Plasma tweeter di
Alessandro Cacioppo
Anno 2008/2009 ITIS Giorgi 5°ELT
[Genova]
Plasma tweeter
Introduzione:
Appassionato del mondo dell’Hi-Fi, vengo a conoscenza di un tweeter
(Altoparlante destinato a riprodurre i suoni alti, dalla gamma vocale in su) per
appassionati audiofili prodotti negli anni ’60, il quale funzionava senza parti
meccaniche in movimento, fatto che gli conferiva una velocissima risposta e
un’ottima efficienza.
Questo tweeter produceva il suono da una scarica elettrica ad altissima
tensione, cosa che fece molto scalpore all’epoca; poche sono state le ditte che
hanno cercato di rendere questo un prodotto commerciale, principalmente per
due motivi: costo della realizzazione e difficili tarature. In quegli anni infatti si
disponeva solo di valvole termoioniche e pochi altri componenti (ben lontano
dall’elettronica moderna basata principalmente su circuiti integrati); questo
rendeva quindi molto costosi i dispositivi elettronici, soprattutto della branca
audio hi-fi.
Ricordiamo alcuni marchi quali Ionovac, Acapella e Magnat che realizzavano
suddetto dispositivo; per il resto veniva autocostruito da esperti del settore
audio ed elettronico.
Il fatto più incredibile è pensare che una scintilla possa riprodurre un segnale
udibile, definito e irregolare quale la musica (è talmente al di fuori dalla nostra
concezione, che solo vedendolo ci si riesce a credere), questo mi spinse
principalmente a realizzarne un prototipo similare; volevo infatti poter
assaporare questo effetto avvolgente omnidirezionale da molti descritto, il
“calore” del suono (a differenza di quello prodotto da un metallico tweeter a
membrana) e la vasta gamma di frequenze alte e altissime dai 2 kHz oltre i
22 kHz.
Teoria
Il plasma
In fisica e chimica, un plasma è un gas ionizzato, costituito da un insieme di
elettroni e ioni e globalmente neutro (la cui carica elettrica totale è cioè nulla).
Essendo però costituito da particelle cariche, i moti complessivi delle particelle
del plasma sono in gran parte dovuti alle forze a lungo raggio che si vengono
continuamente a creare, e che tendono a mantenere il plasma neutro; questo
fatto stabilisce una differenza importante rispetto ai gas ordinari, nei quali i
moti delle particelle sono dovuti a forze che si estendono al massimo per
qualche primo vicino. In quanto tale, il plasma è considerato come il quarto
stato della materia, che si distingue quindi dal solido, il liquido e il gas.
“Ionizzato” in questo caso significa che una frazione significativamente grande
di elettroni è stata strappata dagli atomi.
Le cariche elettriche libere fanno sì che il plasma sia un buon conduttore di
elettricità, e che risponda fortemente ai campi elettromagnetici. Questo quarto
stato della materia fu identificato da Sir William Crookes nel 1879 e chiamato
“plasma” da Irving Langmuir nel 1928. Le ricerche di Sir Crookes portarono
alla realizzazione dei cosiddetti tubi di Crookes, che erano gli antenati dei tubi
catodici e delle lampade al neon.
Mentre sulla terra la presenza del plasma è relativamente rara (fanno
eccezione i fulmini, le aurore boreali e le fiamme), nell’universo costituisce più
del 99% della materia conosciuta: si trovano sotto forma di plasma il Sole, le
stelle e le nebulose. Inoltre, si ha una formazione di plasma sullo scudo
termico dei veicoli spaziali al rientro nell’atmosfera.
Il plasma è spesso definito come “quarto stato” della materia: in questo senso,
esso riproduce l’idea dei quattro elementi, che storicamente si fa risalire al
filosofo greco Empedocle. I primi esperimenti riguardanti i plasmi coincidono
però con le prime scoperte sull’elettromagnetismo. Le prime scoperte sulle
proprietà delle scariche elettriche nei gas vengono fatte risalire al leggendario
esperimento di Benjamin Franklin, che scoprì la natura elettrica del fulmine:
nel giugno 1752, a Philadelphia, egli usò come dispositivo un aquilone, legato
all’estremità di un filo di canapa. All’altra estremità egli appese una chiave, e
portò l’aquilone vicino alle nuvole durante un temporale. Tenendo a distanza
con un nastro di seta l’estremità con la chiave, per proteggersi le mani, vide
che la chiave si muoveva per effetto dell’accumulo di cariche elettriche, e che
poteva caricare con questa una bottiglia di Leida (un tipo di esperienza che egli
aveva già effettuato nei suoi studi sull’elettrostatica).
