Premio Nobel 2006 al fondatore della Grameen Bank: l’economista Muhammad Yunus
Il Comitato di Oslo ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2006 a Yunus e alla sua istituzione, sottolineando l’importanza del microcredito per la sopravvivenza dei non garantiti del pianeta.
Muhammad Yunus lavorava come professore di economia ad un’università vicino ad un villaggio molto povero del Bangladesh. In questo villaggio era presente un’intensa attività di usura, così decise di fare un’indagine e scoprì che 42 persone avevano chiesto in prestito 27 dollari. A quel punto decise di prestare i suoi soldi, imponendo semplici regole in modo tale che essi potessero pagare ai loro creditori e liberarsi dagli usurai.
Il microcredito
Ma tutto questo non bastava. Decise, quindi, di creare il microcredito: si tratta di un sistema creditizio e non assistenziale che costituisca per le persone un incentivo a lottare per uscire dalla propria dimensione di povertà senza dipendere dagli altri per svolgere un’attività.
Per prima cosa decide di rivolgersi a banche convenzionali, però senza ottenere successo, in quanto secondo queste i poveri non erano considerati solvibili. Nonostante questo, il progetto riesce a svilupparsi fino alla nascita nel 1973 di un istituto di credito, la “Grameen Bank”, considerata la prima banca dei poveri.
L’ente concede microprestiti alle popolazioni povere locali senza richiedere garanzie collaterali e garantendo così il loro accesso al credito. Il sistema si basa sull’idea che i poveri abbiano attitudini e capacità imprenditoriali sottoutilizzate e sulla fiducia.
La caratteristica principale della Grameen Bank consiste nel fatto che essa è di proprietà dei clienti finanziati dalla banca stessa, la maggior parte dei quali sono donne. I clienti finanziati sono titolari del 94% del capitale della banca e il restante 6% è di proprietà del Governo del Bangladesh.
La Grameen Bank oggi ha 1.084 filiali in cui lavorano 12.500 persone. I clienti in 37.000 villaggi sono 2.100.000, per il 94% donne. In questa organizzazione il 98 per cento dei prestiti viene restituito.
La banca, inoltre, raccoglie depositi, fornisce altri servizi e gestisce varie attività economiche finalizzate allo sviluppo, tra cui società commerciali, telefoniche e nel settore dell’energia. Il successo della Banca è continuato e si è presto allargato a vari altri distretti del Bangladesh, finché nel 1983 il Parlamento l’ha trasformata in una banca indipendente.
Secondo la Banca mondiale, negli ultimi 15 anni il Bangladesh è in crescita per il 5%, rientrando nel trend normale grazie alla liberalizzazione degli scambi commerciali, ma non considerando lo sviluppo attraverso il microcredito, in quanto non rientra nel calcolo del PIL.
Secondo Yunus, nella politica agraria comunitaria si dovrebbero abolire i sussidi, liberalizzando il mercato agricolo in modo tale che i prodotti dei Paesi in via di sviluppo si introducessero anche nel mercato europeo, incentivando così questi Paesi a concentrare le proprie risorse sull’agricoltura.
Il microcredito si è esteso in molti Paesi, come Stati africani, asiatici, centro-sudamericani e Stati Uniti, al punto che le Nazioni Unite hanno intitolato il 2005 anno internazionale del microcredito.
Ad esempio, in Venezuela si vuole creare un’autonomia economica, in quanto questo Paese, come in molti altri dell’America meridionale e dell’Africa, vi sono banche regionali dove i crediti provengono dall’Occidente. Per questo è necessario creare una banca autonoma per lo sviluppo di questi stessi Paesi.
Yunus ha affermato in una recente intervista che la crisi finanziaria mondiale non ha colpito la Grameen, in quanto effettua i prestiti proprio sul territorio: ogni filiale ha i depositi locali che prestano i soldi alle persone che vivono lì localmente.
