un terremoto o delle sue possibili caratteristiche, intensità e localizzazione spaziotemporale.

Il radon si forma con il decadimento radioattivo del radio, e in quanto gas nobile non si combina con gli altri elementi e composti chimici e pertanto quello che si forma all’interno delle rocce rimane intrappolato in esse. Ma se improvvisamente si ha rotture di rocce con fessurazioni, come succede con i terremoti, il radon

contenuto in profondità esce improvvisamente alla superficie terrestre, dove peraltro già esso è presente in certa misura perché la produzione di radon è continua, aumentando la locale concentrazione di radon con improvvisi picchi o “spifferi”. Il fenomeno è allo studio per la più o meno realistica possibilità di realizzare un sistema di previsione a breve termine, e con sicurezza accettabile, dei terremoti, tramite una rete ampia sul territorio di rivelatori di radon.

La tematica è stata oggetto in Italia di discussioni e polemiche fuori dall’ambito scientifico, a seguito del Terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009 in quanto Giampaolo Giuliani, un tecnico di laboratorio non laureato, aveva sostenuto nelle settimane precedenti l’imminenza di una disastrosa scossa che si sarebbe verificata a suo dire in marzo, a grandi linee in quella stessa regione, sulla base di aumentate emissioni di Radon.

2.2. Attuale situazione normativa in campo antisismico

Ora che ho descritto brevemente il terremoto traccio una sintetica illustrazione del panorama normativo italiano in merito al calcolo strutturale in zona sismica, approfondendo successivamente le norme tecniche per le costruzioni del 2008.

Dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002, la Protezione Civile ha incaricato un gruppo di esperti di redigere le “Norme tecniche per il progetto, la valutazione e l’adeguamento sismico degli edifici”, oggetto dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri (in breve OPCM) n. 3274/03, successivamente più volte integrata e modificata.

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (oggi Ministero delle Infrastrutture), allo stesso tempo, si è occupato della stesura delle “Norme Tecniche per le Costruzioni” (NTC), di cui al D.M. 14/09/2005 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 23/09/2005. Con l’entrata in vigore del suddetto D.M., i criteri di progettazione dell’OPCM n. 3274 del 20/03/2003 (e successive modifiche ed integrazioni) sarebbero dovuti diventare solo dei riferimenti per il conseguimento degli obiettivi di sicurezza sismica fissati nelle NTC.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: progettazione antisismica e contratto di locazione

Autore: Moro Daniele

Descrizione: tale tesina illustra le problematiche della progettazione antisismica e il contratto di locazione attraverso il progetto "alternanza scuola/lavoro" svolto dalla mia classe. nb: non ho allegato i diari di bordo che cito nella tesina, poichè in questo m

Materie trattate: Scienze Della Terra, Tecnologia Delle Costruzioni, Estimo

Area: tecnologica

Sommario: Scienze della Terra, il terremoto, Tecnologia delle Costruzioni, normativa riguardante la progettazione antisismica, nozioni sul Calcolo agli Stati Limite, progetto alternanza scuola/lavoro, estimo, contratto di locazione

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