Studi più precisi coincidono con la creazione dei primi tubi da vuoto, i tubi di
Crookes appunto, che Sir William Crookes cominciò a studiare negli anni
successivi al 1870 modificando il prototipo creato da Heinrich Geissler, che si
chiama appunto tubo di Geissler. Proprio un tubo simile a questo portò
Röntgen alla scoperta dei raggi X.
Gli studi sui plasmi rimasero però più che altro una curiosità: fanno eccezione
gli studi approfonditi di Irving Langmuir, che studiò in particolare (negli anni
successivi al 1920) l’interazione dei plasmi con le pareti del contenitore nei
quali i plasmi stessi venivano formati: proprio per questi studi egli vinse il
premio Nobel nel 1932. L’interesse sistematico per lo studio dei plasmi inizia
invece alla fine degli anni cinquanta, quando la Conferenza di Ginevra “Atoms
for peace” sancisce l’inizio degli studi su uno sfruttamento pacifico della
Fusione nucleare. Contemporanea è la costituzione dell’Agenzia Internazionale
per l’Energia Atomica (IAEA, 1957).
Più o meno nello stesso periodo cominciano i primi studi sugli effetti di un
campo magnetico sui gas ionizzati (per es. della ionosfera) compiuti dal fisico
svedese Hannes Alfvén, che lo porteranno a vincere il premio Nobel nel 1970.
Questi studi porteranno alla spiegazione del meccanismo delle fasce di Van
Allen in termini di moti di ioni ed elettroni.
Oggi la fisica del plasma è un settore in piena espansione, non solo per quanto
riguarda la Fusione nucleare, ma anche le applicazioni industriali (trattamento
di superfici, il taglio al plasma, gli schermi al plasma) e la propulsione spaziale.
Il tuono
Ma è possibile che il plasma generi un suono?
Pensiamo al tuono…
Il tuono è il rumore, improvviso e forte, provocato dal fulmine. Il fulmine causa
un forte aumento di pressione e temperatura che provoca la rapida espansione
dell’aria attraversata dal lampo. A sua volta, questa espansione d’aria produce
un’onda d’urto che si manifesta col rumore del tuono.
La prima teoria sulle cause del tuono di cui si ha traccia è attribuita al filosofo
greco Aristotele, nel 300 a.C., ed una speculazione precedente che faceva
riferimento alla collisione di nuvole. Si susseguirono molte altre teorie: nella
metà del XIX secolo si accettava l’idea che il fulmine producesse il vuoto.
L’idea accettata oggi dice che il tuono è causato dall’enorme spostamento
d’aria che il fulmine crea nell’atmosfera quando scocca. L’aria nei canali
ionizzati che compongono il fulmine viene riscaldata a circa 28.000°C: ciò crea
un’espansione in volume del canale ad una velocità più alta di quella del suono.
Ne consegue un’onda d’urto, simile a quella di un’esplosione o di un aereo
supersonico; ed è proprio l’onda d’urto che genera il tuono, che può essere
udito come un colpo secco e improvviso se il fulmine è scoccato vicino
all’osservatore; come un rumore diffuso e tenue se scocca in lontananza, per
effetto dell’eco e del rimbombo.
Il tweeter
I tweeter sono chiamati a riprodurre le frequenze alte, comprese fra l’estremo
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Plasma Tweeter
Autore: Cacioppo Alessandro
Descrizione: Realizzazione Pratica di un Plasma Tweeter ,Progettazione,Relazione e sue correlazioni
Materie trattate: Elettronica,Telecomunicazioni,TDP,Sistemi,Italiano,Fisica,Diritto,Storia
Area: tecnologica
Sommario: Italiano,Futurismo,Marinetti Fisica,il Plasma,4 Stato della Materia Storia,Fine 2 Guerra,Bomba Atomica TDP,I Mosfet,Potenza Telecomunicazioni,Modulazioni Impulsive,PCM Elettronica e Sistemi,Filtri Attivi,Primo e Secondo Ordine Diritto, I Titoli di Credito,Assegno Circolare