Yunus ha vinto il premio per la pace e non per l’economia, in quanto il mantenimento della pace duratura non può essere ottenuto a meno che larghe fasce della popolazione non trovino mezzi per uscire dalla povertà. Il microcredito è uno di questi mezzi.
In Italia: Banca Popolare Etica
In Italia le prime cooperative finanziarie che raccolgono i risparmi dai soci e li reinvestono in attività di economia sociale nascono a Verona nel 1978 con il nome di MAG (Mutua Auto Gestione), che portarono alla creazione della prima Banca Popolare Etica nel 1999, grazie anche alla collaborazione di 22 organizzazioni del volontariato sia laico sia cattolico.
Questa banca, come le altre, si basa sulla raccolta e impiego. Per raccolta si intende un’attività di sollecitazione e raccolta del pubblico risparmio, con molte caratteristiche come:
- Partecipazione: i clienti possono scegliere il settore verso il quale indirizzare il loro risparmio.
- Eticità degli impieghi finanziati: le somme raccolte vengono impiegate per finanziare impieghi etici.
- Trasparenza: la banca deve assicurare ai risparmiatori una continua e puntuale informazione sull’allocazione dei fondi impiegati.
Per impiego si intende un’attività di finanziamento a beneficiari che abbiano queste caratteristiche:
- Non realizzino prodotti dannosi per l’uomo e l’ambiente.
- Rispettino la legislazione vigente nel campo dei diritti dei lavoratori e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
- Siano privati e non profit.
- Abbiano un obiettivo sociale, cioè perseguano interessi collettivi.
I settori degli impieghi:
- Settore 1, cooperazione sociale: per la cura e il reinserimento lavorativo delle persone e assistenza verso le fasce più deboli.
- Settore 2, ambiente.
- Settore 3, solidarietà internazionale e cooperazione allo sviluppo.
- Settore 4, cultura, sport, educazione e formazione, salute.
Le richieste di finanziamento vengono sottoposte ad una duplice valutazione:
- Sulla capacità di restituzione del prestito, ossia la capacità economica del richiedente di utilizzare in modo efficace il finanziamento e il relativo rientro dello stesso.
- Sull’impatto ambientale e sociale positivo che il progetto può produrre.
L’obiettivo della banca etica è quello di far confluire risorse e fiducia verso quei progetti di cui la comunità civile ha bisogno per crescere. Le garanzie patrimoniali richieste dalle banche sono spesso troppo alte, mentre, con la Banca Etica, il concetto di dare credito recupera il suo significato originario, cioè quello di dare fiducia alle iniziative socio-economiche che sostengono un reale sviluppo della persona e che producono un beneficio nel rispetto della natura.
Finanza etica
Attraverso la Banca Etica vengono applicati i principi della finanza etica, secondo i quali il credito è un diritto umano e l’accesso al credito, come strumento di emancipazione da condizioni di povertà, deve essere consentito a tutti.
Caratteristiche:
- Considera l’efficienza la base della responsabilità etica.
- Non ritiene legittimo l’arricchimento basato sul solo possesso e scambio di denaro.
- Prevede la partecipazione alle scelte importanti dell’impresa da parte dei soci e anche dei risparmiatori.
- Ha come criteri di riferimento per gli impieghi la responsabilità sociale e ambientale.
Lo Stato sociale
Un modello di Stato che rientra in questo contesto è lo Stato sociale, in cui la sicurezza e il benessere sociale sono assunti dallo Stato, il cui obiettivo è quello di migliorare le condizioni dei più poveri e riconoscere i diritti fondamentali come la salute.
Possiamo distinguere tre modelli di Stato sociale:
- Scandinavo: in cui lo Stato svolge direttamente ed esclusivamente le funzioni di programmazione, gestione e controllo.
- Anglosassone: dove le funzioni di programmazione e controllo sono assegnate allo Stato, mentre la gestione è delegata ai privati.
