“If you can dream
it, you can make it”
[Walt Disney]
Indice
INTRODUZIONE…………………………………………………………………………………………..2
Peter Pan
Italiano Pascoli: poetica del fanciullino………………………………………………………………………………...3
Inglese London………………………………………………………………………………...6
Disney
Francese Les parcs d’attractions: Disneyland…………………………………………...8
Diritto e discipline turistiche Franchising e azienda……………………………...9
Introduzione
Walt Disney è scomparso ormai da 46 anni. Ci ha fatto ridere e ci ha fatto piangere, ma la vera magia è che riesce ancora adesso a trasmetterci delle emozioni. Le sue creazioni hanno appassionato milioni di bambini ma anche tantissimi adulti capaci ancora di volare con la propria fantasia.
Walt Disney, il fondatore di questo fantastico universo, sembra quasi aver creato un mondo parallelo al nostro, un mondo tra sogno e realtà. Ma la cosa più importante di questi cartoni è che non solo riescono a farci divertire, ma da essi riusciamo a trarre anche una morale.
I fratelli Disney hanno fatto del mezzo televisivo un vero stile di vita. Con l’invenzione del cartone animato hanno fatto volare la fantasia di grandi e piccini, e poi con l’apertura dei parchi di divertimento a tema, hanno fatto sì che questa fantasia si avvicinasse sempre più alla realtà.
Ho scelto Walt Disney perché un po’ la maturità rappresenta una frontiera, dove la fantasia e l’immaginazione restano alle spalle, e dove effettivamente ci affacciamo nel mondo degli adulti.
Così, nel periodo in cui ho lavorato alla mia tesina, ho potuto sentirmi ancora un po’ bambina, riscoprire quanto le favole mi abbiano fatto crescere e capire che però il mondo reale è ben diverso da quello della fantasia.
Italiano inglese
Pascoli: poetica del London
Fanciullino francese
Diritto e
Discipline Les parcs
Turistiche d’attractions:
Disneyland Resort
Franchising e Paris
Azienda italiano
Pascoli: poetica del fanciullino
Tanta voglia di crescere per poi accorgersi che rimanere bambini è la cosa più bella che ci sia (Peter Pan).
“È tempo di toglierla dalla stanza dei bambini!”: questa frase, pronunciata dal padre di Wendy in Peter Pan, è la causa della fuga della bambina e dei suoi fratellini verso l’Isola che non c’è.
Wendy è una ragazzina che ama narrare ai fratellini le avventure di Peter Pan, un bambino avventuroso, sempre pronto a giocare e che si rifiuta di crescere. È fermamente convinta dell’esistenza di Peter, poiché la sua stessa madre è sempre stata certa che Peter Pan fosse lo spirito della giovinezza che ognuno di noi ha dentro di sé. I tre fratelli, in una notte stellata, partono a cavallo del vento per l’Isola che non c’è, un luogo fantastico abitato da creature mitiche.
Inizia così l’esplorazione di questa magica isola a cui i bambini non sanno dare una descrizione degna di uno scrittore, ma esprimono il loro entusiasmo e la loro ammirazione attraverso brevi parole e uno sguardo carico di emozione.
Peter Pan rappresenta un po’ l’Isola stessa, piena di occasioni di avventura a cui bisogna assolutamente partecipare, incuranti dei pericoli o della loro assurdità. Infatti l’Isola, pur essendo al di fuori della normalità, è un luogo in cui i bambini possono esprimere loro stessi ed esplorare divertendosi: questa routine non diventa mai noiosa, perché per un bambino ogni giorno è diverso dall’altro. Il bambino si stupisce di fronte a cose meravigliose ma anche di fronte a quelle piccole e semplici, quelle che nell’età adulta ci sembrano normali o invisibili.
Le giornate sull’Isola passano tra la Laguna delle Sirene, il Covo dei Cannibali, l’Accampamento degli Indiani e la nave dei pirati. Proprio i pirati sono gli unici personaggi adulti presi in considerazione in Peter Pan. Cantano, bevono, ma tuttavia si lamentano della loro vita, perché sono convinti che non ci sia nulla di bello nelle loro giornate: tutto il contrario di quello che pensano Peter Pan e i Bimbi sperduti delle loro vite.
Il capitano del vascello è Uncino, perennemente in lotta con Peter Pan. Uncino tenta più volte di scoprire quale sia il segreto per volare come Peter; consideriamo però che la parola “volare” può in questo contesto essere letta come sinonimo di “vivere”.
Non risulta quindi azzardato pensare che Uncino non faccia altro che cercare un modo per ritrovare la sua giovinezza, per ritrovare quel fanciullino che aveva dentro di sé da bambino ma ha perso crescendo. Probabilmente Uncino e Peter Pan sono in lotta in quanto l’uno fa parte dell’altro: Peter Pan vede quello che sarà, cioè un adulto che ha perso interesse nella vita e nelle cose meravigliose che essa può dare; Uncino vede in Peter la persona che era e che ritiene essere la causa del suo malessere attuale.
Nessuno dei due capisce che l’unico modo per ritrovare l’equilibrio - la responsabilità delle proprie azioni da una parte, la gioia nelle piccole cose dall’altra - è unirsi, ritornare un unico essere.
Quello “spirito della giovinezza”, citato dalla Signora Darling all’inizio del cartone, ha diversi tratti in comune con Il fanciullino, opera di Giovanni Pascoli. Si tratta di un testo in prosa di venti capitoli, in cui si svolge il dialogo fra il poeta e la sua anima di fanciullino.
Materie e argomenti
- Italiano: Giovanni Pascoli (poetica del fanciullino);
- Inglese: London;
- Discipline turistiche e diritto: franchising e azienda;
- Francese: Disneyland Resort Paris.