- Misto: adottato in Italia, dove esistono combinazioni tra pubblico e privato, con interventi del terzo settore, organizzazioni non profit, cooperative sociali, volontariato e associazioni.
Agli inizi degli anni ’70 del ’900, in seguito alla crisi profonda del modello dello Stato del benessere, si è sviluppato lo Stato assistenziale, inteso come degenerazione dello Stato sociale.
In merito allo Stato assistenziale ci furono due posizioni assunte dagli studiosi:
- Prima posizione: neoliberisti che volevano eliminare le forme di intervento dello Stato nel sociale.
- Seconda posizione: ridimensionare la spesa sociale dello Stato e renderla più efficiente.
Entrambe le posizioni affermano la necessità di ridimensionare la spesa sociale e rendere maggiormente razionali i servizi di sicurezza sociale. Infatti, in molti Paesi europei industrializzati si è cercato di ridurre la spesa sociale, prestando attenzione ai servizi essenziali.
Il sistema di sicurezza sociale
Il sistema di sicurezza sociale può essere finanziato attraverso:
- La parafiscalità: imposizione e riscossione dei contributi poste in essere dagli enti pubblici non territoriali per provvedere all’erogazione di prestazioni.
- La fiscalità, in base al fatto che le prestazioni sociali abbiano funzioni previdenziali o assistenziali.
La previdenza è finanziata attraverso il pagamento di premi (contributi) che i datori di lavoro e i lavoratori pagano allo Stato o agli altri enti pubblici, e anche dalla fiscalizzazione degli oneri sociali, con cui lo Stato si fa carico di una parte dei contributi previdenziali, scaricando i datori di lavoro e i lavoratori di una parte del costo contributivo.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Premio Nobel 2006 al fondatore della Grameen Bank
Autore: Graziani Maria
Descrizione: l'economista Muhammad Yunus fondatore del microcredito.
Il Comitato di Oslo ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Pace 2006 a Yunus e alla sua istituzione sottolineandone l'importanza del microcredito per la sopravvivenza dei non garantiti del pianeta. Muhammad Yunus lavorava come professore di economia ad una Università vicino ad un villaggio molto povero del Bangladesh. In questo villaggio era presente un'intensa attività di usura, così decise di fare un'indagine e scoprì che 42 persone avevano chiesto in prestito 27 dollari. A quel punto decise di prestare i suoi soldi imponendo semplici regole in modo tale che essi potevano pagare ai loro creditori e liberarsi dagli usurai. Ma tutto questo non bastava, decise, quindi, di creare il microcredito: si tratta di un sistema creditizio e non assistenziale che costituisca per le persone un incentivo a lottare per uscire dalla propria dimensione di povertà senza dipendere dagli altri per svolgere un'attività. Per prima cosa decide di rivolgersi a banche convenzionali, però senza ottenere successo, in quanto secondo queste i poveri non erano considerati solvibili. Nonostante questo il progetto riesce a svilupparsi fino alla nascita nel 1973 di un istituto di credito, la "Grameen Bank", considerata la prima banca dei poveri. L'ente concede microprestiti alle popolazioni povere locali senza richiedere garanzie collaterali e garantendo così il loro accesso al credito. Il sistema si basa sull'idea che i poveri abbiano attitudini e capacità imprenditoriali sottoutilizzate e sulla fiducia. La caratteristica principale della Grameen Bank consiste nel fatto che essa è di proprietà dei clienti finanziati dalla banca stessa, la maggior parte dei quali sono donne. I clienti finanziati sono titolari del 94% del capitale della banca e il restante 6% è di proprietà del Governo del Bangladesh.
Materie trattate
- Economia aziendale (Banca popolare etica)
- Scienze delle finanze (Finanza etica)
- Diritto (Libertà e uguaglianza)
- Storia (Ideologia hitleriana)
- Italiano (Saba)
- Matematica (Caso di probabilità in casi di incertezza)
- Inglese (Il world wide web)
- Informatica (L'HTTP e l'HTML)
Area: umanistica